Dove mangiare di gusto a Torino spendendo poco: piole e bistrot

Torino è una città piena di posti da scoprire e storie da raccontare, anche e soprattutto attraverso le sue tavole per mangiare di gusto spendendo poco. È una città che non ha bisogno di urlare, a cui basta essere apprezzata da chi sa e vuole conoscerla, anche nella sua cucina. Non serve cercare ristoranti sofisticati o insegne altisonanti per capire davvero il cibo tipico piemontese: bastano una buona piola, una trattoria verace o un bistrot che lavora con criterio.
Chi arriva a Torino spesso si fa la stessa domanda: dove mangiare bene senza spendere troppo? La risposta sta proprio in questi locali, sparsi tra centro e quartieri limitrofi, capaci di mantenere viva una tradizione fatta di sostanza, tecnica e rispetto per la materia prima. L’esaltazione della tipicità in una piccola metropoli che, per fortuna, al momento non ha ancora raggiunto livelli di spesa folli come le altre nel nostro Paese: ve la caverete in media con 40 euro.
I piatti tipici di Torino

Prima di scegliere dove sedersi, conviene sapere cosa aspettarsi. La cucina torinese è diretta, ma mai banale. La bagna caoda resta uno dei piatti più identitari: una salsa calda a base di aglio e acciughe, intensa e conviviale, che ha la funzione di intingolo per verdure fresche e crude. La battuta di Fassona, servita cruda e tagliata al coltello, racconta invece la qualità della carne piemontese con un approccio essenziale.
Tra i grandi classici non può mancare il vitello tonnato, piatto apparentemente semplice ma che richiede equilibrio perfetto tra carne e salsa. Poi arrivano i primi: agnolotti e ravioli del plin, che non sono la stessa cosa. I primi hanno forma più regolare, spesso quadrata, mentre i plin sono piccoli saccottini a mezza luna, chiusi con il tipico pizzico delle dita da cui prendono il nome. Come pasta lunga si trovano i Tajarin: tagliolini all’uovo, spesso conditi con burro e tartufo bianco d’Alba o ragù di carne.
Chi cerca qualcosa di più strutturato trova nella guancia brasata al Barolo uno dei piatti simbolo della cucina piemontese: lunga cottura, profondità e consistenza che si scioglie. Un altro secondo iconico consigliato per i palati forti che amano i sapori decisi è la lingua in salsa verde. È un must have della cucina piemontese, che ritroviamo come accompagnamento in diversi antipasti, come il tomino o le acciughe, ed è a base di prezzemolo, acciughe, capperi, uovo sodo e pane ammollato nell’aceto.
Il dolce iconico invece è il bonet: budino a base di uova, latte, zucchero, cacao, amaretti e rum. Qui la ricetta senza segreti.
Dove mangiare a Torino spendendo poco

- Dove: Piazza della Consolata, 5, 10122 Torino TO
- Telefono: 011 699 1262
- Prezzo medio: 45 €
Nel pieno centro storico, Felicin porta a Torino una cucina che affonda le radici nelle Langhe, mantenendo però un’impostazione urbana e accessibile. Il locale è raccolto, curato, con un’atmosfera che richiama un’eleganza discreta, mai rigida.
In cucina si lavora sui classici con precisione: tajarin al ragù ben eseguiti, battuta di Fassona fresca e pulita, ravioli del plin sottili e ben chiusi. I secondi seguono la stessa linea, con brasati profondi e ben bilanciati, dal sapore intenso e scioglievoli. La carta dei vini è coerente con il territorio e completa un’esperienza solida, senza eccessi.
Una piccola nota doverosa data la location: in piazza della Consolata (nel cuore del quadrilatero romano) proprio di fianco a questo bistrot, c’è il “Caffè Al Bicerin”, il più antico caffè di Torino, nato nel 1763: è qui che nacque il bicerin, una bevanda servita appunto in un piccolo calice in tre strati, cioè caffè, cioccolata e crema di latte. Così dopo il pranzo potete approfittarne per concludere in bellezza e respirare appieno la storia sabauda.
L’indirizzo classico per mangiare bene a Torino spendendo poco

