Taverna Santa Chiara: il crowdfunding dei clienti salva il ristorante di Napoli

Potrebbe essere l’idea giusta per altri ristoranti in difficoltà

Come ha fatto con la Taverna Santa Chiara, calda osteria napoletana che prende il nome dalla via che la ospita, in pieno centro storico, il crowdfunding dei clienti potrebbe salvare altri ristoranti.

È superfluo spiegare perché sono numerosi i locali che faticano a pagare dipendenti, bollette e affitti. Specie se sono ubicati in luoghi a forte vocazione turistica, prima della pandemia brulicanti di turisti ma oggi deserti.

Come succede all’osteria napoletana di Nives Monda, titolare insieme al socio chef, Potito Izzo, vicina all’entrata del duomo con il chiostro maiolicato.

Taverna Santa Chiara

Da qualche giorno la Campania è ripiombata in zona arancione. Questo per la Taverna Santa Chiara significa dover rinunciare ai pochi guadagni assicurati dall’apertura a pranzo. E dunque alla possibilità di far fronte, anche in minima parte, ai debiti accumulati in mesi di chiusure, dal momento che le spese ci sono sempre state. Specie l’affitto.

Nives Monda ha capito che doveva fare qualcosa per salvare la sua osteria di quartiere. E ha chiesto aiuto ai clienti. Che hanno ascoltato e capito.

Buona Causa è la piattaforma gratuita di crowdfunding dedicata alle buone cause. La titolare dell’osteria Santa Chiara si è rivolta al sito, e in qualche giorno appena la raccolta fondi ha superato l’obiettivo, fissato in 20.000 euro.

Nives Monda si è lasciata andare con il Corriere Napoli: la prospettiva, anche a breve termine, era la chiusura del locale. Ha pianto una volta realizzato che la somma proveniva quasi per intero dai clienti.

È stata la fiducia nelle persone, nelle relazioni che in anni di attività è riuscita a creare, insieme al suo socio, a spingerla a provare. E ora che grazie alla somma raccolta, tutti contributi a fondo perduto, può guardare con maggiore fiducia al futuro dell’osteria Santa Chiara, pensa ad altre attività.

”Sto cercando di aiutare altri locali bisognosi di una mano”, dice ora con la voglia di coinvolgere altre piccole realtà in difficoltà. “Un’attività di via dei Tribunali, al centro di Napoli, seguirà la mia iniziativa, ma spero che riescano a farlo molti atri”.

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