La classifica della migliore pasta italiana al supermercatoTempo di lettura: 1 min

Pasta, quale scegliere al supermercato?

Lo ha rivelato la classifica del Salvagente che ha esaminato 22 confezioni di pasta e ha dato un voto in decimi come a scuola.

Eccellente (da 9 a 10), Ottimo (da 8 a 9), Buono (da 7 a 8), Medio (da 6 a 7), Mediocre (da 4 a 6), Scarso (sotto il 4).

Sul podio sono arrivate De Cecco (che conquista sia l’oro che l’argento), la Voiello e la Molisana ex aequo e la rediviva Rummo.

Ma ecco tutte le posizioni contenute nell’articolo che è stato ripreso con grande successo anche dalla trasmissione Le Iene.

La pasta di qualità eccellente

De Cecco: voto 9,8
De Cecco integrale: voto 9,6
Voiello 100% grano aureo: voto 9,5
La Molisana: voto 9,5
Rummo: voto 9,1

La pasta di qualità ottima

Alice Nero Bio: voto 9
Garofalo integrale: voto 8,9
Rummo Bio integrale: voto 8,9
De Cecco Bio: voto 8,8
Coop Bio: voto 8,7
Buitoni: voto 8,7

La pasta di qualità buona

Barilla Bio: voto 7,5

La pasta di qualità media
Barilla 5 cereali: voto 6,9
Garofalo: voto 6,7
Esselunga: voto 6,5
Barilla: voto 6,4
Divella: voto 6,3
Coop: voto 6,2
Granoro: voto 6,1
La Molisana integrale: voto 6

La pasta di mediocre qualità

Del Verde: voto 4,5

La pasta di scarsa qualità

Combino (Lidl): voto 3,5
Tre Mulini (Eurospin): voto 3

Se volete leggere l’articolo del Salvagente, basta richiederlo a questo indirizzo per riceverlo via mail.

E qui leggete la nostra classifica dei 10 migliori formati di pasta italiana.

32 Commenti

    • Mmmm…qui in Veneto non abbiamo l’Esselunga, ma è molto diffusa una marca che si chiama Jolly Sgambaro, come prezzo si posiziona più o meno sullo stesso segmento di Barilla. Ma qui non la vedo tra le qualità di pasta..

  1. ma come? qui De Cecco, Rummo, La Molisana sono ottime paste e dovunque, altrove, si legga, sono le più pericolose per il glifosato. qualcuno è disonesto o, peggio, pagato per confondere

    • Costantino, informati meglio invece di sparare ca***te! Lo sanno tutti che il grano italiano non è di qualità quindi bisogna “miscelarlo” con quello straniero. Ad esempio De Cecco utilizza frumento da paesi che non utilizzano glifosato oltre ad effettuare controlli accurati.

  2. Se parliamo di qualità, bisogna prendere in considerazione pastifici ARTIGIANALI. Ho avuto il piacere di mangiare la pasta dei “Pastai Sanniti”, un pastificio storico della provincia di Benevento. ECCELLENTE, non aggiungo altro. E’ da provare, il resto è tutto mediocre.

  3. Ho visto recentemente una classifica di paste su Altroconsumo: non la riporto perché sono pigro e non ho voglia di cercare. Comunque posso dire che era completamente diversa dalla classifica di Salvagente qui riportata.
    Se ne deduce che le classifiche lasciano un po’ il tempo che trovano.
    Che il grano duro non fosse tutto italiano si sapeva da tempo, così come si sapeva che i grani antichi non sono così antichi come vorrebbero far credere.
    Fatevi un bel piatto di pasta: quella che vi piace di più è la più buona!
    PS. nessuno mai morirà a causa del glifosato trovato nel grano duro.

    • Quindi la cultura culinaria altoatesina e quella siciliana sono simili? Quella milanese e quella salentina anche? I piatti tipici friulani e quelli napoletani sono gli stessi?

      L’Italia è il Paese della diversità territoriale: diversità di lingua, cultura, cibo, modo di vivere. Smettiamola con questo nazionalismo a tutti i costi, oppure viviamolo attraverso l’esaltazione di ciò che siamo: diversi, gli uni dagli altri.

  4. Io ho comprato pasta nei discount e non l’ho trovata di qualità inferiore alla Barilla.
    Unico problema, non c’è molta scelta di formati.
    Inoltre i supermercati piccoli sono quasi esclusivamente limitati alla Barilla e alla Poiatti. De Cecco, Voiello, Molisana, Rummo se ne vedono molto poco

  5. Ho assaggiato la pasta Stregata PASTAI SANNITI, una genialata, un sapore unico, veramente buona. Le rotelle poi sono fantastiche, rispetto alle altre che si trovano in commercio, sono consistenti. Questo Natale so cosa regalare.

