Ho assaggiato Belìn – nuova apertura segnalatami dall’amica Mirta (ah, ti voglio bene lo stesso, Mirta!) in via Savona a Milano – che conta già una sede all’Isola, con laboratorio, vendita di pasta fresca, eccetera.

E allora via per una bella passeggiata alla scoperta di novità – sì, ce n’è qualcun’altra, ma ne parleremo un’altra volta.

Belìn, dunque. Anzi, Belin. Pansoti, Pesto e Passione, come recita il logo.

Un monolocale, abbastanza ampio – qui c’era Hambistro, un’hamburgeria.  con qualche tavolo e qualche seduta. In fondo, la cucina.

Il tutto si propone come un concentrato di cucina ligure: pasta, pesto, e focaccine farcite.

Le focaccine in carta sono 18: rotonde, di dimensioni maggiori delle “focaccine del Forte”, e di queste anche un po’ più croccanti, costano dagli 8 € ai 9,50 €. I nomi sono geografici, e rigorosamente liguri – da Rapallo (tacchino mozzarella pomodoro salsa di noci) a Varazze (salame milano, stracciatella, crema di carciofi), da Dolceacqua (caciocavallo spinacino pomodoro salsa di noci noci) a Framura (hummus pomodorini secchi carciofini).

Ho preso una Recco: stracchino, pesto, fagiolini patate. Niente male la focaccina, gli ingredienti della farcitura faticavano un po’ a stare assieme, tendevano ad andarsene, ma l’insieme mi è piaciuto.

Avrei forse preferito una fetta di focaccia di quelle quadrate, in teglia, che mangio di solito in Liguria, ma ok.

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Ho ordinato, contemporaneamente alla Recco, anche un piatto di trofie con il pesto. Ero a metà della mia focaccina quando è arrivato: tempi di servizio da rivedere, direi, anche perché ero l’unico cliente e si potevano calcolare meglio.

Trofie, pesto: un binomio che fa subito Liguria, un sapore quasi atavico, specie per chi, come me, ha una casa a Rapallo da quasi cinquant’anni.

La prima cosa che mi è venuta in mente, davanti al piatto, è stata un’esclamazione di sorpresa un po’ colorita. Ora, io non posso dire di conoscere a menadito la ricetta del pesto, anche se l’abbiamo persino pubblicata – ma un’idea abbastanza precisa ce l’ho, di come si fa, e anche dell’aspetto che deve avere. E del colore: questo era verde, ma un troppo verde: non si percepiva il colore dei formaggi. All’assaggio, perplessità: non si sentivano i profumi e il sapore del basilico, né la sapidità dei formaggi, niente. Un pochino di aglio – mi hanno chiesto se il pesto lo volevo con o senza aglio: ovviamente con, ma poco significativo nel complesso del piatto. Ho aggiunto un po’ di formaggio grattugiato, presente sul tavolo, che ha risollevato un po’ il piatto.

Mettiamola così: di tutti i pesti assaggiati mai, questo è quello che mi ha lasciato più perplesso: magari è anche una versione più pura, o semplicemente diversa, ma poco saporita.

Qui, le trofie erano anche buone, ma il pesto non è proprio pervenuto.

Peccato.

Belin. Via Savona, 13. 20144 Milano. Tel. +39 0235992198.

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