10.10, 10 ottobre: nasce a Milano N10 Experience, progetto di ristorazione che era stato annunciato, sparando lì quella che sembrava la prima data utile, per il 10 giugno – il 10, per i profani, era il numero della maglia di Alessandro Del Piero, calciatore, attaccante della Juventus, campione del mondo 2006, e quindi suo numero fortunato.

In realtà, i lavori erano ancora in corso, e il locale ha aperto in questi giorni, ed è stato presentato ufficialmente il 10.

N10 Experience fa capo quindi a Del Piero e a un gruppo di imprenditori-amici, allo chef Corrado Michelazzo e al maestro pizzaiolo Marcello Costanzo, e a Francesco Tafuro, già titolare della Fabbrica della Pizza di viale Pasubio, nata nel 1996, che guida l’intera struttura.

Siamo in viale Monte Grappa (che di viale Pasubio è il prolungamento), ovvero in Porta Nuova, fra i grattacieli di Gae Aulenti, Eataly Smeraldo e Brera. Qui una volta c’era la stazione di partenza della ferrovia Milano-Monza (inaugurata nel 1840, è stata la seconda linea ferroviaria italiana dopo la Napoli-Portici). 

Il format N10 Experience si basa sul concetto di “boccone”, ovvero di un’offerta agile, che permette di degustare più piatti dello chef, oppure più pizze, seguendo un altro concetto che sembra ormai irrinunciabile, quello della condivisione e della convivialità

È possibile vivere l’esperienza dello show cooking dove lo Chef Corrado Michelazzo propone dei bocconi in stile italiano con qualche tocco asiatico, bagaglio dei suoi anni in Asia. Il viaggio continua con l’esperienza della pizza preparata con farine superiori ad alta digeribilità e con materie prime ricercate dal Maestro pizzaiolo Marcello Costanzo.

La cucina di Corrado Michelazzo, e del suo sous chef Giorgio Bresciani (con 8 elementi di brigata), ampia e spaziosa e completamente a vista, circondata da un bancone a cui possono sedersi i clienti, è al piano terreno, mentre il piano superiore ospita Marcello Costanzo, il pizzaiolo, e una sala privée “griffata” Cantine Ferrari, coinvolte direttamente nel progetto. Il piano interrato, multifunzionale, ospiterà serate, eventi, mostre e spettacoli. 

La presentazione alla stampa, diciamolo subito, non prevedeva la presenza di Alessandro Del Piero. Non che si fosse lì per vedere il grande campione e farsi un selfie (che peraltro avrebbe fatto crepare d’invidia i miei amici juventini, motivo sufficiente per me, interista, a prestarmi al gioco dei selfie-con-il-vip), ma per capire meglio le sue motivazioni e il suo coinvolgimento nell’impresa. Questo N10 fa il paio con quello aperto a Los Angeles nell’estate 2018, inaugurato con una festa vip.

Abbiamo comunque assaggiato una serie di pizze, e qualche finger food. Non possiamo dire nulla sulla cucina di Michelazzo, quindi, di cui abbiamo provato soltanto i finger food, anzi, bite, per restare nel format. Possiamo citare dal comunicato stampa: “Corrado Michelazzo ha saputo evolvere ricette classiche e adattarle a una cucina attuale, non priva di influenze asiatiche. Come il piccione marinato con spezie orientali con una base di sbrisolona al parmigiano e nocciole, che richiama l’origine piemontese di Michelazzo. Mentre le lumache cotte in umido vanno in seguito in tempura con una spuma di aglio dolce accompagnato da una salsa al prezzemolo. Il raviolo ripieno di salsa alla carbonara è servito con una crema di broccoli e colatura di alici accompagnato da guanciale croccante e polvere di broccoli disidratati. Gli spaghetti con i pomodori Flagella, di Castel di Sangro, richiamano l’antica ricetta napoletana della pasta “allo scarpariello”, qui lo chef aggiunge un po’ di nduja e spolvera di ricotta secca. Il risotto alla parmigiana di melanzane è accompagnato da una mousse di melanzana affumicata al Josper, mozzarella, olio al basilico e polvere di pomodoro. Il tonno rosso è impanato alle nocciole. L’Insalata russa calda, con gli stessi sapori di quella classica ma con un tocco di leggerezza in più, è una delle proposte vegetariane. La panna cotta è ai funghi porcini con barbabietole. Il tiramisù ha gli stessi ingredienti della ricetta classica, ma rivisti: una crema leggera, un crumble di cioccolato e un gelato al caffè.” Peraltro lo chef Michelazzo ha una lunga esperienza in Italia (una stella Michelin con il Bellevue a Cogne) e all’estero (dodici anni in Cina, a Shanghai).

Diciamolo, queste presentazioni dei locali in cui ti si racconta un po’ di come e di perché, anche sulla cucina, ma non la si prova, beh, cominciano a stancare, risolvendosi spesso in una perdita di tempo. Oltre a ingolosirti… In questo caso, no, grazie appunto alle pizze sfornate da Costanzo: abbiamo potuto assaggiare diverse proposte. 

Marcello Costanzo, una trentina d’anni di esperienza, ha lavorato in diversi locali, ed è anche insegnante. Il suo menu è all’insegna della stagionalità e della sperimentazione degli ingredienti.

A N10 rifiutano l’etichetta di pizzeria gourmet; le pizze sono di fattura classica, con abbinamenti indovinati ma non troppo spinti nelle farciture (interessanti i finocchi crudi tagliati sottilissimi nella pizza ale verdure), appunto servite a spicchi (“bocconi”) secondo il format del locale.

Il pomodoro, in tutte le sue varianti, è quello dell’azienda abruzzese Flagella, di Castel di Sangro. La cottura, sui 350°C, è in forno elettrico. Mix di farine macinate a pietra. Il prodotto finale è un ibrido non male: non è una pizza napoletana, non è contemporanea, ha un bordo sottile e leggermente croccante. Ci sono anche focacce e piadine.

Le pizze prendono il nome dall’ingrediente principale: non c’è una “margherita”, ad esempio, ma c’è una Bufala (fiordilatte, mozzarella di bufala, passata di pomodoro, basilico).

Il locale è piacevole, con ampie vetrate e un dehors altrettanto piacevole; le luci sono iGuzzini, la cucina rossa è della francese Molteni, le pareti sono di ceppo lombardo Marazzi. Piuttosto lineare, non “ingombrante”, ma non di particolare impatto.

N10 Experience. Viale Monte Grappa, 10. 20124 Milano. Tel. +39 3428701638

[Immagini: Riccardo Banfi, iPhone Emanuele Bonati]

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