Pizza al Coronavirus: si fa presto a passare dalla ragione al torto

Tempo di lettura: 4 minuti

Pensavamo che la telenovela del video della pizza italiana condita al catarro saturo di Coronavirus, trasmesso all’interno di uno spazio satirico dell’emittente francese di Canal+, fosse finita così, in pace, a tarallucci e vino, tra la faccia compiaciuta di Luigi di Maio e quella sorridente dell’ambasciatore francese Christian Masset, entrambi intenti a gustarsi “la pizza della pace” di Gino Sorbillo.

Preceduta solo dalla pizza con i friarielli di Giuseppe Pignalosa che consiglia la verdura come ottimo condimento.

Sulla pizza napoletana di verde ci vanno solo i friarielli #nopizzacoronavirus

Posted by Giuseppe Pignalosa on Tuesday, 3 March 2020

Comunque tutti erano sorridenti, la pizza invitante e la cosa pareva finalmente finita lì.

E invece no.

Per la gioia di noi tutti, per allietare le nostre angosciose giornate di auto-quarantena, la telenovela continua.

Sotto forma di un’enorme richiesta danni alla Francia pari a 2 milioni di euro tondi tondi.

Questa è infatti la cifra richiesta dall’Associazione Verace Pizza Napoletana, che rappresenta tutti quei pizzaioli campani che non si ritengono affatto soddisfatti dalla semplice rimozione del video e dalle scuse ufficiali dei francesi: l’affronto è troppo grande e va lavato con il sangue, anzi, con del bel denaro frusciante, da destinarsi ad un fondo di solidarietà per pizzaioli in difficoltà.

“Il tentativo di sporcare l’immagine dell’Italia e le sue eccellenze alimentari, che non rappresentano di certo un mero e semplice piatto ma il frutto di storia, cultura e tradizioni italiane, non può e non deve passare inosservato!”, gridano all’unisono i pizzaioli furibondi, che si sentono offesi nel profondo da un video effettivamente di dubbio gusto.

Un video che in effetti non parrebbe avere scusanti, se non appellandosi al diritto di satira; e fare appello al buon gusto o al cattivo gusto, quando si tratta di satira, significa non aver capito nulla di un genere, quello satirico, che non è mai stato né buono, né pulito e né giusto, ma dissacrante e scorretto fin dagli albori della sua comparsa, vale a dire ai tempi degli antichi greci e dei romani.

Senza contare che comunque anche noi Italiani ci siamo difesi bene, satira o non satira, e ci siamo rivelati senza dubbio all’altezza dei nostri cugini d’Oltralpe: una volta diventato virale il video della pizza al Coronavirus, infatti, ci siamo subito esibiti in massa in risposte argute e raffinate.

Dando senza tanti giri di parole degli “imbecilli” ai francesi, con tanto di congiuntivi sbagliati – forse per fare un atto di cortesia verso il nostro ministro degli esteri.

Postando graziosi video di baldi giovani che si facevano il bidet con lo Champagne, ironizzando sul fatto che in altri Paesi, tra cui la Francia, l’uso del bidet non sia così diffuso come da noi.

..pizza NotreDame! Tiè!!

Posted by Leonardo Tarantino on Wednesday, 4 March 2020

Per finire con profili e pagine che hanno postato (e anche rimosso) su Facebook pizze “Notre Dame”, ovviamente carbonizzate – vero capolavoro di ironia e sarcasmo.

Amici pizzaioli ho l’onore di annunciarvi che è nata la pizza Notre Dame de Paris.Inconfondibile per il suo colorito…

Posted by Giustino Catalano on Wednesday, 4 March 2020

Da Nord a Sud senza distinzioni, ovviamente.

Oppure graziose immagini-collage che mostravano la Cattedrale di Notre Dame in fiamme, su cui volava una bella pizza corredata dalle puntute parole “Grazie per averci fornito il forno”.

Insomma, un fiorire di graziose e sottili iniziative tutte volte a difendere l’italica pizza dai barbari francesi, dimostrando così che noi italiani, satira o non satira, non siamo secondi a nessuno, mai.

Nemmeno in fatto di cretinate.

3 Commenti

  1. Noto con piacere che il mio post con tanto di foto di Bastardi dentro è balzato agli onori della cronaca sul sito dell’amico Vincenzo Pagano che anche stavolta non ha perso occasione per pubblicizzare il suo bravo pupillo e persona meritevole Pignalosa che sotto la sua guida ha saputo sicuramente rispondere con il dovuto appeal (pecunia non olet!). Ci sono vari modi di fare consulenza e lui ha questo. Mancano però un pizziaolo altrettanto noto e un mulino… mi aiutate a trovarlo nel post? O la longa manus di Vincenzo che ha scritto questo post non ha ricevuto indicazioni in merito? Almeno questa volta non ci sono fantasiose ricostruzioni di imitatori e ritrattazioni da vicende penali….panorama che continua a stomacare molti di noi ancora oggi (Viciè, Viciè … i che figura ‘e mmmmm….).

    • Caro Giustino, non è una questione di primogenitura riguardo alla “Pizza Notre Dame” ma appunto di condivisione nord-sud di un messaggio che se possibile fa scendere gli Italiani sotto il livello dei Francesi. La chiamata alle armi del popolo napoletano, che schifa la pizza italiana tranne nel richiedere 2 milioni di euro perché si sente offesa quando nel video si parla di pizza italienne, è veramente patetica.
      Ovviamente non hai letto minimamente l’articolo altrimenti avresti colto il riferimento al pizzaiolo che da solo ha fatto molto di più di un’intera associazione che vedo abbastanza livorosetta nei suoi organi rappresentativi.
      Da un punto di vista giuridico ovviamente siamo tutti speranzosi che l’AVPN riuscirà nella sua azione legale contro una società francese depositando gli atti a Napoli (presumo sarà una questione europea come il coronavirus) che finalmente farà cadere la distinzione tra pizza napoletana e pizza italiana: tutti uniti nel segno del coronavirus.
      Quanto a Pignalosa e all’altro pizzaiolo famoso, ebbene sì confesso: ho suggerito loro di fare la #nopizzacoronavirus (in verità l’ho chiesto anche a un altro pizzaiolo franco-partenopeo) per divertirmi. E mi sa che mi sono divertito molto di più dei soliti complottisti che stanno a rosicà. Si vede che gli brucia qualche parte anatomica più della pizza.
      La figura di mmmmm’ penso sia molto tua e vostra accomunati da un sentimento di rivalsa che gioca al ribasso. Come spesso accade purtroppo nel mondo della pizza e dei pizzaioli napoletani.

  2. Hanno fatto benissimo a chiedere un risarcimento salato, visto che il governo di gioppini aveva chiuso tutto a tarallucci e vino. E se la pensi diversamente, non meriti di essere italiano. Bye!

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui