Rum e pesce, i migliori abbinamenti anche con il Brugal da 2.800 €

Intenditori di rum, scoprite l'originale accoppiata col pesce proposta da Brugal (e non dovete per forza spendere 2.800 euro)

Drink

La tendenza ad abbinare cibo e spirits viaggia a gran velocità, ma quando parliamo di rum, e di Brugal nel caso specifico, cosa dobbiamo aspettarci?

Non è scontato questo singolare abbinamento. Il rum, spesso considerato distillato per intenditori, da bersi fumando un sigaro, in realtà riesce a piegarsi al volere, o sarebbe meglio dire al piacere, di quel mercenario del cibo. Che si dimostra poi fedele compagno di viaggio.

Penelope a Casa. Foto di Carola Ducoli

Complice un generoso pranzo organizzato proprio da Brugal Rum a Penelope a Casa a Milano, siamo andati a scoprire storia e abbinamenti di Andrés Brugal. È l’ultimo arrivato nella distilleria domenicana, ma non è l’unica sorpresa di cui vi parleremo.

Di cosa parliamo quando scriviamo di rum

Rum Brugal botti

Il rum è un’acquavite ottenuta dalla distillazione della melassa della canna da zucchero o del suo succo. Come per molti distillati anche le origini del rum sono un po’ nebbiose. Se pensate però che sia nato in America state prendendo un bell’abbaglio. Pare sia l’Asia la mamma del rum. In Cina e India, già seimila anni prima di Cristo, era nota la produzione di una sorta di melassa da degustare. Nel quarto secolo dopo Cristo, invece, sempre in India si iniziava a preparare una bevanda molto simile al rum dal nome buffo: brum. Pensate che ne parlò anche Marco Polo definendolo un “ottimo vino di zucchero”.

Andando avanti, sono gli arabi che ci mettono lo zampino (come hanno fatto un po’ con tutto del resto) portando in Europa, per la precisione in Spagna, la canna da zucchero e diffondendo così anche l’arte egiziana della distillazione. Un’altra impronta importante (e Dio li benedica sempre) la misero i monaci raffinando la tecnica che poi si diffuse in maniera importante dando alla luce dei rum davvero notevoli. La storia continua tra Londra – forse la prima distillazione più vicina a quella attuale – e l’America. Qui nascono le prime distillerie industriali che esportano il rum per i bevitori europei, così appassionati di questo distillato che iniziano addirittura a snobbare il cognac.

Ma ci sono storie e storie. I francesi, per esempio, ne reclamano la paternità, collocando la prima distillazione di rum alla fine dei Seicento a Martinica, per mano del frate domenicano francese Jean Baptiste Labat.

Ora, scegliete pure la vostra storia, ma godetevi questo scritto alcolico e godurioso che cerca fini intenditori.

L’abbinamento col cibo del Rum Brugal

Brugal 1888

Siamo andati a scoprire di più sul rum in occasione del pranzo organizzato per celebrare la nuova release Andrés Brugal. Abbiamo trovato un banco in pompa magna con il Rum Brugal 1888. Lo hanno servito in miscelazione con sciroppo di agave e una chicca pazzesca, un top di champagne Billecart-Salmon. Sul finale lui, protagonista assoluto dell’evento, il preziosissimo Andrés Brugal.

Brugal 1888 è un rum con un doppio invecchiamento fino a 14 anni in botti di quercia americana ex bourbon fino a 8 anni e successivamente in botti di quercia rossa europea ex sherry. Aromi caldi, fruttati, morbidi per un gusto che si apre in bocca ad ogni sorso e un retrogusto lungo e persistente. Il pranzo era in onore della nuova etichetta, ma l’abbinamento ai piatti è toccato al Brugal 1888.

Quasi inutile dirvi il perché. Con l’Andrés Brugal parliamo di una bottiglia da 2.800 € che, li comprendiamo, richiede più meditazione di una serie ininterrotta di morsi e di mugugni di esaltazione da buon cibo. Insomma, il re è stato destinato al gran finale in abito da sera. Ma, vi anticipo, gli abbinamenti sarebbero stati uguali se non migliori con l’Andrés Brugal.

Se la domanda è pesce, la risposta è il Rum Brugal

Il polpo con il rum Brugal 1888. Foto di Carola Ducoli

Il matrimonio del rum servito durante il pranzo è stato solo con il pesce, ma che pesce.

aragosta

L’inizio scoppiettante con il polpo scottato alla catalana ha lasciato il passo ad un classic lobster roll in splendida forma in questo piccolo ma succulento panino.

cacio e pepe con il rum Brugal
I paccheri cacio e pepe con gamberi rossi

Sui primi lo chef si è rischiosamente cimentato in un pacchero cacio e pepe con tartare di gamberi rossi di Mazara.

Seguito da un’ostrica con pompelmo rosa e mela verde.

Rum Brugal e branzino

Il secondo, un branzino in crosta di culatello, rompe un po’ il patto di fedeltà al pesce e la cosa, com’è ovvio, ci ha stuzzicato parecchio.

Brugal e champagne

Il rum Brugal 1888, seppur a braccetto dello champagne Billecart-Salmon, ha reso giustizia a tutte le portate. E se credete che un abbinamento del genere sia azzardato, vi confermiamo che il rischio a volte paga più della morigeratezza.

Il gran finale con il Rum Andrés Brugal

Rum Andrés Brugal

Dopo il morbido al caffè finalmente arriva il momento di accogliere Andrès Brugal, il rum per il quale è stato organizzato questo “ballo delle debuttanti”. Assaggio in purezza per un rum che di suo ha già molto da raccontare e che si presenta oltretutto in una veste invidiabile.

L’imbottigliamento con cui Andrès Brugal fa il suo debutto simboleggia un viaggio iniziato oltre un secolo fa. Andrés Brugal infatti unisce speciali riserve di famiglia single cask e la tecnica di casa Brugal del doppio invecchiamento. Obiettivo: raccontare la duplice storia dell’eredità di questa famiglia nella produzione di rum.

Cos’è Andrés Brugal

Rum Andrès Brugal

Andrés Brugal è un rum ultra-premium realizzato dalla Maestra Ronera di quinta generazione Jassil Villaneuva Quintana. Un omaggio allo spirito pionieristico del fondatore Andrés Brugal e alle generazioni di maestri che hanno viaggiato in tutto il mondo per condividere la passione e la gioia dell’arte liquida di Brugal.

In tutto il mondo sono disponibili solo 450 bottiglie di questa release di un blend che fa sposare rum invecchiati in double aging a una selezione di due botti di primo riempimento, una ex Bourbon e l’altra ex Sherry Oloroso.

Ci verrebbe da dire che 2.800 € sono un prezzo modico per un capriccio da veri intenditori.

Come si presenta all’olfatto e al gusto

Note ricche di cicchi di caffè tostati e di cacao, alternate alla dolce fragranza del dulce de leche e alla morbidezza burrosa della torta al rum domenicana. All’assaggio è una combinazione di rovere, baccelli di vaniglia e caramello, impreziosita da bacche mature, note delicate di pepe nero e chiudi di garofalo. Chiude in bocca un finale secco e persistente, ricco di spezie calde e legnose.

Noi, per concludere questo pezzo dal sapore già molto dolce, possiamo consigliarvi, se proprio ne aveste bisogno, di tentare sempre nella vita. Perché a volte mischiare bene quelle carte che sembrano già ben disposte può trasformare una bella partita in un capolavoro.

In collaborazione con Brugal Rum. Immagini di Carola Ducoli