Ritorniamo da Oro Bistrot a Roma nel periodo migliore per godere dell’affaccio privilegiato sul Foro di Traiano e sul Vittoriano. Il ristorante lo trovate al sesto piano dell’NH Collection Fori Imperiali.
Il bar della terrazza può contare su 80 coperti (resta aperta tutto l’anno). La zona ristorante invece offre 30 posti all’aperto, bonus per il periodo estivo.
La cucina, improntata dall’executive chef Natale Giunta, è coordinata dal 2021 dallo chef resident Kerim Montinaro — piemontese, classe 1988.
Quanto costa Oro Bistrot

Si può ordinare ala carta o scegliere tra 3 menù degustazione.
Atto di Natura, 4 portate di terra a 135 euro a persona (abbinamento con 4 calici di vino a 75 euro).
Sintesi Gastronomica, 4 portate di terra e di mare sempre a 135 euro a persona (abbinamento con 4 calici di vino a 75 euro).
Terre Connesse, 6 portate tra Lazio e Sicilia a 175 euro a persona (abbinamento con 6 calici di vino a 110 euro).
Il percorso che abbiamo provato è una contaminazione dei tre menù con pairing vino-piatti per rendere omaggio a Roma e all’identità siciliana di Giunta, apprezzato cuoco originario di Termini Imerese (Palermo).
Cosa abbiamo provato al pranzo stampa


Per l’aperitivo apriamo con Bellavista, Alma Rosè, pinot nero e chardonnay. Molto fresco, leggermente fruttato e una leggera sapidità. Si parte con l’amuse bouche: alla base un mousse di avocado, un gel di pomodoro pelato, sopra crumble di feta e a concludere un succo di cetriolo, yuzu e lime.

Il servizio del pane opta per una brioche: pan di roma cacio e pepe (pecorino e pepe nero) si accompagna con olio extravergine scelto dallo chef Natalia Giunta. Siamo in Sicilia con la Nocellara del Belice in monocultura.

Il primo antipasto del menù di 6 portate in cui Oro Bistrot vuole legare Roma e la Sicilia è una tartare di gambero rosso, con bisque alla base e crema di pecorino. Il tocco che valorizza il sapore della tartare è l’arancia, usata sia in perline che in gel. E si va a concludere con olio d’oliva.

In abbinamento con gli antipasti un Metodo classico, 100% Chardonnay di Sergio Mottura che, innamorato dello Champagne e del Blanc de Blancs, voleva produrre il primo spumante Metodo Classico laziale, facendolo riposare nelle grotte di tufo a Civitella d’Agliano (Viterbo). La bolla è molto fresca con buona sapidità e rimane cremosa.

Dopo la tartare arriva una Tarte Tatin, classico dolce francese trasformato in un antipasto salato, compreso solitamente nel menù vegetariano come Tarte Tatin al pomodoro. Ritroviamo la pasta brisée alla base, poi il pomodoro sia confit che caramellizzato. Sopra origano, sia in maionese che fresco, e basilico viola. Il piatto è ultimato a tavola con una salsa a base di lemongrass e olio di pomodoro.
La pasta

Per l’abbinamento con il primo piatto proviamo l’Etna rosso Tenuta Tascante di Conti Tasca d’Almerita. Un vino leggero, adatto ad accompagnare il pesce. È molto fresco, soprattutto, sfoggia tannini eleganti. La cantina ha creato un gioco di parole nella grafica dell’etichetta: leggendo l’ultima parte della parola al contrario esce fuori “Tasca Etna”. È un vino che non è in commercio e si può ritrovare in pochi ristoranti, tra questi Oro Bistrot.

Come primo piatto ecco il Pennone, Garum Contemporaneo, lardo di seppia. Il garum è una salsa liquida dell’antica Roma a base di pesce fermentato che si usava come condimento. In questo caso la ricetta è proposta in una versione contemporanea. Sopra le penne è adagiato un lardo ma di seppia. Un lardo preparato con lo stesso procedimento del lardo di maiale ma ricavato dalla seppia. A tavola la pasta viene arricchita con una salsa ricavata da Lapsang tea, tè affumicato cinese.
La carne

Accompagniamo il secondo piatto con il Sassotondo di San Lorenzo, Cilegiolo, 100%. Siamo in Toscana, in regime di agricoltura biologica, l’uva è raccolta a mano. L’uva viene fatta passire leggermente prima di fare affinamento in botte di tre anni — botte piccola, poi botte grande. È fresco con buona bevibilità e persistente, con sentori di pepe nero e cardamomo.

La carne delle Ribs di maiale alla Diavola e broccolini è cotta a bassa temperatura e poi laccata. Accanto salsa alla diavola, broccoli siciliani e samoriglio.

