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26 Marzo 2026 Aggiornato il 26 Marzo 2026 alle ore 10:38

Sofia, la bottega che resiste in un piccolo borgo della Calabria

Siamo in Calabria, a Casabona in provincia di Crotone, dove Sofia porta avanti un sogno attraverso il racconto del territorio
Sofia, la bottega che resiste in un piccolo borgo della Calabria

Sofia è una bottega che non doveva esistere, e invece, quasi anagrammando la parola, resiste, e lo fa a Casabona, in Calabria. Parliamo di un piccolo paese vicino alla costa ionica, in provincia di Crotone, dove le cose non succedono facilmente. Poco più di duemila abitanti, una quotidianità che parla di solide abitudini, relazioni strette e una cultura del cibo che c’è, ma spesso resta chiusa dentro le mura di casa. Qui si produce ancora, si conserva con dedizione e si tramandano tecniche e ricette ma, forse, raramente si racconta. Ed è proprio questo lo scopo di Sofia Vetrina di Gusto, una bottega nata con l’intento di raccontare il territorio e le sue eccellenze, i suoi artigiani e la sua gente.

Cos’è Sofia Vetrina di Gusto a Casabona, in Calabria

Sofia Vetrina di Gusto in Calabria mare

Dietro Sofia ci sono due imprenditori coraggiosi, Nadia Di Bari e Vincenzo Comito. Vincenzo è nato ed è vissuto in Calabria per quasi tutta la sua vita, investendo in questo territorio con due attività, un locale diventato riferimento tra i giovani del paese e un tabacchi che oggi ospita anche la bottega. Nadia, invece, originaria della vicina Strongoli, sede anche dello stellato Ristorante Dattilo , ha vissuto a Roma per molti anni, diventando sommelier e lavorando nel mondo del vino e della ristorazione, stringendo così rapporti con alcuni dei più importanti attori di questo palcoscenico. Ed è proprio con lei che ho fatto due chiacchiere, non tanto per sapere cose che già so, ma per farmi raccontare come si resiste oggi in un posto che per chi ci vive è il più bello del mondo, ma che spesso appare immobile, come molte realtà del sud, in relazione al resto d’Italia

L’idea di Sofia in Calabria

Cassetti prodotti

Sofia, probabilmente, non nasce in Calabria in un giorno preciso, e nemmeno da una folgorante idea messa nero su bianco all’improvviso. Nasce prima e altrove. Nasce a Roma, forse. Nei turni lunghi, nelle lezioni di enologia infilate una dietro l’altra, in quella specie di ossessione che ti porta a voler andare sempre oltre, oltre un vino, un prodotto e una storia. Nadia è completamente dentro a quel mondo. Lavora, ma soprattutto osserva, assaggia, studia, si fa delle domande. E intanto coltiva un pensiero che se ancora non ha una forma definita, comincia a sussurrargli in un orecchio: costruire un giorno qualcosa di suo.

Quel qualcosa però resta sospeso. Perché Roma è impietosa spesso, sembra piena di possibilità e invece è piena di paure.Ma la vita, purtroppo o per fortuna, non sempre si può pianificare, e un giorno senza avvisare cambia senso e direzione. Nadia torna in Calabria per la malattia del papà, attraversa l’incertezza e poi la perdita. Quella che all’inizio è una necessità col tempo prende una forma diversa, quasi come fosse un ultimo tenero regalo.

L’incontro con Vincenzo completa un puzzle che Nadia aveva già in gran parte messo insieme. I due si riconosco subito nel modo di guardare le cose: il valore di un prodotto, il rispetto per chi lo fa bene, la voglia di costruire qualcosa che partisse proprio da lì. Sofia, quindi, smette di essere un’idea e diventa una scommessa, guidata anche un po’ da quella beata incoscienza. Una bottega come quella di una volta, un emporio alimentare di eccellenze soprattutto calabresi e più un generale del Sud, e proprio nel paese che ha visto nascere il suo papà.

Quando nasce Sofia

Sofia Vetrina di Gusto in Calabria interno

Nadia butta giù le carte con impulsività. Non conosce davvero le dinamiche del territorio, e sicuramente mette in conto fino in fondo la difficoltà culturale. Però c’è un pensiero che la guida sempre: se una cosa è fatta bene e viene raccontata nel modo giusto, prima o poi qualcuno la capisce. E così Sofia nasce davvero, in Calabria, dentro uno spazio che già esiste, il tabacchi di Vincenzo, che se non è un luogo perfetto, è comunque un luogo possibile. Nadia ha le idee chiare e una mente ambiziosa, vuole creare una bottega di eccellenze, sì, ma soprattutto un punto di riferimento. Un posto dove chi entra non lo faccia solo per comprare, ma per fermarsi ad ascoltare, scoprire nuove storie, guardare il tramonto dalla sua piccola finestrella sull’infinito.

Il nome arriva dopo, quasi naturalmente. Sofia. Semplicemente un nome piccolo e potente, dal sapore antico e che viene da lontano, quello che i greci usavano parlando di sapienza. Sofia è una figura immaginaria, una proprietaria accogliente e resiliente in terra di Calabria.

L’intervista a Nadia

Nadia e Vini

Aprire un’attività come la tua in un piccolo paesino, con poco turismo e pochi abitanti non dev’essere stato facile. Qual è stata la difficoltà più grande che hai incontrato all’inizio?

