38 paesi, 138 ristoranti, 148 chef, 700 ore di cucina “live”, 2200 ricette in streaming, 17 fusi orari e il cielo solo sa cos’altro: è Gelinaz edizione 2019, anzi, è The Grand Gelinaz! Shuffle Stay In Tour.

6000 biglietti per partecipare, martedì 3 dicembre, a questo evento veramente globale, che coinvolgerà ristoranti a Milano, a Londra, Parigi, Wellington, Tokyo, Seattle, NY, Santiago, Seoul, Los Angeles, San Francisco, Lima, Mexico City, Curitiba, Rio, Taipei, Kobarid, Tirana, Le Bic, fino a Gardone Riviera e a Barbarano Vicentino.

Spiegone: Gelinaz! è un evento globale, un’idea di Andrea Petrini e Furio Pierangelini che coinvolge gli chef e i loro ristoranti in uno scambio di idee e culture gastronomiche, con cuochi che cucinano e ricreano ricette di altri cuochi.

La nascita di Gelinaz l’ha spiegata Petrini qualche anno fa in un’intervista a Reporter Gourmet: “Era il 2005. In quel periodo andavo spesso a San Vincenzo a trovare l’amico Fulvio Pierangelini, che era all’epoca super richiesto per show cooking e convegni di cucina. Lui proprio non voleva saperne di esibirsi, anche per paura di essere copiato, così io cercai di aiutarlo: trascorsi una notte a pensarci su e il giorno dopo me ne venni fuori con un’idea un po’ pazza. Gli dissi: ‘Vai a San Sebastian con alcuni cuochi, tu fai la tua ricetta, e gli altri cuochi la replicano, in una sorta di remix. Come una jam session in cui si interpreta uno standard jazz’. A Fulvio l’idea piacque. Radunammo una rosa di chef, tra cui Andoni Luis Aduriz, Massimo Bottura, Davide Scabin e Petter Nilsson, a interpretare le capesante farcite alla mortadella. Ecco com’è nato Gelinaz.”

Il nome? “Gelin-az, come Pieran-Gelini, come il nome del gruppo dei Gorillaz, una sorta di collettivo di musicisti il cui unico elemento fisso è il cantante Damon Albarn, come Pierangelini appunto. La prima edizione fu chiamata Gelinaz plays Fulvio Pierangelini, come a dire che una band di cuochi interpretava uno standard di Pierangelini”.

L’edizione di quest’anno è Shuffle, all’insegna del rimescolamento e dello scambio – ma, diversamente dall’edizione precedente, non si sposteranno fisicamente gli chef, bensì i menu: uno Stay-In Tour, appunto, con gli chef ad accogliere e rivisitare e cucinare i piatti inviati da un altro dei 148 chef partecipanti. Una jam session culinaria, con piatti che vagheranno attraverso 38 paesi – oppure, un gran casino, che rischia di essere l’evento culinario dell’anno, come è già accaduto l’anno scorso.

Le ricette saranno tutte originali, anche perché gli chef-mittenti non forniranno una ricetta completa ma degli spunti, complessi ma non completi, e i vari chef-destinatari si troveranno a interpretare delle creazioni mai cucinate prima. L’idea di fondo – oltre al divertimento – è quella, in un certo senso, di riconsiderare le modalità del turismo gastronomico delle “cene a 4 mani”, ma anche di quello congressuale, che potrebbe essere “ricalibrato”.

E quindi – prima gli italiani: ecco chi sono i nostri connazionali che partecipano a questo rebelòt gastronomico, in ordine alfabetico per luogo, come da sito Gelinaz!: 16 ristoranti, 18 chef (5 donne), molto settentrione, con Pierangelini, Genovese e Romito a difendere le posizioni del Centro-Sud.

Barbarano Vicentino
Giuliano Baldessari (Aqua Crua)

Borgonovo Val Tidone
Isa Mazzocchi (La Palta)

Castel di Sangro
Niko Romito (Reale)

Dolegna del Collio
Antonia Klugmann (L’Argine a Vencò)

Firenze
Karime Lopez (Gucci Osteria)

Gardone Riviera
Riccardo Camanini (Lido 84)

Lucca
Stefano Terigi, Benedetto Rullo & Lorenzo Stefanini (Giglio)

Milano
Viviana Varese (VIVA Ristorante)
Luigi Taglienti (Lume)
Diego Rossi (Trippa)
Carlo Cracco (Cracco)

Modena
Massimo Bottura (Francescana@MariaLuigia)

Roma
Fulvio Pierangelini (Mosaico)
Anthony Genovese (Il Pagliaccio)

San Piero In Bagno
Gianluca Gorini (daGorini)

Sasso Marconi
Aurora Mazzucchelli (Marconi)

Non vi riportiamo l’elenco di tutti i 148 partecipanti in tutto il mondo, lo trovate sul sito di Gelinaz – ma vi segnaliamo qualche nome, giusto per dare un’idea.

A partire dall’unica rappresentante dell’Africa, una chef ghanese, Selassie Atadika (Midunu, Accra). In Asia, segnaliamo gli italiani, Angelo Agliano (TOSCA di ANGELO The Ritz-Carlton, Hong Kong), Luca Fantin (Bvlgari Il Ristorante Luca Fantin, Tokyo), e il mezzo italiano Yoji Tokuyoshi (Alter Ego, Tokyo, neostellato Michelin), oltre ai nomi più famosi della cucina orientale, compreso Tim Butler (Eat Me, Bangkok), ospitato di recente da Viviana Varese nel suo ViVa a Milano.

In Europa, si parte con Bledar Kola (Mullixhiu), a Tirana, in Albania (che sembra presente nonostante il recente terremoto); partecipano fra gli altri l’austriaco Lukas Mraz, a Copenhagen René Redzepi (Noma), Nicola Fanetti (Brace) e Christian Puglisi (Relæ), a Parigi Chiho Kanzaki & Marcello Di Giacomo (Virtus), Inaki Aizpitarte (Le Chateaubriand), Alain Ducasse & Romain Meder (Alain Ducasse au Plaza Athénée), a Mosca Vladimir Mukhin (White Rabbit), in Slovenia Ana Ros (Hiša Franko), a Barcellona Albert Adrià (Pakta) e a Dénia Quique Dacosta (Quique Dacosta).

Negli USA, Sean Brock, Junghyun Park e Sean Gray; in Australia, Dan Hunter, Matt Stone, Paul Carmichael. In Sudamerica, Manoella Buffara, Alex Atala, Rodolfo Guzman, Leonor Espinosa, Virgilio Martinez, Pia Leon.

Per le prenotazioni, basta andare sul sito di Gelinaz!, cercare la/lo chef da cui si vuole andare a cena, cliccare e – se ci sono ancora posti – prenotare!

Sul sito ci sono le “istruzioni” per partecipare alla serata.

[Immagini: Gelinaz!]

2 Commenti

    • Beh – sono nel video ufficiale di Gelinaz!, quindi qualcosa c’entreranno – lo shuffle riguarderà sia i menu che i sessi…
      Oppure faccio parte (anche) della lobby del gender…

      Comunque, sono proprietari e chef di Nobelhart und Schmutzig, un ristorante stellato berlinese. Potrebbero anche essere gay, oppure no. Non credo influisca su alcunché rispetto a Gelinaz!, o alla loro cucina. E mi sembra ovvio che se li mettiamo in copertina, qualche cosa x’entrino, con l’evento.

      Inutile dire che bastava aprire il video…

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