Lettera della pizzeria d’asporto a De Luca: come faccio con affitto, tasse e bollette?

Le pizzerie della Campania non possono fare consegne a domicilio e soffrono le piccole pizzerie da asporto che vedono accumularsi le spese

Tempo di lettura: 3 minuti

Riceviamo da Pietro Guerriero, proprietario della piccola pizzeria d’asporto “AuGusto il Sarto della Pizza” di via Domenico Fontana a Napoli, la lettera inviata a Vincenzo De Luca.

Affitto, tasse e utenze sono le voci che maggiormente lo preoccupano dopo i giorni di chiusura anche per le consegne a domicilio.

Egregio Signor
Presidente Regione Campania Dott. Vincenzo De Luca

Egr. Presidente,
a seguito Sue ordinanze relative all’emergenza Covid 19 sono a confermare che ho rispettato tutto quanto da Lei indicato e che quindi, la mia attività di Pizzeria d’Asporto (con consegne a domicilio) è stata interrotta il giorno 12 marzo e, stando a quanto da Lei “ordinato” in data 12 aprile, riprenderà presumibilmente il giorno 4 maggio.
Tale periodo, 53 giorni effettivi di chiusura (qualora non dovessero cambiare le cose), ha comportato la sospensione di tutte le mie entrate giornaliere creando inevitabilmente l’accumularsi di debiti e pendenze nei confronti di terzi e mettendomi, purtroppo, nella condizione di non poter onorare i miei impegni.
E’ praticamente inutile parlare di riapertura, tutti gli appelli rivolti fino ad oggi, a Lei a alla Sua Giunta, sono caduti nel vuoto e pare, che abbia dalla Sua parte l’opinione pubblica, che terrorizzata dalle dichiarazioni che periodicamente ha fatto in merito alla nostra attività, ormai ritiene le consegne a domicilio fatte dalle Pizzerie il male supremo causa di questo virus.
A questo punto non possiamo fare altro che attenerci a quanto da Lei deciso fino ad oggi e, ricordarLe che urge, per Lei, e per chi governa con Lei la nostra regione, trovare una soluzione ai problemi che incombono su tutta la nostra umile categoria. Le ricordo, la stessa che ha contribuito a portare Napoli e la Campania tra le eccellenze del mondo fino a far annoverare la nostra arte tra quelle Patrimonio dell’UNESCO.
Giusto per essere precisi, La informo che in questi 53 giorni (sperando che non aumentino) ho accumulato, e quindi avrò da pagare:

  • L’AFFITTO
  • I COSTI DI GESTIONE RELATIVI A TUTTE LE UTENZE
  • LE TASSE
  • LE MATERIE PRIME DEPERIBILE E ANDATE PERSE
  • I PROFESSIONISTI (commercialista, consulente del lavoro ecc.)
  • LE AFFILIAZIONI

Le ricordo che i miei colleghi, che svolgono attività simili alla mia ma in altre Regioni d’Italia, non si trovano nella mia stessa condizione (anzi a dirla tutta il loro operato è stato interpretato come una risorsa utile per la comunità), e che quindi c’è stato un vero e proprio trattamento impari, motivo per il quale ritengo sia doveroso ricevere assistenza.
Rispetto le Sue scelte e sono certo che di fronte al disastro socio economico che si sta profilando a seguito delle stesse, saprà rimediare con la stessa forza e la stessa determinazione che lo ha contraddistinto nel momento in cui disponeva le Ordinanze da Lei emanate.
Fiducioso del Suo operato, resto in attesa di sapere come crede di gestire la questione al fine di mettere le nostre aziende nella condizione di poter tornare alla normalità in salute.
Distinti saluti
Un imprenditore come tanti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui