Cortile Spirito Santo, ristorante stella Michelin nel cuore di Siracusa

Tra i vicoli stretti di Ortigia, nel cuore antico di Siracusa, la cucina del Cortile Spirito Santo, brilla della Stella Michelin, la prima nella storia della città.
Il ristorante è all’interno del seicentesco Palazzo Salomone, oggi restaurato nel rispetto della storia, ma con attenzione alla contemporaneità, e sede dell’omonimo boutique hotel di charme.
Il cortile che dà il nome al locale si affaccia sulla chiesa dello Spirito Santo, creando un ambiente che alterna raccoglimento, luce e un senso diffuso di continuità con la città antica.
Giuseppe Torrisi: Cortile Spirito Santo ha radici siciliane

Lo chef Giuseppe Torrisi, classe 1988, porta in tavola l’incontro di memoria e territorio, ma senza chiusure. La sua cucina è il risultato di percorsi internazionali, rientro in Sicilia e studio delle materie prime isolane.
I piatti seguono stagioni e mercato, alternando mare e terra con tocchi leggeri. Non ci sono forzature né esercizi di stile: si ricerca la precisione, la pulizia che lascia emergere l’identità del prodotto.
Da segnalare anche il servizio, diretto da Raffaele Condò, dall’approccio garbato e misurato, che ha accompagnato lungo tutto il percorso.
La linea del menu riflette questa visione: un omaggio alla tradizione che non teme influenze cosmopolite.
Cucina e vino: il ponte sullo stretto

Accanto alla cucina, Ninnì Amato guida una carta vini che combina etichette siciliane, cantine italiane di riferimento e referenze di nicchia.
Tra le proposte, spiccano le verticali dedicate ai rossi toscani firmati Carpineto, tra annate storiche e interpretazioni diverse dei grandi vitigni e territori. D’altronde, l’azienda è presente in tutte le aree vinicole piu pregiate della Toscana: Chianti Classico, Montalcino, Montepulciano, a cui si aggiungono i pendii morbidi della Maremma grossetana.
Carpineto in Sicilia, tra mare e colline (invito stampa)

Come si conciliano le manifestazioni apparentemente distanti di una cucina mediterranea inclusiva, come quella siciliana e la concretezza espressiva identitaria della tradizione vinicola toscana? Parliamo sostanzialmente di Sangiovese, naturalmente, ma anche di quelle uve a bacca bianca che ormai hanno fatto proprie alcune zone della regione, e cioè Vermentino e Chardonnay.
Una cena speciale è stata il banco di prova del dialogo: se esiste un linguaggio comune, un trait d’union, tra l’isola e la terraferma, si gioca tutto nel sottotesto, nell’intuizione più che descrizione.

L’esordio ammicca ad entrambe le culture, accostate, per vedere come reagiscono quando sono vicine: macco di fave, bao di verdure e una tartelletta surprise di pelle croccante di pollo alla cacciatora con patè di fegatini, in brodo di pollo.

Nel calice, il brut metodo charmat (lungo) Farnito a base Chardonnay, una bolla molto fine e piacevole, di buona lunghezza ed equilibrio tra note fruttate e fiorite, e sentori di panificazione.
Cortile Spirito Santo parte in quarta

Con la scacchiera di Alalunga e gambero rosso di Ortigia, melone gialletto di Paceco (Trapani), sedano e finocchio, con cipolla, dashi di bottarga ed essenza di mandarino verde di Sicilia Cortile Spirito Santo alza i livelli di complessità. Il piatto è eccellente, per l’equilibrio e l’intrecciarsi dei picchi aromatici, il boccone è una staffetta, un gioco di squadra, senza antagonisti.

A sorpresa, il Vermentino 2024 della tenuta in Maremma, coordina il tutto con garbo. Uve dal vigneto cru Valcolomba, naso e palato virati sulla freschezza, tra note minerali e di erbe aromatiche, e una sapidità spiccata che accarezza ed esalta i diversi sapori.

Non altrettanto fascinosa la sinfonia di carota in varie consistenze del Cortile Spirito Santo, con hummus di pistacchio e beurre blanc. Impiattamento molto d’effetto (anche se non nuovissimo), è comunque un ottimo piatto vegetariano, opzione che non dovrebbe mai mancare in un ristorante di questo livello (per di più in un hotel).

