Il Pizza Village che vi porta la pizza napoletana a domicilio a Milano

Un'edizione tutta dedicata al delivery quella del Pizza Village Milano 2020, con sette pizze napoletane da ricevere a casa con Glovo

Tempo di lettura: 11 minuti

Potete ancora ordinare le pizze a domicilio del Pizza Village @ Home Milano 2020.

Una manifestazione anomala, figlia dell’ormai celebre e celebrata omonima manifestazione napoletana. Per darvi un’idea dell’importanza della manifestazione, vi invito a leggere quello che abbiamo scritto gli anni scorsi sul Napoli Pizza Village. E magari l’elenco delle 45 pizzerie dell’edizione 2019.

Questa edizione milanese del Pizza Village (quella di Napoli è ovviamente saltata) è divisa in due hub attrezzati con i forni, il SuperstudioPiù di via Tortona e piazza Quattro Novembre in Stazione Centrale. 

Manifestazione anomala soprattutto perché chiusa al pubblico, e aperta solo al delivery, e dunque alle pizze a domicilio, curato dalla piattaforma Glovo. 

La farina del Pizza Village per fare la pizza a casa

farina e lievito

Un prezzo unico, 12 €, con l’aggiunta per ogni pizza acquistata di una busta sponsorizzata con una bottiglia di Coca-Cola, una lattina di Acqua Minerale S. Bernardo, una bottiglia di Birra del Borgo Lisa. E per concludere, un mini pack di caramelle Haribo, una mignon di Vecchio Amaro del Capo e una confezione di Caffè Kenon. Per chi ordina 4 pizze c’è anche un pacco da 1 kg di farina del nostro sponsor Mulino Caputo per fare la pizza a casa. 

Pizza Village Milano

Le farine del Mulino Caputo sono molto apprezzate dai professionisti della pizza, l’ormai famosa “Nuvola” in primis, e non solo. C’era al Superstudio del Pizza Village anche Vincenzo Iannucci, ambasciatore del brand.

Già qualche settimana fa, alle prime avvisaglie di lockdown, si è cominciato a ri-parlare di pizze e pane fatti in casa, uno dei trend della primavera in clausura. Ben venga dunque l’omaggio del Mulino Caputo, visto che già in molti hanno iniziato a fare scorte di lievito e a resuscitare il proprio lievito madre ormai comatoso.

A proposito: se avete bisogno di consigli, eccovi le nostre regole per un impasto fatto a regola d’arte pizzaiola. Più sotto trovate anche gli ingredienti delle 7 pizze proposte al Pizza Village.

Potete ordinarle, e provare a rifarle. Oppure prepararle mentre stanno arrivando, facendo un confronto con l’originale appena consegnato.

Il Pizza Village al Superstudio

Pizza Village Milano

Così, sono andato a vedere come funzionava l’hub al Superstudio.

Tutto è come sempre, le postazioni dei pizzaioli attorno al salone, completamente vuoto di pubblico, con un angolo per il confezionamento degli ordini. Peccato, perché ai pizzaioli piace raccontare se stessi e le loro pizze. 

Pizze che hanno iniziato subito a uscire dai forni e a partire per tutta Milano – un centinaio fra le 7 e le 7 e mezza, circa 3000 nella prima serata. 

I pizzaiuoli, e le pizzerie, erano di Napoli – un unico “intruso”, Francesco Carrano, da Verona. Nessun assaggio in loco – così ne ho ordinate 2, contando anche sull’arrivo a casa degli Orsetti Haribo e della Coca-Cola. Ehm… sto facendo uno studio sul junk food, ovviamente.

Conto sbagliato, il mio: il fattorino di Glovo, o gli addetti del Pizza Village, devono aver fatto confusione, e insomma le mie due buste di orsetti sono rimaste là. Se ne sono accorti, al Village, hanno chiamato Glovo, che ha chiamato me – ma ormai avevo già le pizze in casa. Buona l’organizzazione, certo – ma non potevo pretendere un nuovo viaggio solo per avere i due sacchettini (o magari sì…). Uffa. Prenderò un’altra pizza.

1. Gino e Toto Sorbillo, pizza Nonna Carolina

Pizza Village Milano
Pizza Village Milano

Provola dei Monti, pomodorino fresco, pesto di basilico (Pesto Rossi di Roberto Panizza), basilico fresco, olio EVO.