2 – SCANNABUE
- Dove: Largo Saluzzo, 25/h, 10125 Torino TO
- Telefono: 011 669 6693
- Prezzo del menu della tradizione di 5 portate: 37,50 €
A San Salvario, Scannabue è uno di quei nomi che a Torino vengono citati con naturalezza quando si parla di mangiare bene. Il motivo è semplice: continuità e affidabilità, ma anche tanti riconoscimenti. Presente nella Guida Michelin come Bib Gourmand (riconoscimento assegnato ai locali che offrono una piacevole esperienza gastronomica a un ottimo rapporto qualità-prezzo) da diversi anni, Chiocciola Osterie d’Italia Slow Food, Tre Tavole Gambero Rosso, tratta la cucina piemontese con tecnica ma senza perdere riconoscibilità.
Il vitello tonnato (14 euro) è tra i più convincenti in città, gli agnolotti mantengono struttura e sapore pieni (14 euro, foto in copertina), mentre la guancia brasata al Barbera (19 euro) è uno dei piatti che meglio rappresentano il locale, per intensità e morbidezza. Le porzioni restano generose, in linea con la tradizione, e il servizio accompagna senza appesantire.
La vineria con cucina

LA BUTA STUPA
- Dove: Via Gaudenzio Ferrari, 5f, 10124 Torino TO
- Telefono: 338 473 3583
- Prezzo medio: 30 €
Di fronte alla Mole Antonelliana, La Buta Stupa è una vineria con cucina che costruisce la propria identità sull’abbinamento tra piatti piemontesi e una selezione ampia di vini. Il locale è poco pretenzioso, raccolto, discreto ma conviviale, adatto a una cena informale ma curata, dove il vino ha un ruolo centrale quanto il cibo.
Gestione familiare, piatti locali cucinati con passione dalla stessa titolare e tutto di prima qualità.
Il menu si muove tra tradizione e immediatezza: insalata russa e vitello tonnato consigliati come antipasti, poi tajarin, plin e brasati sono affiancati da piatti meno scontati come la lingua in salsa verde, consigliatissima, che racconta una cucina più autentica e meno turistica. Il tutto ben accompagnato da vini che il titolare vi guiderà come abbinamenti.
Il migliore rapporto qualità – prezzo a Torino

- Dove: Largo IV Marzo, 9/b, 10122 Torino TO
- Prezzo medio: 25 €
In pieno centro, Cianci è una delle piola più frequentate della città, soprattutto per chi cerca un pasto semplice e diretto a prezzi contenuti.
L’ambiente è informale e spesso affollato, ma il funzionamento è chiaro: piatti della tradizione, porzioni abbondanti e pochi compromessi. Acciughe al verde, tomini, insalata russa, tajarin al ragù e bonet compongono un menu essenziale che cambia poco ma resta efficace.
Non si prenota, e la fila è parte della cena. Il motivo è evidente: il rapporto qualità-prezzo è tra i più competitivi in città.
La piola contemporanea

5 – MADAMA PIOLA
- Dove: V. Ormea, 6bis, 10125 Torino TO
- Telefono: 011 020 9588
- Prezzo medio: 45 €
Madama Piola rappresenta una versione più contemporanea della tradizione piemontese. L’idea è quella di partire dai piatti storici delle piole torinesi e lavorarli con maggiore attenzione tecnica e presentazione più curata.
Il menu include vitello tonnato (15 euro), agnolotti, plin (16 euro) e guancia brasata (18 euro), accanto a piatti più caratterizzati come la cipolla al forno ripiena di salsiccia, amaretti e fonduta di grana padano (15 euro). Il livello medio è più alto rispetto alla classica trattoria, e questo si riflette anche nei prezzi, ma no perde il legame con la cucina del territorio.




