Gino Sorbillo e Ciro Salvo contro il divieto di pizza a domicilio di De Luca

I due pizzaioli di Napoli credono al delivery e vorrebbero avviarlo al termine dell'emergenza ammettendo che le pizzerie riapriranno con difficoltà il servizio al tavolo

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Gino Sorbillo e Ciro Salvo cercano di riavviare la macchina inchiodata delle pizzerie di Napoli e Campania, chiuse come in tutta Italia ma impossibilitate a fare le consegne a domicilio per timore di una maggiore diffusione del contagio da Coronavirus.

Sono loro i porta bandiera dell’appello di Massimo Di Porzio, presidente della Fipe Napoli e segretario dell’AVPN, a scendere in campo per cercare di ribaltare la situazione creata da Vincenzo De Luca, il Presidente della Regione che ha vietato il delivery in tutta la Campania.

Il maestro della comunicazione sceglie un selfie in macchina insieme a Ciro Salvo.

Una macchina ferma (a Bologna in occasione della manifestazione di beneficenza 5 Sensi) a voler suggerire la ripartenza se non la riapertura.

Ma anche in questo caso c’è un passaggio che lascia perplessi.

Danni incalcolabili, date alle pizzerie e ai locali di somministrazione il prima possibile la possibilità di lavorare con le consegne a domicilio come avviene nelle altre città d’Italia. Stiamo raccogliendo i nomi delle pizzerie e dei locali disposti a riaprire alla fine dell’emergenza con le consegne a domicilio affidandosi alle varie società che effettuano il servizio delivery in tutte le Regioni. 

Data certa non c’è e anzi, come anche nel post di Di Porzio, si accetta implicitamente che le pizzerie non riapriranno alla fine dell’emergenza, almeno non con il servizio al tavolo.

Una dichiarazione che lascia intendere come sia grigio il futuro della riapertura e la consapevolezza che un metro di distanza in pizzerie piccole equivarrebbe a restare chiusi.

La pezza è la tanto vituperata consegna a domicilio.

Ma il concetto non è “meglio di niente”. Bisogna ripensare il sistema.

Partendo dalla logistica delle consegne che deve essere efficiente e sicura al pari della produzione delle pizze.

Ma anche a un sistema di condivisione, parola che sembra impossibile in un momento di isolamento sociale.

Condividere le possibilità di ripartenza.

Come creare nuovi spazi in periferia in cui più pizzaioli lavorano insieme e a distanza con un protocollo sicuro.

Da lì potrebbero partire le pizze con un sistema parimenti sicuro di consegna.

Gruppi di pizzaioli condividerebbero spazi in cui non ci sono problemi di rispetto delle misure di prevenzione e di sanificazione.

Ampie zone di lavorazione e ampia sala che potrebbe tornare utile nel momento in cui ci sarebbe la possibilità di un servizio a tavola.

Squadre a bassa turnazione per evitare occasioni di contagio che consentirebbero una mappatura dello stato di salute e una redistribuzione dei rendimenti e delle lavorazioni per consentire a tutti di guadagnare.

Un sistema che potrebbe consentire di riaprire le “vecchie” attività più tardi senza il patema del tempo che scorre inesorabile.

Un concept di Pizzeria Delivery probabilmente molto futuristico ma provate a pensare un attimo a una pizzeria pre COVID-19.

Immaginate il bagno dove lavarsi le mani: il luogo che più di tutti potrebbe essere focolaio di contagio.

Bisogna convincere i clienti che la pizza a casa è sicura ed è molto più facile che assicurare la sicurezza di un bagno.

Non vi pare?

Ecco comunque il post di Gino Sorbillo.

Gino Sorbillo e Ciro Salvo per la Pizza Delivery

Danni incalcolabili, date alle pizzerie e ai locali di somministrazione il prima possibile la possibilità di lavorare…

Posted by Gino Sorbillo on Sunday, 5 April 2020

Danni incalcolabili, date alle pizzerie e ai locali di somministrazione il prima possibile la possibilità di lavorare con le consegne a domicilio come avviene nelle altre città d’Italia. Stiamo raccogliendo i nomi delle pizzerie e dei locali disposti a riaprire alla fine dell’emergenza con le consegne a domicilio affidandosi alle varie società che effettuano il servizio delivery in tutte le Regioni. I nostri locali hanno un ruolo sociale di sostegno alla comunità: possiamo consegnare le pizze che sono un vero e proprio “pasto completo” fino alle abitazioni delle persone che, ovviamente, non saranno più costrette a mettersi in fila tra tantissima gente fuori e dentro ai supermercati…. Noi non possiamo aspettare a tempo indeterminato e chiediamo semplicemente di essere equiparati alle altre regioni d’Italia in cui ognuno può scegliere liberamente se effettuare o meno il servizio. Scrivetemi in privato, contattate Massimo Di Porzio o scrivete un email a campania@confcommercio.it se avete un locale di somministrazione e siete d’accordo. Noi ci siamo ! 🍕💯🍽
Buona domenica delle Palme a tutti!

1 commento

  1. Sono d’accordo per la riapertura delle pizzerie da asporto,in quando con una corretta distribuzione,vale tantissimo sia alle pizzerie, dipendenti,e fornitori stiamo parlando di grossi numeri tra addetti, non dimenticate ci sono utenze, fitti e tantaltro Da rimanere in piedi,pensate quanti operai sono stati lasciati a casa è senza stipendio, visto che non tutti anni la possibilità economica di lasciarli a casa con la retribuzione.

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