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Don Evandro Bistrot a Popoli in Abruzzo e la grande cucina di acqua dolce

Pierluigi Antonucci ha aperto il ristorante Don Evandro nel 2018 e oggi colpisce per tecnica e qualità con menu degustazione da 35 € a salire

Ristoranti

Aria nuova in Abruzzo. Cucina fresca e frizzante in quel di Popoli, a una quarantina di minuti dal litorale adriatico, con il bistrot Don Evandro.

E con il pesce. Ma di acqua dolce. Qui dove nasce il fiume Pescara.

Nella vita è bello quando ti rimetti in gioco e ti ri-scopri un talento, consapevole del fatto che stai imparando da solo e nel frattempo hai una voglia pazzesca di crescere e migliorarti.

Stiamo parlando di Pierluigi Antonucci, quarantenne, mezza vita fa pittore. Frequenta l’Accademia delle Belle Arti e diviene un artista. E come tutti gli artisti, tra le sue caratteristiche intrinseche e peculiari c’è l’estro. Se poi questo lo arricchisci di passione per la cucina, non puoi che crogiolarti e la gola ne esce appagata.

Ma chi era Don Evandro? Più semplicemente il nonno. Son certo che sia contento del lavoro che il nipote porta avanti. Basta guardare i piatti, annusarli, assaggiarli, ammirare per un istante i suoi quadri appesi alle pareti colorate e parte il viaggio. Credetemi.

Servizio curato dalla brava Eugenia, compagna di vita e di lavoro in un ambiente di massimo comfort che da spazio a una trentina di coperti. Sosta scandita dal tintinnio dei calici di vino scelti da una carta tarata sul menù e aperta ad ogni evoluzione stilistica.

Quanto costa il bistrot Don Evandro

Disponibili tre percorsi degustativi, il piccolo menù a 35 €, “i classici” a 55 € e il menù “segno” a 65 €. Scegliamo il menù “i classici”, cercando di incrociare la traiettoria di quelle che son state sin qui le firme d’autore della cucina.

Le eleganti entrate del Don Evandro preparano il palato al pranzo, un mix di sapidità e croccantezza, iniziando dall’aglio nero fermentato realizzato in casa.

pane

Pongo l’accento su un gran pane realizzato utilizzando nell’impasto anche le patate, un lievitato che, in seconda battuta, griderà umilmente al bis.  

Il pesce d’acqua al Don Evandro

trota e mela al bistrot Don Evandro Popoli Abruzzo

Si parte con la trota e mela. Un pesce d’acqua dolce abbastanza comune nell’Italia centrale ma non lungo le coste adriatiche e tirreniche che, specie d’estate, prendono il sopravvento con le loro tradizioni marinare. Quando un piatto così ben eseguito, equilibrato, fresco e vivace firma l’avvio, la positiva competizione è aperta, anche tra i pesci. L’acetosella in superfice gioca il passo, assieme alle altre erbe e crea un effetto anche visivamente bello, in bocca vagamente aspro e acidulo sul finale.  

cipolla dorata

Passiamo all’antipasto caldo del bistrot Don Evandro, da mangiarne in tutte le stagioni. Cipolla Dorata. Si tratta della Cipolla di Popoli con zafferano di Navelli e Parmigiano Reggiano, a doppia velocità, in cialda croccante e poi cremoso sul fondo. A conti fatti un’esplosione di sapori, una sintonia magistrale, un piatto di riscoperta. A Popoli la cipolla bianca, un tempo si coltivava in quantità importanti. In questo piatto la forma materica, oltre che identitaria, viaggia anche verso l’Emilia Romagna con il formaggio che lo allunga in modo pazzesco per poi riatterrare verso la piana di Navelli, ritrovando la spezia madre d’Abruzzo. Quasi camouflage.

Fa caldo e puntiamo su un vino che possa sorreggere la complessità dei piatti e la persistenza del pesce d’acqua dolce. Andiamo quindi in Borgogna, Les Parties del Domaine Berthelemot, 100% chardonnay. L’annata 2020 ci accompagna irradiandoci di solarità, col suo leggerissimo sottofondo legnoso, lasciando la bocca fresca e mantenendola equilibrata, una persistenza mai pesante, mai scontata. Ve lo dico subito. Grande spalla acida per tutti i piatti.

I piatti di pesce e di carne

trota fumo e pinoli al bistrot Don Evandro Popoli Abruzzo

A cominciare dal prossimo, trota al fumo, pinoli ed elicriso. Cottura non cottura del pesce che resta perfettamente compatto all’interno, gusto innescato da una blanda affumicatura interna, più incisiva all’esterno. La densità della salsa all’esterno accompagna per natura ogni morso e l’elicriso a parer mio è centratissimo.

spaghetti al bistrot Don Evandro Popoli Abruzzo

Il primo del Don Evandro lo sto ancora pensando. Un piatto che riporta facilmente alla mente la classica pasta al burro della nonna, della mamma. Linguine 1986, con burro affumicato, aglio nero e limone. Piccolo accento sulla pasta, di Pietro Massi, un prodotto artigianale mastodontico, direttamente da Senigallia, piccolo regno della ristorazione italiana. Qui l’accortezza è di non mischiare subito gli ingredienti, da mangiare singolarmente partendo dall’alto per poi scendere in basso. Gran bel primo, ancora un quadro, ancora l’identità del cuoco che abbiamo di fronte e della sua idea cucina.

agnello sopravvissano

Identità territoriale confermata a pieni voti in un secondo che mi piace perché sono sempre alla continua ricerca del miglior agnello abruzzese. Forse mai lo troverò o forse sin qui son stati tutti sorprendenti. Chissà. Agnello sopravissano, servito con una composta allo zafferano. Inciso sulla razza “sopravissana”. Essa deriva dall’incrocio della pecora vissana con quella merina, molto robuste e buone produttrici di latte e carni. Quest’ultima cotta alla perfezione, tenera e gustosa, trattata a puntino in modo da non lasciare alcun retrogusto. Ferma la graduale persistenza e la delicatezza della composta.  

Il dolce

pecora ai tropici dolce al bistrot Don Evandro Popoli Abruzzo

Terminiamo con il dessert che poi si riveleranno due qui al Don Evandro.

Una pecora ai tropici. Nome simpatico del piatto, delicato e piacevole al palato, quasi una portata più che un dolce. Composto da ricotta di pecora, salsa tropicale, frolla alle mandorle, dulce de leche e cioccolato fondente in scaglie.

dolce albicocca al bistrot Don Evandro Popoli Abruzzo

Opposto al dessert albicocca, cocco e croccante alle mandorle. Più stagionale e con al centro della preparazione la percezione zuccherina e lievemente acidula del frutto a polpa gialla, smorzata dal cocco e dalla croccantezza della mandorla. In un contesto pittoresco il ritratto dell’idea del fine pasto.

Accanto alla grande passione per la cucina, qui signori e signore c’è l’amore sviscerato per il territorio che consente a Pierluigi Antonucci di trasmettere emozioni agli altri, proprio come quella che ha trasmesso a noi, come fossero dipinti. Piatti visivamente anche semplici ma di alta qualità e tecnicamente ben fatti, in un contesto che consente di riaccendere gli animi e gli entusiasmi della grande cucina di questi luoghi. Una tappa imperdibile e sopraffina.  

Don Evandro Bistrot. Via Beato Nunzio Sulprizio. 11. Popoli (PE). Tel. +393888876858. Facebook




Di Andrea Mucci

Di giorno bancario, di sera un curioso scopritore dei luoghi fatti di cibo e vino, con le loro infinite storie da raccontare. Natio della terra d’Abruzzo, dove occhi e pancia vogliono sempre la loro parte