Pizza al Coronavirus: si fa presto a passare dalla ragione al torto

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Pensavamo che la telenovela del video della pizza italiana condita al catarro saturo di Coronavirus, trasmesso all’interno di uno spazio satirico dell’emittente francese di Canal+, fosse finita così, in pace, a tarallucci e vino, tra la faccia compiaciuta di Luigi di Maio e quella sorridente dell’ambasciatore francese Christian Masset, entrambi intenti a gustarsi “la pizza della pace” di Gino Sorbillo.

Preceduta solo dalla pizza con i friarielli di Giuseppe Pignalosa che consiglia la verdura come ottimo condimento.

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Comunque tutti erano sorridenti, la pizza invitante e la cosa pareva finalmente finita lì.

E invece no.

Per la gioia di noi tutti, per allietare le nostre angosciose giornate di auto-quarantena, la telenovela continua.

Sotto forma di un’enorme richiesta danni alla Francia pari a 2 milioni di euro tondi tondi.

Questa è infatti la cifra richiesta dall’Associazione Verace Pizza Napoletana, che rappresenta tutti quei pizzaioli campani che non si ritengono affatto soddisfatti dalla semplice rimozione del video e dalle scuse ufficiali dei francesi: l’affronto è troppo grande e va lavato con il sangue, anzi, con del bel denaro frusciante, da destinarsi ad un fondo di solidarietà per pizzaioli in difficoltà.

“Il tentativo di sporcare l’immagine dell’Italia e le sue eccellenze alimentari, che non rappresentano di certo un mero e semplice piatto ma il frutto di storia, cultura e tradizioni italiane, non può e non deve passare inosservato!”, gridano all’unisono i pizzaioli furibondi, che si sentono offesi nel profondo da un video effettivamente di dubbio gusto.

Un video che in effetti non parrebbe avere scusanti, se non appellandosi al diritto di satira; e fare appello al buon gusto o al cattivo gusto, quando si tratta di satira, significa non aver capito nulla di un genere, quello satirico, che non è mai stato né buono, né pulito e né giusto, ma dissacrante e scorretto fin dagli albori della sua comparsa, vale a dire ai tempi degli antichi greci e dei romani.

Senza contare che comunque anche noi Italiani ci siamo difesi bene, satira o non satira, e ci siamo rivelati senza dubbio all’altezza dei nostri cugini d’Oltralpe: una volta diventato virale il video della pizza al Coronavirus, infatti, ci siamo subito esibiti in massa in risposte argute e raffinate.

Dando senza tanti giri di parole degli “imbecilli” ai francesi, con tanto di congiuntivi sbagliati – forse per fare un atto di cortesia verso il nostro ministro degli esteri.

Postando graziosi video di baldi giovani che si facevano il bidet con lo Champagne, ironizzando sul fatto che in altri Paesi, tra cui la Francia, l’uso del bidet non sia così diffuso come da noi.

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Per finire con profili e pagine che hanno postato (e anche rimosso) su Facebook pizze “Notre Dame”, ovviamente carbonizzate – vero capolavoro di ironia e sarcasmo.

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Da Nord a Sud senza distinzioni, ovviamente.

Oppure graziose immagini-collage che mostravano la Cattedrale di Notre Dame in fiamme, su cui volava una bella pizza corredata dalle puntute parole “Grazie per averci fornito il forno”.

Insomma, un fiorire di graziose e sottili iniziative tutte volte a difendere l’italica pizza dai barbari francesi, dimostrando così che noi italiani, satira o non satira, non siamo secondi a nessuno, mai.

Nemmeno in fatto di cretinate.