La farina da 1 chilo di Mulino Caputo protagonista di Storie su Rai 2

Un servizio di Luigi Carbone spiega come il mondo si sia capovolto con il coronavirus anche per un grande mulino di Napoli

Tempo di lettura: 3 minuti

Dal 3% della produzione al 50% in meno di un mese. È il racconto delle Storie di Rai 2 con un servizio che Luigi Carbone ha dedicato alla trasformazione in piena emergenza pandemia del Mulino Caputo.

Un grande mulino di Napoli con una storia di 96 anni – così lo definisce il servizio giornalistico trasmesso sabato sera – che ha in pochissimo tempo ribaltato la sua catena di produzione e la logistica.

Dai sacchi di 25 chilogrammi destinati alle pizzerie e alle pasticcerie, quindi sul canale Horeca, ai sacchetti da un chilogrammo per le produzioni domestiche e la vendita sugli shop online e nei supermercati.

A spiegarlo è Antimo Caputo, mugnaio e AD del mulino di famiglia.

Un cambio di passo che ha permesso di lasciare intatta la forza lavoro e non ricorrere alla cassa integrazione.

Un esempio di come il Cigno Nero possa diventare un’opportunità per rendere tangibile quell’andrà tutto bene che ha popolato trasmissioni e social.

“Pane e pizza in casa. In tanti in questo periodo hanno sperimentato l’allegria di impastare in famiglia e un grande mulino di Napoli ha adeguato l’offerta di farina”, annuncia Maria Concetta Mattei nel presentare il servizio.

“In questi giorni di confinamento dentro le mura domestiche sono tante le famiglie che hanno scoperto il piacere di cucinare insieme preparando anche pane e pizza tanto che un grande mulino di Napoli ha avviato una produzione di farina formato casa”, ribadisce lanciando il servizio di Luigi Carbone.

Si va nelle case dei napoletani che sembrano ritornati indietro nel tempo, con le persone più anziane che riprendono il filo di un discorso interrotto da tanto tempo e con i bambini che scoprono una nuova manualità in compagnia dei genitori.

farina pizza Mulino Caputo 1 kg

E poi nelle pizzerie la cui produzione a seguito del lockdown è crollata, a Napoli e in Campania ancora di più perché fino al 27 aprile non era nemmeno consentito il delivery e l’asporto.

La conversione della produzione ha riguardato sia il mulino di Napoli che quello di Campobasso e ha interessato tutti e 20 i tipi di farine che prima erano insaccati nei sacchi da 25 chilogrammi e ora sono disponibili anche in quelli da 1 e 5 chilogrammi per uso domestico.

Un cambiamento che ha alzato ancora di più l’asticella dei consumatori perché la richiesta ad uso domestico è di quelle farine tecniche e performanti che sono anche alla base delle tante video ricette (come quelle di Lezioni di Pizza) che in questi due mesi sono diventate il punto di riferimento per i consumatori finali. Che con ogni probabilità saranno ancora più esigenti una volta ritornati alle pizzerie che riapriranno al termine della fase di emergenza che ha imposto il lockdown e la sparizione del servizio al tavolo.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui