Panettone: 5 versioni del dolce di Natale che saranno sulla bocca di tutti

L'espressione “mangiare il panettone” avrà un sapore diverso quest’anno? Diversi per modo d'acquisto, gusti, packaging, segreti di laboratorio o ingredienti, ecco 5 panettoni da fare a fette

Tempo di lettura: 4 minuti

Quale panettone compreremo quest’anno? Preferiremo i panettoni piccoli, anti-assembramento festivo? Quelli giganti, perché sarà lunga dall’Avvento all’Epifania? Quelli strani, perché sarà strano anche il prossimo Natale?

Gira l’impasto, gira. Noi ne abbiamo qui cinque (sì, 5 panettoni) che hanno tutti qualcosa da dire.

1. Pasticceria Martesana e il panettone ordinato online

Pasticceria martesana

Un executive pastry chef in più (Domenico Di Clemente dal Four Seasons di Firenze), nuove torte autunnali, nuovo sito con e-commerce in arrivo per Natale sono le novità della Pasticceria Martesana che si espande addirittura, aprendo un negozio in più. Una nuova apertura, sì.

Poter ordinare direttamente da casa e in pochi click i lievitati di Enzo Santoro è una bella occasione, tanto più quest’anno. Lo spirito rimane quello di lavorare un prodotto artigianale “con le mani, con il tempo, con il cuore”. Costa intorno ai 40€ al Kg, secondo la versione. Formato più venduto: 750 g.

2. Fiasconaro, il panettone rosa e fico d’India

Fico d’India

Dalla Sicilia, un tributo alla Sicilia e in stile siciliano attraverso il dolce più natalizio e più italiano. Bianco e rosa, però, nella reinterpretazione di Nicola Fiasconaro, pastry chef della storica casa di Castelbuono, amante dei profumi della sua terra (ricordate il panettone da spruzzare di Vino Perpetuo dell’anno scorso?).

Ecco allora che rosa mediterranea e fico d’India appaiono nel dolce come essenza di petali di rosa e confettura nascosta sotto una veste di cioccolato bianco. E sopra il cioccolato bianco? Gocce fruttate, di cioccolato rosa. Al kg sui 28-30€

3. Raffaello e le donne della lirica per Giovanni Cova & C.

Panettone raffaello

Ogni anno un’ispirazione d’arte o di musica. Con il cinquecentenario dalla morte del Divin Pittore di Urbino, Giovanni Cova & C. promuove la bellezza e la bontà sfornando una serie dedicata, esattamente come con Leonardo o Puccini o Rossini negli anni scorsi. Ogni serie, va detto, è stata un successo, complici anche iniziative come libri o cartoline in regalo nella confezione o i 30€ in biglietti-sconto per accedere alle pinacoteche di Brera e Ambrosiana che custodiscono capolavori raffaelleschi.

Per il 2020 c’è anche un linea di dolci natalizi che celebra le donne della lirica, sempre in partnership con l’Archivio Ricordi di Milano. Nell’uno e nell’altro caso, panettoni e pandori prodotti in alti numeri, ma con le tecniche e i macchinari della pasticceria artigiana. Il panettone classico in scatola costa sui 18€, in latta-cappelliera (come quello in foto con lo “Sposalizio della Vergine”) sui 20€.

4. Il panettone di Giacomo Milano

Panettone giacomo milano

Giacomo Milano è un marchio-sistema che copre ristorazione, pasticceria, rosticceria-gastronomia.

Ed è il laboratorio stesso di Giacomo Pasticceria che virtuosamente fornisce di prodotti della casa Milano Est e Ovest, cioè sia gli scaffali di zona Sottocorno sia della Gastronomia giacomesca in via Previati angolo piazza Amendola. Quest’anno il panettone classico di Giacomo costa 39€ al Kg.

5. E quello all’olio EVO da I Frantoi, oleoteca sui Navigli

Panettone impasto

Quello, sì, perché panettone non si può dire anche se è una sorta di. Infatti sulla scatola si legge dolce natalizio. La peculiarità più forte è l’olioEVO Sikulus nell’impasto. È una trouvaille di Vittoria Cannata, patronne de I Frantoi, oleoteca sui Navigli piccola e super specializzata, pioniera a Milano.

La triplice scelta: dolce coperto di glassa cioccolato fondente e all’interno gocce di cioccolato 850 g (24€) o coperto di glassa alle mandorle e all’interno gocce di cioccolato fondente e arancia candita 850g (25€) o ancora quello, sempre da 850g, coperto di glassa al pistacchio e con vasetto di crema al pistacchio verde di BRONTE DOP (33,50€).

E voi di quale panettone sarete?

[Immagini: Pasticceria Martesana ph Carlo Fico; uffici stampa Fiasconaro, Giovanni Cova & C, Giacomo Mlano; I Frantoi]

4 Commenti

  1. Giustamente l’ultimo non si può fregiare del nome panettone, in quanto il disciplinare prevede solo burro come grasso utilizzato.
    Senza nulla togliere a questo che sicuramente utilizza materie prime di qualità, ma è una postilla messa nel disciplinare per evitare che si vendano panettoni fatti con grassi di scarsa qualità (margarine, oli di semi, palma, ecc.).

  2. Sì. Il disciplinare tutela l’identità del prodotto, creando un paradigma.
    E “Dolce di Natale” è una dicitura accorta, rispettosa e veritiera che apre allo sconfinamento dell’olio nel mondo dei lievitati. Da appassionata di olio, mi affascina questo potenziale.
    Però se devo assaggiare un olio, preferisco un sorso in purezza.

    • Grazie! La Sicilia, oltretutto, è super creativa in fatto di panettoni. E senza nulla togliere al panettone classico, questo dimostra la vitalità dell’arte dei lievitati.

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