Oggi, 26 novembre, è la giornata dedicata alla colletta alimentare. Si fa la spesa in uno dei 7.500 punti vendita che aderiscono all’iniziativa e si dona una parte dei prodotti alimentari al Banco Alimentare, cioè all’organizzazione che provvede all’attività quotidiana di recupero delle eccedenze alimentari. Quelle che ogni economia “matura” è purtroppo bravissima a produrre (9.400 tonnellate di cibo donato e raccolto durante l’edizione 2010). #collettaalimentare

Ma è anche la giornata dedicata all’astinenza dal consumo promossa da Buy Nothing Day in Gran Bretagna. Non acquistare per cambiare lo stile di vita ed evitare lo spreco e l’impatto dell’impronta ecologica che le economie mature sono bravissime a infliggere alla Terra. Il 20% della popolazione mondiale riesce a consumare l’80% delle risorse mondiali. #buynothingday

Due temi che dovrebbero puntare allo stesso obiettivo, il cambiamento dello stile di vita, ma che divaricano proprio nello stesso giorno con l’invito da una parte a fare spesa per chi non può e dall’altro a cercare l’astinenza da shopping e carrello.

Contraddizioni che si sommano saltando anche sulla posizione politica della raccolta alimentare (organizzata in pratica da Cl) ma che qualcuno su twitter ha efficacemente sintetizzato in: fregarsene dei motivi ideologici e guardare in dispensa per evitare che qualche prodotto diventi eccedenza da mettere nei rifiuti.

Oppure, provare a semi svuotarla in questa giornata e ripensare lo stile d’acquisto già da domani.

 

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Vincenzo Pagano

Vincenzo Pagano

Fulminato sulla strada dei ristoranti, delle pizze, dei gelati, degli hamburger, apre Scatti di Gusto e da allora non ha mai smesso di curiosare tra cucine, forni e tavole.

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