Spicca di più l’ottimo Farnito Chardonnay 2022 Toscana IGT, anche qui da cru Valcolomba. Naso minerale e di frutta gialla, con un accenno fumé in sottofondo, ricordi speziati dell’affinamento in legno di rovere. Sorso teso, asciutto, schietto, lungo. E una bella nota fresca di Granny Smith che si affaccia con qualche minuto di riposo nel calice.
Il primo piatto di Cortile Spirito Santo

Si scrive “braciola” si legge “pasta ripiena”. La Braciola Messinese del menù sono dei bottoni ripieni di arrosto di vitellina con fondo di salmoriglio e spuma di patata e provola. Bel colpo: intenso, avvolgente, dalle consistenze ben calibrate. Erbe e fondo si stuzzicano a vicenda tra note pungenti, e più dolci, di frutta secca.

Una bella sfida per il nobile di Montepulciano Riserva DOCG 2013 di Carpineto. Dall’antica frazione di Montepulciano escono veri campioni del settore, vini di lunghissima portata, strutturati e complessi. Questa annata ha conquistato 95 punti e l’11° posto nella top 100 al mondo di Wine Spectator, le attese sono altissime. Ed eccolo, con il suo rubino profondo: siamo ancora in un’era in cui al vino era chiesta materia. Ma qui c’è soprattutto eleganza, perfino nel corpo evidente, nel carattere ancora gagliardo e lievemente austero. Naso di spezie, cuoio, fiori secchi e frutti rossi di bosco che tengono salda la posizione, e un sorso stratificato, asciutto, avvolgente ma non ammiccante, anzi, quasi piccante. I tannini ci sono ma si fanno apprezzare: con il piatto di Cortile Spirito Santo duetta che è un piacere. Ma qualche anno ancora e sarà un solista.
La sfida: il tonno con il Brunello

Stavolta partiamo dal vino: torniamo nel presente con l’annata 2020 del fiore all’occhiello di Carpineto, il Brunello dall’appodiato di Montalcino. La firma è dell’enologa Caterina Sacchet, figlia d’arte del Giovanni Carlo che, con Antonio Zaccheo, fondò l’azienda nel 1967. Carpineto era ed è tuttora un’azienda di famiglia, e sono ancora gli Zaccheo e i Sacchet a portarne avanti valori e stile. Caterina però è anche figlia del suo tempo, e il calice lo rivela subito. Chiaro, trasparente, puro nella sua limpidezza, il Brunello 2020 è ampio e nello stesso tempo verticale. Rosa e viola, ribes e lamponi, ciliegia fresca ma anche incenso, spezie dolci e pepe. Sorso snello e vibrante, beva setosa, bilanciata, golosa. I Tre Bicchieri del Gambero Rosso, nell’edizione 2026, se li è meritati tutti.

Lo attende una ventresca di tonno arrostita, con melanzana fondente, crema all’aringa affumicata e cipolla in agrodolce. Ottimo il piatto, melanzana e aringa comunicano sui toni tostati e scuri, mentre la cipolla interviene con sprazzi aciduli a moderare una ventresca generosa e opulenta.
Dolce ma non troppo

Cortile Spirito Santo resta saldamente ancorato alle sue radici: la Sicilia. Alle tre dimensioni del dolce signature di Torrisi, Made in Sicily (assoluto di mandorla croccante, cremoso e avvolgente nel il suo latte) sale di Mothia e olio Extravergine di Oliva, si aggiunge una quarta, sottile ed evocativa, di tostato, di caldo, di sole. Un dessert degno di un ristorante stellato, finalmente.

Lo accompagna con grazia il Vin Santo del Chianti Farnito 2006, da uve Trebbiano e Malvasia. Quasi 20 anni, che non hanno inciso per niente sulla freschezza e la pulizia del vino. Ci sono le note evolutive, certo, ma non lo definiscono, casomai lo rendono più intrigante. E la dolcezza, che -pure – c’è, è tenuta a bada da una elegante balsamicità e dai ricordi di frutta secca invernale.
E con quest’ultimo pas de deux si chiude una serata in cui carta e cucina hanno dimostrato che Sicilia e Toscana non sono poi così lontane da non riuscire a dialogare.
Quanto costa mangiare a Cortile Spirito Santo a Siracusa

I menù degustazione sono quattro.
Cortile con 6 portate di mare e di terra a 170 euro.
Passeggiata in Ortigia, 5 portate di mare a 150 euro.
Storia, Contemporaneità e Tradizione, 5 piatti di carne e vegetali a 130 euro.
Impronta vegetale con 4 portate vegetariane a 120 euro.
Scegliendo i piatti alla carta, una cena completa con antipasto, primo e secondo ha un prezzo medio di 120 euro. I dessert costano in media 20 euro.
Cortile Spirito Santo. Via Salomone, 21, 96100 Siracusa SR. Telefono: 0931 181 5404. Instagram