  6. Vi chiedo per favore di rispondere onestamente a questa domanda: come può essere una così grande differenza di valutazione tra voi e Altroconsumo? Il caso più eclatante è la pasta Rummo che voi classificate tra le Eccellenti (voto 9,1) e Altroconsumo https://www.altroconsumo.it/alimentazione/fare-la-spesa/test/test-pasta/results che la classifica con qualità BASSA 48/100. Idem per DE CECCO Bio, voi voto 8,8, Altroconsumo qualità BASSA (46/100). Non è un bel servizio quello che entrambi fate, così disorientate noi consumatori!
    Grazie, se avrete la cortesia di rispondermi.

  7. x Roberto: qui si parla di pasta industriale, non di pastai artigiani che per forza hanno una qualità superiore.

    Personalmente penso che Garofalo, Rummo e Voiello rappresentino il vertice. Poi sono d’accordo che molisano e de cecco siano ottime. Concordo con tutta la classifica, meno alla buitoni, da quando è passata in mano straniere diventa colla quando cotta e sa ben poco di grano. le darei un 5 senza pensarci due volte.

    x i Veneti (sono veneto pure io) la pasta jolly è buona ma prende 6 o 6,5 al massimo, non è nulla di speciale. Sebbene si usino grani di tutto il mondo oramai per fare pasta, bisogna saper fare la miscela giusta, lavorarla bene, e al sud sono i maestri dato che la pasta essiccata l’han inventata loro. Qua da noi andiamo più sulla pasta fresca, bigoli,ma ovviamente è un’altra storia.

  8. COMBINO è la pasta eccellente per definizione: poi tutto il resto sono solo BALLE STRATOSFERICHE.

    Con COMBINO non si sbaglia mai: la PASTA DEI RE E PER I RE !

  9. Non condivido nulla: tante cazzate da saccenti e presuntuosi.
    ITALIAMO E COMBINO sono in testa a tutto e a tutti per la qualità e per il prezzo !

    Che mondo sarebbe senza COMBINO E ITALIAMO ??

    • Qui l’unico saccente e presuntuoso sembri tu – non certo Il Salvagente, chequesto tipo di valutazioni lo fa di lavoro.
      Non sappiamo se il mondo sarebbe migliore o peggiore. Abbiamo però letto questo:
      https://www.ilmessaggero.it/alimentazione/lidl_pasta_grano_italiano_mula_ultime_notizie-4990168.html
      “La pratica commerciale accertata consiste nell’aver ingannato i consumatori sulle caratteristiche della pasta a marchio «Italiamo» e «Combino», inducendoli in errore sull’origine italiana della materia prima. In ragione dell’importanza attribuita dai consumatori all’informazione sull’origine della materia prima e della diffusione dei punti vendita della catena, l’Autorità ha quindi irrogato una sanzione di un milione di euro. Lidl Italia «non condivide» l’interpretazione alla base del provvedimento dell’Antitrust in merito alla provenienza della pasta e origine del grano dei suoi marchi Italiamo e Combino. Lo sottolinea l’azienda in una nota, alla luce della multa da un milione di euro comminata dall’Autorità Garante del mercato. Lidl spiega in particolare che «la comunicazione riportata sulle confezioni dei suddetti marchi è perfettamente conforme a quanto stabilito dalla normativa vigente, in linea con l’impegno quotidiano nel garantire trasparenza e completezza di informazione al consumatore sulla provenienza delle materie prime utilizzate nei prodotti offerti nei propri punti vendita». Per queste ragioni Lidl Italia «si riserva di tutelare la propria immagine e i propri diritti nelle sedi più opportune».”
      Ovvio, tutto da verificare. Ma intanto un piccolo dubbio ti viene.

      • Emanuele,
        grazie per esserti preso la briga di riportare il testo, vicenda interessante. Difficile pero’ che il troglodita del primo messaggio lo abbia letto (e compreso), probabilmente troppo indaffarato a celebrare qualche altra patacca retorica (magari politica) a favore di un’italianita’ di plastica…

  10. Leggendo i commenti, sembra quasi una questione di lana caprina. Prendete quella che vi piace di più, come fareste con le sigarette ed il vino.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui