Lino Scarallo, chef del ristorante stella Michelin Palazzo Petrucci a Napoli, è diventato un tiratore scelto. Non sbaglia un colpo in cucina e a tavola. Suo il merito di aver formato una brigata che gira come un orologio in cucina e in sala senza sbavature.

Assecondato da un funambolico Edoardo Trotta, patron di Palazzo Petrucci, che ha saputo trasformare il legno corsaro di Piazza San Domenico Maggiore – la vecchia sede del ristorante – nello yacht d’altura di Posillipo pronto a solcare i mari della ristorazione contemporanea con una formula che spazia dall’intrattenimento all’alta cucina senza soluzione di continuità.

Ciliegina sulla torta, il Malandrino, lounge bar con vista sullo spettacolo del Golfo di Napoli e su Palazzo Donn’Anna dall’atteggiamento quasi camaleontico. Palcoscenico di presentazioni enoiche, di eventi di cui la città parla bene e volentieri, e bussola di accoglienza e di orientamento al percorso gastronomico della tavola stellata.

Come ogni nave da crociera che si rispetti, Palazzo Petrucci ha infatti diversi ponti.

La Terrazza, piano strada, con affaccio vertiginoso sulla cartolina partenopea che dopo l’operazione di elegante restyling è ancora più gradevole.

Si scende – ma attenzione, parliamo di un palazzo avvinghiato sullo sperone di Posillipo – ed ecco il Malandrino.

Poi il ponte con la sala per le degustazioni, gli eventi privati, le tavolate (ma forse è riduttivo catalogarle così) con tanti amici – una caratteristica non facile da trovare in un ristorante stellato.

Dulcis in fundo, al pontile sulla spiaggia il ristorante con i motori della cucina a spingere tutta l’imbarcazione.

Lo spettacolo, per noi appassionati di buona tavola è qui con la cucina a vista diretta da Lino Scarallo.

Voi approfittate della possibilità di questa discesa al paradiso con una tappa al Malandrino.

Riceverete gioia di vivere e accoglienza con bollicine e finger food per scegliere cosa mangiare guardando il mare.

E non è infrequente che passi proprio Lino Scarallo a suggerire portate o menu. Palazzo Petrucci non è un luogo imbalsamato e vive le diverse situazioni del pranzo o della cena di una giornata che al contempo ospita un evento privato o un brindisi in terrazza. Atmosfera easy, dicono i frequentatori.

La semplicità è un bell’avvio mentre si guarda il nuovo menu d’estate con il calice in mano accomodati sulle belle sedute di Edra.

Sono tante le novità, ma alla fine è sempre un “Lino fai tu”, il menu degustazione da 7 portate affidato alla mano dello chef (150 €) richiesto sul ponte del Malandrino.

La sala esterna di Palazzo Petrucci in estate è una goduria a tu per tu con il mare e la brezza che spira dall’orizzonte.

Un perfetto capitolo per la nostra web serie Ristoranti d’aMare.

L’esordio è con la zuppa di bucce di limone con ostriche ed erba portulaca. Intensa e fresca come serve in una serata calda con un perfetto equilibrio tra limone e mollusco.

Va bene, che ci vuole – direte voi – con l’ostrica simbolo della ricchezza del mare. Riformulate la considerazione dopo aver assaggiato il “vero” antipasto (almeno così lo trovate nella sezione della carta): zucca marinata, sgombro affumicato, peperoncino, pecorino e sorbetto al prezzemolo. Avete idea della “povertà” dello sgombro pesce comune? Ribaltatela e avrete un piatto ricco, profumato, con una nota di piccante che invoglia al sorso di accompagnamento, pulisce la bocca e rinfresca.

Un brivido che vi corre lungo il palato.

E guardate questo scampo con mela verde, gel di dragoncello e provola. Un piatto quasi balsamico che vi rinforza le note di iodio del mare che ormai vi culla con le sue onde. Poesia in un piatto.

E fa salire ancora l’asticella Lino Scarallo con la seppia in gazpacho di anguria e pomodoro, taccole e lime di cui vi colpiranno la densità e l’equilibrio dei “rossi”.

Arriva il risotto con soutè di lupini ed estratto di prezzemolo, delicato e di carattere che ribadisce tutta la capacità dello chef di realizzare primi piatti da antologia.

Se i lupini sono un classico della cucina partenopea, lo scarpariello è un cult della tradizione che Scarallo propone in veste rivisitata con un tortello ripieno di latte cotto e la spuma della salsa con i peperoncini verdi e il basilico. Un pelino meno performante della portata che lo ha preceduto.

Il percorso della tradizione napoletana in questo menu che è una riedizione veracemente contemporanea dei grandi classici ha il suo culmine in una spettacolare pizzaiola ribattezzata giocando con il detto popolare ‘A carne ‘a sotto e i Maccarune ‘a coppa. Spaziale la combinazione tra la pasta, la carne salmistrata e la spuma di origano che rimanda in un solo colpo alle pizzaiole nostrane e casalinghe che in estate erano fredde e buonissime lasciate a riposare. E se qualcuno ha memoria di carni un po’ provate dal frigorifero, qui la storia è completamente diversa. 10 e lode.

E ancora tradizione che si fa altissima cucina con questo astice blu, daikon perfettamente sposato alle papaccelle e alla soia. Bellissimo e buonissimo a significare questo continuo gioco di fusione tra il passato e il presente, tra i sapori nostrani e quelli d’elite. Non lo dimenticate nel vostro percorso.

Gioca ancora Scarallo con i ricordi e i classici partenopei. La triglia in crosta di fiori di zucca con pesto al basilico e tapioca alla provola è la riedizione del “fiorillo” dei pomeriggi d’agosto e degli aperitivi estivi nelle pizzerie.

Il tradizionale pre dessert al frutto della passione esplode a resettare la bocca.

La percoca, mitica presenza al mare d’estate, è una mousse sulla tartelletta accompagnata da un cremoso allo yuzu. Molto buona.

Ancora di più la fresella dolce con pomodoro ai lamponi, mozzarella di bufala e olive che chiude un altro percorso siderale cui spesso Lino Scarallo ci ha abituati.

Se non siamo vicini alla perfezione, poco ci manca. E le voci che vogliono Palazzo Petrucci ristorante seriamente candidato al raddoppio dell’astro della guida Michelin non sembrano campate in aria. I punti cardine enunciati dal direttore Sergio Lovrinovich sono ben flaggati.

In attesa di sapere a novembre se ci saranno promozioni, Lino Scarallo presta la sua mano fatata e la sua stella alla manifestazione Notte di Stelle a sostegno del progetto Sogni d’Oro dell’ospedale Santobono. Sarà insieme ad altri suoi colleghi a farvi battere forte il cuore.

Voi non ve lo perdete né a Posillipo né al Castello di Lettere. Mi darete ragione, ne sono sicuro.

Voto: 4,5/5

Palazzo Petrucci. Via Posillipo 16/c. Napoli. Tel. +39 081.5757538

Come partecipare a Notte di Stelle 2019

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Sarà anche possibile effettuare la donazione direttamente sul posto (donazione minima consigliata di 50 € a persona; 30 € per gli Under 30) al Castello di Lettere nelle mani dei volontari dell’Università delle Tradizioni che si occuperanno di girare il ricavato all’Associazione Sostenitori Ospedale Santobono.

1 commento

  1. Siamo arrivati con aspettative alte, ma siamo rimasti molto delusi. L’antipasto di crudo di pesce era accettabile, ma il primo piatto era immangiabile. Salatissimo e con le linguine praticamente immerse nell’acqua di cottura senza altri sapori (mancavano i fiori di zucca e il riccio non si sentiva neanche lontanamente). Alla segnalazione fatta al cameriere, abbiamo ricevuto delle timide scuse e la maleducata risposta inviata dal cuoco che ci accusava di essere pretenziosi (negava anche che fosse salato). Sconsigliato, soprattutto per la maleducazione e per aver pagato un conto altissimo senza aver mangiato quasi niente.

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