Pizza e calorie: tagliate il 20% chiede il governo. Ma non ai pizzaioli italiani

Le nuove linea guida del governo britannico prevedono porzioni ridotte in pizzeria, al ristorante e al pub per combattere l’obesità

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Parlando di pizza e calorie, figuratevi se Giuseppe Conte e il suo governo avessero chiesto ai pizzaioli di tagliarle su base volontaria. Apriti cielo!

Le opposizioni avrebbero subito chiesto il ripristino delle libertà costituzionali. Okay, non c’è pizza nella costituzione ma siamo pur sempre un paese fondato sulla libera abbuffata del piatto nazionale.

Continuando a parlare di pizza e calorie, non è stato il governo italiano a chiedere la stretta ai pizzaioli (e ai ristoratori, gestori di paninoteche, take away…) per battere l’obesità. Lo ha appena fatto Boris Johnson, premier del governo di Londra, che dopo l’esperienza del Covid deve aver scoperto di essere vulnerabile in quanto sovrappeso.

Questo è il suo ragionamento, nonché la nuova linea guida del governo britannico su pizza e calorie espressa in un documento pubblicato in questi giorni, ma elaborato a lungo.

Sostiene Boris: La pizza, da sola, con 2300 calorie, può superare l’apporto quotidiano raccomandato per un uomo.

Ora, considerato che una pizza Margherita ordinabile nelle pizzerie italiane apporta in media tra le 700 e le 800 calorie, è chiaro come il premier inglese stia parlando di altre pizze. Tipo quelle sfornate dalle catene low cost anglosassoni, dove abbondano impasti pesanti e condimenti stravaganti, dalla panna al bacon.

Da qui la richiesta di tagliare del 20% le calorie su base volontaria (del 10% sui piatti pronti dei supermercati, del 5% su panini, patatine e snack salati). Richiesta allargata non solo a ristoranti e locali di ogni tipo, ma pure ai servizi di consegna a domicilio.

Il Messaggero ha integrato la notizia con il parere di Gino Sorbillo. È o non è d’accordo uno dei pizzaioli più noti d’Italia con la richiesta del governo di Londra?

Qualche precisazione, prima. In Italia le pizze hanno un diametro che oscilla tra i 29 e i 35 centimetri. Il disciplinare della pizza verace napoletana stabilisce il limite dei 35 centimetri. Ma su richiesta si servono anche tante pizze mignon.

Insomma, per una volta le misure non contano.

A far ingrassare, dice Sorbillo al giornalista Carlo Ottaviano, sono gli ingredienti e come si usano. L’olio aggiunto a fine cottura è più salutare. Come le verdure rispetto agli insaccati e ai formaggi. Una Margherita col fior di latte invece della mozzarella di bufala va benissimo nella dieta mediterranea.

Ancora Sorbillo: “A Napoli schiacciamo il pomodoro fresco San Marzano con le mani. Se lo cuoci e chissà con quali grassi diventa un sugo per niente leggero”.

Alla fine il problema è sempre quello. Ci siamo fatti rubare il concetto di pizza napoletana. Qualunque porcheria, basta che sia schiacciata e stracondita, viene chiamata pizza. A tutte le latitudini del mondo.

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