Le pizzerie di Gino Sorbillo e di suo fratello Toto sono un vessillo della napoletanità pizzesca nel mondo. Qui a Milano abbiamo quattro pizzerie a marchio Sorbillo, i due fratelli sono ormai di casa: questa è l’occasione per ricordare da dove vengono. Ovvero, da una famiglia con una lunga tradizione in questo mondo. Lo dimostra anche il nome di questa pizza, Nonna Carolina.

2. L’Antica Pizzeria da Michele, pizza Margherita

Pomodoro San Marzano, Fiordilatte, Pecorino Romano, olio di semi di soia.

La pizza margherita a ruota di carro dell’Antica Pizzeria da Michele a Forcella è preparata come da tradizione della famiglia Condurro, compreso il giro d’olio di soia. “Primo pizzaiolo” del brand è Antonio Falco.

Le pizzerie da Michele, che si stanno diffondendo un po’ ovunque, hanno retto abbastanza bene la chiusura primaverile. La più in sofferenza, quella di Barcellona; qualche segnale di crisi anche per quella di Verona. L’idea è sempre quella di salvare i locali e soprattutto i posti di lavoro, comunque.

3. Errico Porzio, pizza MarghErrico al Pizza Village

Cornicione ripieno di ricotta, base Margherita condita a fine cottura con ciliegine di bufala, grattugiata di Pecorino Romano, basilico, olio EVO.

Nasce dal dispiacere nel vedere ritornare i piatti vuoti di pizza ma pieni di cornicione, la MarghErrico. Errico Porzio, pizzaiolo a Soccavo, Napoli, ha pensato di riempirlo di ricotta, e ha apportato qualche altra modifica alla Margherita tradizionale. Le pizze col cornicione ripieno sono a volte eccessive, troppo ripiene, a volte addirittura pesanti. Questa invece l’ho trovata perfetta: è stata una delle due che mi sono fatto portare a casa da Glovo.

Perfetta nonostante il trasporto l’avesse un po’ maltrattata: mozzarelline ammassate su un lato, un po’ spiaccicata. Ma comunque buonissima.

4. Vincenzo Capuano, pizza Diavola alla Nonno Enzo

Pomodoro San Marzano, Fiordilatte di Napoli, spianata calabra piccante in uscita, Provolone del Monaco, basilico, olio EVO.

Un breve ritorno a Milano delle pizze di Vincenzo Capuano, già milanese presso il Rossopomodoro di viale Sabotino. “Emigrato” a Napoli, ha aperto là le sue nuove pizzerie, con indubbio successo. La Nonno Enzo è uno dei suoi cavalli di battaglia.

5. Fabio Cristiano, pizza Montenapoleone

Pomodorino del piennolo, provola dei Monti, zucca, gorgonzola, basilico, olio EVO

Una pizza nuova, un omaggio a Milano, quello di Fabio Cristiano, nel nome, che richiama la più famosa strada dello shopping di lusso meneghino, e negli ingredienti. Il gorgonzola unito alla provola di Agerola, in un ponte ideale Milano-Napoli. La pizzeria di famiglia a Napoli, l’Antica Pizzeria da Gennaro, ha aperto nel 1955. Fabio Cristiano ha anche aperto la sua Scuola di Pizzaiolo.

6. Rossopomodoro, pizza Tre Pomodori al Pizza Village

Pomodoro Pizzutello, Datterini rossi e gialli, Fiordilatte di Napoli, basilico, olio EVO

Un classico ormai la pizza creata a quattro mani da Davide Civitiello (quasi neosposo: auguri!) e Antonio Sorrentino di Rossopomodoro. Mi capita di andare in un qualsiasi Rossopomodoro e la prendo quasi sempre, contravvenendo al mio principio di assaggiare sempre qualcosa di nuovo.

7. Artesana, pizza Cascina al Pizza Village

Pizza Village Milano
Pizza Village Milano asporto

Tastasal, Crema di zucca al rosmarino, Cipolle di Tropea, formaggio Monte veronese, Riduzione di vino Valpolicella

Tastasal e cipolle di Tropea: sono questi gli ingredienti che mi hanno portato a ordinare a Glovo questa pizza. Autore, l’unico “nordico”, Francesco Carrano della pizzeria Artesana di Verona.

Il tastasal è un insaccato veronese e veneto, fatto con carne di maiale, sale e pepe nero. Veniva preparato in occasione dell’uccisione del maiale, e usato per “tastare” se il sale era giusto e procedere alla confezione dei salami. Di solito si usava per preparare un risotto.

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