Lievito di birra. La ricetta con zucchero e farina è una bufala

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Per Dario Bressanini, il chimico più famoso del web, nonché autore di vari libri di successo sulla chimica degli alimenti, la ricetta che sta spopolando in rete per prodursi artigianalmente a casa il lievito di birra e’ semplicemente ‘una czt ‘.

La ricetta, che circola da un paio di giorni, ha avuto un enorme successo, stante la difficoltà a reperire il lievito di birra ormai diventato merce rarissima e prezioso più dell’oro, viste le nostre smanie panificatorie per combattere l’isolamento causato dal coronavirus.

Bene, Bressanini, con un video postato su Facebook, in 36 secondi esatti smonta senza tanti complimenti la ricetta farlocca. E per farlo, utilizza un ragionamento molto semplice.

No. La ricetta che gira è una cazzata. Basta. (Se trovo la forza ve lo spiego su Instagram stasera. Forse) ma davvero basta un ragionamento piccolo piccolo per gettare nel cestino quella roba. Dov’è il lievito nella birra??? (E ho preso una non pastorizzata eh…) Se anche ne fosse rimasto una traccia non è più attivo o non è sufficiente per far lievitare la pizza.

Posted by Dario Bressanini on Friday, 27 March 2020

Nel suo forno, a 40° C, mette due bicchieri di vetro, entrambi ricoperti con pellicola alimentare. Poi commenta: ‘a sinistra vedete l’intruglio che viene spacciato per lievito, cioè birra, zucchero e farina; a destra ho messo il mio lievito, l’ho sacrificato per fare l’esperimento, vedete che c’è la pellicola sopra?’ Nel post infatti si vede che la pellicola sopra il bicchiere di destra, quello con il lievito vero, forma un rigonfiamento causato dall’aria prodotta dall’attività del lievito, mentre nel bicchiere di sinistra, quello contenente ‘l’intruglio’, non succede nulla e la pellicola rimane bella piatta e lineare, per niente gonfia. ‘E’ perché si sta sviluppando l’anidride carbonica – dice Bressanini – perché li’ c’è’ davvero del lievito che sta mangiando e vivendo. A sinistra invece non c’è una beata fava di una beata mazza! Basta con tutte queste catene, non ne posso veramente più!’.

Bressanini specifica poi in commento al post di avere usato una birra non pastorizzata, come prescritto dalla ricetta miracolosa, ma che comunque il risultato è sempre lo stesso: l’intruglio a base di birra che ci stanno propinando in rete in questi giorni non è lievito. E ‘se anche ne fosse rimasta una traccia (nella birra, n. d. r.), non è più attivo o non è sufficiente per far lievitare una pizza’.

E così, in 36 secondi esatti, si dissolvono mestamente tutte le speranze dei creduloni di poter ricavare in casa del lievito di birra partendo dalla birra.

2 Commenti

  1. Si, non era molto convincente, visto che al massimo si dovrebbe contare su un eventuale “fondo” presente nella bottiglia. Fondo che non è presente nellle normali birre artigianali; lo si ritrova solo nella auto produzione domestica.
    Ma soprattutto: con i prezzi che hanno le birre artigianali, davvero qualcuno pensa di privarsene per un poco di improbabile lievito?
    🙂

  2. Confermo quando detto da Paolo. Forse le birre in commercio chiamate “artigianali” non sono così davvero “non filtrate e non pastorizzate” come affermano. Io, che faccio la “mia” birra in casa da oltre vent’anni, il lievito che ne ricavo funziona, Eccome! E non da adesso. Solo per pane e pizza, sia ben inteso. Per i dolci invece è un’altra cosa.

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