Ferragni e Fedez asfaltano Martucci e i giornalisti per il caso privé

Tempo di lettura: 4 minuti

Chiara Ferragni e Fedez hanno risposto sulle loro storie di Instagram a Francesco Martucci, il piazzaiolo (definizione della Ferragni) di stanza alla pizzeria I Masanielli di Caserta.

L’avevo detto al capo di lasciar perdere i social, ma lui non mi ha ascoltato e ora stiamo a raccogliere i cocci del vaso che noi “giornalisti” (il virgolettato è di Fedez) abbiamo rotto.

Devo confessare che la storia del pizzaiolo che rifiuta il privilegio del privé all’influencer era un perfetto atto di ribellione nazional-popolare come vuole essere la pizza. Da una parte il pizzaiolo del popolo, dall’altro il potente sovrano dei nuovi media.

Per questo avevo parlato di pizza sovranista pensando proprio a un sovranista per eccellenza come Masaniello che si ribella alle gabelle spagnole, alle tasse. E cosa c’è di più insopportabile delle tasse, avevo pensato e scritto a seguito del dialogo con Lady A?

È finita come Masaniello, accusato di pazzie e mandato a morte per la sua rivolta, e il suo breve regno che qui, nell’epoca del web, dura lo spazio di una storia e di un post.

Uno scherzo di cattivo gusto anche per noi “giornalisti” che corriamo appresso alle “notizioneh” e abbiamo dato credito a un post che voleva solo ribadire la popolarità della pizza con tutta la declinazione di simpatia collettiva che porta con sé.

Ma oggi le favole si costruiscono in un altro modo e trovo ingiusto scrivere di malafede del pizzaiolo Francesco Martucci come quella di altri suoi colleghi famosi di cui non rivango gli attacchi che hanno subito. E la cui colpa sembra proprio essere famosi.

Oltre a quella di fare una buonissima pizza. E non ci sono privé, bombe o registrazioni che tengano.

La cronaca del caso Pizza Privé in sequenza

Per la cronaca mi attengo a quello che è successo.

Fedez mette la parola fine al caso Pizza Privé nato da un post di Francesco Martucci che spiegava perché avesse rifiutato la richiesta di Chiara Ferragni di riservare un privé.

Una sequenza di 3 post su Facebook di Francesco Martucci farciti nel frattempo da titoli di giornali e di siti (questi i nostri in sequenza 1, 2, 3) con l’ultimo che aveva fatto da contrappunto alla storia su Instagram della coppia Ferragnez che aveva fugato ogni dubbio: sono a Los Angeles e non avrebbero prenotato una pizzeria a Caserta.

Poteva finire lì con un detto non detto e invece Fedez stamattina ha pensato bene di chiudere con una doppia schermata sulle storie di Instagram per dire la sua.

La prima riporta il primo post di Martucci su Facebook.

La seconda, il post in cui Martucci spiega che si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto.

Ma con la sua interpretazione o, meglio, la traduzione come scrive:

Traduzione: mi sono inventato una stronzata, i “giornalisti” hanno visto la NOTIZIONAH, IO Che Guevara delle pizzerie, io che faccio una figura di merda.

Chiara Ferragni scrive quasi in contemporanea sulla sua storia:

Caro @piazzaiolo ho letto della “bufala” secondo la quale avrei prenotato nel suo ristorante a Caserta solo a patto di essere nel privé. Non ho mai pianificato una cena a Caserta, ma quando succederà me la metta nel piatto la “bufala” perché quella è buona sempre (con o senza privé)

Ecco quello che è successo e io da inguaribile romantica levo tutte le virgolette e frecciatine e spero che la pizza con o senza bufala vinca sempre.

5 Commenti

  1. Chi ha telefonato alla pizzeria spacciandosi per la Ferragni è stata creduta perché ha fatto una tipica “ferragnata”. Questo è il punto. Se qualcuno succhia il sangue alle vittime con un morso sul collo, come non pensare a Dracula? Ferragni o no, la mia stima al pizzaiolo Francesco Martucci per la degna risposta.

    • Non sono d’accordo lui è stato comunque un gran cafone a rendere pubblica una telefonata privata. Lui non è tenuto a giudicare. La prossima volta impara.

  2. Il problema non è tanto il pizzaiolo, che magari è stato davvero semplicemente vittima divino scherzo telefonico, e non ha deliberatamente inventato la cosa per farsi pubblicità. Forse.
    Il problema vero e grave, ancor più grave il fatto che ormai sia la norma, è la totale incuria con cui ormai la stragrande maggioranza dei giornalisti rimbalza notizie senza la minima deontologia professionale, solo perché sembrano titoloni adatti ad attrarre i click.
    Un giornalista che fa un articolo su questo evento, completamente privo di contenuti, solo con la voglia di saltare sul carro della notizia virale, dal mio punto di vista ha già decretato con sentenza definitiva la sua inettitudine e malafede nei confronti del suo stesso mestiere. Vergogna.

    • L’articolo ha avuto decine di migliaia di lettori. Certo, non avrà la stessa rilevanze della notizia della scoperta di una cura contro il cancro, o contro l’ignoranza.
      Ma il fatto che sia stato letto comporta che ci sono persone a cui interessa – quindi è una notizia, a prescindere.
      Certo, potremmo anche dare solo le notizie che vuoi tu – ma mi sa che sarebbero di una noia mortale.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui