Il titolo è evocativo. Lasagne alla Portofino vi fa pensare subito ad uno dei luoghi più belli e celebrati d’Italia, al lusso delle barche ancorate nel porticciolo, alle case dalle tinte pastello che si affacciano sulla piazzetta, alle boutique esclusive, alle vacanze dorate della nobiltà e della ricca borghesia di un’Italia che fu.

Epperò è estate, fa caldo, e la voglia di stare ore in cucina è sempre meno. Così si va alla ricerca delle ricette “cialtrone” da preparare senza alcuna fatica e che definisco “ricette inconfessabili”.

Inconfessabili perché generalmente, senza alcuna ricerca di ingredienti particolari, utilizzo basi già pronte come fanno le “brave cuoche televisive” che riscuotono sempre enorme successo, con buona pace di chi cerca di far informazione gastronomica di un certo livello.

Diciamo pure che le Lasagne alla Portofino, non essendo un piatto dell’antica tradizione ligure, ma una variante più o meno “tollerata” delle Lasagne al pesto, si presta facilmente all’interpretazione cialtrona.

Essì perché cuocere il pesto per i liguri, e i genovesi in particolare, è un vero e proprio oltraggio, tanto che anch’essi consigliano di non sprecare “pesto buono” usandone perciò uno pronto.

E per le lasagne? Io mi affido al signor Rana. La sua sfoglia velo, secondo me, è perfetta. La besciamella di solito la preparo io, anche se di già pronte in commercio ce ne sono tante. Una per tutte la famosa Chef.

Se siete tra quelli che storcono il naso e volete farvi del male cimentandovi nella preparazione della pasta fresca, sappiate che dovrete impastare circa mezzo chilo di semola con 5 uova, stendere sottilissima la sfoglia, lessarla e asciugarla; preparare il pesto al mortaio; cuocere la besciamella; infine procedere alla cottura in forno.

Ne vale la pena? Fate vobis. Il piatto viene davvero buonissimo anche nella variante inconfessabile.

La ricetta delle Lasagne alla Portofino

Ingredienti (per 6 persone)

1 confezione di sfogliavelo Rana

250 g di pesto già pronto (quello di Roberto Panizza Rossi 1947 è superlativo)

500 ml di besciamella pronta più un mezzo bicchiere abbondante di latte per diluirla

100-150 g di fiordi atte (aggiunta mia)

Parmigiano grattugiato q.b.

Procedimento

Tagliate il fiordilatte a dadini piccolissimi; diluite la besciamella con il latte e mescolatevi il pesto.

Mettete qualche cucchiaio di besciamella sul fondo di una pirofila da forno, adagiatevi due sfoglie di lasagna, una accanto all’altra, condite con  la salsa al pesto, i dadini di fior di latte e una spolverata di parmigiano grattugiato.

Procedete così fino all’ultimo strato che coprirete con la salsa e poco parmigiano grattugiato.

Infornate a 200° C fino a doratura.

Se amate le “vacanze selvagge”, tra mare, gommone,  e sole a picco, vi basterà un tavolino pieghevole vista mare, un cielo stellato qualunque, un piatto di Lasagne alla Portofino per sentirvi un po’ snob come Csaba dalla Zorza. 

4 Commenti

  1. Besciamella, mozzarella…… I Genovesi e non solo loro, potrebbero inorridire. Le lasagne al pesto come dal mitico Puni a Portofino sono sfoglia all’uovo e pesto. Il resto non solo è superfluo, ma stona parecchio.

  2. Beh, nella premessa si dice chiaro e tondo che è una ricetta inconfessabile che non mi sono certo inventata io. 😊 Nelle lasagne al pesto al forno la besciamella la mettono tutti, genovesi compresi. 😉😄 E non è colpa mia.😂 La mozzarella invece è tutta responsabilità mia. Mea culpa.😊

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