Probabilmente la comunicazione, in generale è sempre difficile trovare la giusta chiave per comunicare in un posto nuovo e sopratutto con chi ti vede come una straniera. Per questo ho scelto di raccontare. Sofia è un racconto del territorio, la Calabria, in chiave moderna. Racconto gli artigiani, quelli che hanno fatto del loro prodotto una missione. Ma non è facile entrare in connessione con tutti, così all’inizio ho iniziato da quei pochi che avevano curiosità e interesse. Parliamo, inoltre, di prodotti quotidiani come olio, vino e pasta, che qui si ha spesso l’abitudine fare in casa. Non sempre si ha la fiducia di capire che c’è gente che ha speso una vita a fare solo quello e che ogni tanto è giusto allargare i propri confini e dare spazio al nuovo. Il processo è lungo. Ma lavorando con costanza e caparbietà si riesce ad arrivare a tutti.

1. Ti sei mai sentita dire, apertamente o tra le righe , “qui queste cose non servono”?

Sì, soprattutto all’inizio. Chi entrava in bottega spesso diceva: “Questo lo faccio anche io”. Qui non si è abituati a una bottega del genere e lo capisco. Bisogna rispettare le abitudini e i tempi di chi ti ospita e per questo mi sono armata di tanta pazienza. Così questa fase piano piano è passata, anche grazie a chi ha iniziato a maturare una maggiore consapevolezza su ciò che vuole mangiare e bere.

Restare in Calabria oggi è spesso raccontato come un atto eroico, tu come lo vivi davvero nel quotidiano e cosa significa per Sofia resistere in un luogo che a volte sembra immobile?

Chi investe in questi paesi è un eroe, sì. Anche adesso che ti parlo non vedo nemmeno un’auto passare in strada. Inoltre manca il confronto reale con il cliente. Quando arriva un turista ti si aprono gli occhi, ma nella quotidianità è difficile. A volte ho pensato di mollare tutto, ma poi sono rimasta perché credo in quello che faccio, perché mi sento nel posto giusto e perché abbiamo investito molto in questo progetto, che è ancora tutto da scrivere. Ci deve essere sempre qualcosa per cui vale la pena lottare nella vita no? Questo è il mio qualcosa.

Come hai costruito la selezione dei prodotti? Segui più il territorio, la qualità o le storie delle persone?

Per noi è fondamentale conoscere il prodotto, chi lo produce e da dove viene. Giriamo sempre tantissimo per andare a scoprire dove si nascondono molti tesori che vale la pena di rendere accessibili a tutti. Il prodotto è fatto sia del territorio che delle persone ed è questo mix che porta poi alla qualità che cerchiamo e troviamo sempre in tutto quello che decidiamo di mettere in bottega.

Come immagini Sofia tra cinque anni?

Sempre più viva e bella. Oggi le cose vanno bene, usiamo molto i social e funzionano, facciamo consegne dirette e spedizioni, sia in Italia che all’estero, inoltre organizziamo eventi e in estate abbiamo spesso un pop up in una località più turistica. Sofia è un progetto ancora in divenire, ma cerchiamo di fare un passo alla volta. Qui si lavora con lentezza, e a volte è un bene perché ti permette di capire cosa c’è davvero da fare. Lentezza però non significa restare immobili, ma costruire con consapevolezza. Mi piacerebbe trovare in futuro uno spazio per la degustazione e la mescita, continuare la ricerca enogastronomica, ma anche artistica sulla Calabria, perchè ci sono molti artisti che fanno cose straordinarie, e Sofia è anche arte. E inoltre vorrei che la gente venisse sempre più spesso a vivere l’atmosfera di Sofia.

Cosa vorresti che questo progetto lasciasse a Casabona, anche se un giorno dovessi andare via?

Mi piacerebbe lasciare un po’ di speranza, l’idea che qualcosa si può costruire. Che si può studiare, creare, non improvvisare. E che si può restare fedeli alle proprie origini, continuando a crescere, lasciando qualcosa anche a chi verrà dopo.

La confessione

Sofia Vetrina di Gusto in Calabria Lampada

Alla fine lettori miei, qui confesso che questo paese lo conosco, perché ci sono nata. L’ho visto evolvere e involvere, cambiare faccia, lottare, mettersi in gioco, fallire. Da adolescenti ci inventavamo i pomeriggi. Non avevamo un cinema, una discoteca diurna (e nemmeno notturna a dirla tutta), o chissà quali centri di aggregazione se non quelli religiosi o stagionali. Eppure il tempo sembrava scorrere felice con quello che avevamo. Da quando sono andata via sono passati 25 anni. Non è cambiato nulla.

Non c’è un treno per arrivarci, e gli aerei sono pochi e spesso troppo costosi. Anche per un turista è difficile provare a organizzare una vera vacanza qui, dove l’autostrada dista 100 km. I bar e i ristoranti ormai quasi non esistono, ma quelli che ci sono (2-3) meritano tutti un incoraggiamento, così come le altre piccole attività, perché mantengono viva la voglia e la speranza di chi qui cerca di costruire il proprio futuro. E lo stesso vale per per Sofia. Questo posto non cambia un paese, e certamente non lo salva, così come non lo trasforma all’improvviso. Però lo aiuta.

C’è poi un passaggio ancora più importante, che riguarda tutti. In luoghi come questo ogni attività che resiste è un presidio, un atto di coraggio, un prezioso pezzo di futuro. Non c’è bisogno di competere, ma di riconoscersi e creare comunità, sostenersi, crescere insieme. Perché questa terra ha davvero bisogno di sognatori, di persone che restano e che capiscono che da soli si resiste, ma insieme si costruisce.

Sofia Vetrina di Gusto. Via Crotone, 28, 88822 Casabona KR. Telefono: 338 4934332. Instagram

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