Per il pre-dessert si gioca con la forma e si pulisce la bocca. Dentro una ciotola blu un palloncino rosso scarlatto. All’interno una pannacotta al rosmarino e un cuore al pomello — pomodoro — con una spezia aromatica in polvere: i grani di paradiso che vengono dalla parte settentrionale dell’Africa. Si conclude con una riduzione di pompelmo e olio ai grani di paradiso.
I dolci di Oro Bistrot

Per i dolci assaggiamo le tre opzioni comprese nei diversi menù degustazione.
Cremoso di latte, pesca, alloro — nel menù Terre Connesse — con in abbinamento Ben Ryé 2022, Passito di Pantelleria di Donna Fugata, grande classico siciliano. Il dolce è composto con granita all’alloro, pesca in gel e arrostita con miele di castagna, spuma di carruba e salsa di latte ovino e miele di castagna.
Cacio, pere e vin brulé — solitamente proposto come dolce nel menù vegetariano Atto di Natura — è il dolce non dolce della carta: mousse di caciocavallo con chutney alla pera, a fianco crumble salato e gelato di pera. È abbinato con Masi Angelorum 2020, Reciotto Classico della Valpolicella, uve rosse passite con sentori di frutti rossi. Solitamente proposto con il cioccolato o con la frutta, in questo caso con la pera.
Namelaka alla ricotta, grano caramellato, fiori d’arancia — dolce del menù Sintesi Gastronomica— il fiore d’arancia è sia in gel che in polverina, il grano è caramellizzato e soffiato, mentre il gelato al fior di latte è arricchito da canditi. Accompagniamo con Moscato d’Asti de I Vignaioli di S. Stefano, Ceretto, un vino bianco, leggermente frizzante per la rifermentazione, zuccherino e floreale.
Oro Bistrot. Via di S. Eufemia, 19, 00187 Roma RM. Telefono: 349 889 2632. Instagram
Oro Bistrot a Roma, ristorante con vista sui Fori Imperiali

25 gennaio 2026 – di Alessandra Fenyves
Oro Bistrot entra a pieno titolo tra le terrazze di Roma da segnalare perché ha una vista spettacolare sui Fori Imperiali dal sesto piano dell’NH Collection. L’hotel è un cinque stelle aperto nel 2019 in un antico palazzo patrizio del rione Trevi con la terrazza che si apre alla vista sull’Altare della Patria e la cupola di San Pietro.
Ed è qui che Oro Bistrot dà il meglio di sé per i 30 commensali che prenotano il tavolo per pranzo o cena. Ma se siete interessati solo all’aspetto culinario, il ristorante è anche al piano terra. Non sarà la stessa cosa, lo dico.

Il ristorante è uno dei progetti gastronomici del Gruppo Natale Giunta, di proprietà dall’omonimo chef. L’imprenditore siciliano con i suoi locali tra Palermo e Roma punta ad unire l’eccellenza della ristorazione, dell’ospitalità e dell’organizzazione di eventi. Qui lo chef resident è il piemontese Kerim Montinaro che in tavola fa arrivare un fine dining ricco di contaminazioni.
Se da un lato è evidente la predominanza dell’influsso mediterraneo, elementi del Piemonte e di altri Paesi arricchiscono le portate di gusto e complessità.
Quanto costa Oro Bistrot a Roma

Ogni sera, la cena è affidata a tre menu degustazione.
La Natura in 4 atti, vegetariano (95 euro e abbinamento vino a 75 euro), Eleganza del contrasto (95 euro abbinamento con abbinamento vino a 75 euro) e Una vita in sei portate (135 euro abbinamento vini 95 euro) che racconta un percorso tra tradizioni internazionali e influenze piemontesi.
Scegliendo i piatti alla carta, il prezzo della cena di Oro Bistrot con tre piatti – antipasto, primo e secondo – è precisamente di 90 euro.
Tutti i menu sono disponibili anche gluten free.
La proposta di mixology, disponibile anche all’aperitivo, è guidata dal bar manager Daniele Zandri. La sala è affidata alla maître e sommelier Lydia Perri (che cura anche la carta dei vini). Alla guida del team c’è Giorgia Capriotti, direttore operativo di Natale Giunta su Roma, e Matteo Gemei, F&B manager della struttura.
Come si mangia da Oro Bistrot

Ho provato il menù Una Vita in 6 portate che va a riproporre piatti del percorso lavorativo di Montinaro in giro per il mondo. Il Piemonte, che rappresenta le origini dello chef è sempre presente, a volte in maniera più persistente, altre volte mitigato da sapori che parlano un’altra lingua.
Insieme al pane fatto in casa con grani siciliani di Natale Giunta servono un panettoncino cacio e pepe, lussuria di carboidrato. In accompagnamento un olio siciliano.

Il Benvenuto dello Chef è la preparazione tradizionale piemontese delle verdure ovvero la giardiniera. Qui in versione amuse bouche generoso. Alla base mousse di pane bruciato e gocce di maionese aromatizzata alla barbabietola.

Anche l’Albese di vitello è un antipasto della tradizione di casa dello chef riproposto all’Oro Bistrot in versione moderna. La carne salata di vitello è accompagnata da gocce di gel di lime, sedano in salsa e crumble di parmigiano. A chiudere una fonduta tiepida di caciocavallo.
Una partenza che regala già le prime impressioni poi confermate nel susseguirsi delle portate. Piatti ben costruiti, originali, dove alla tecnica si aggiungono una nota creativa e la capacità di connettere mondi lontani con eleganza e gusti in perfetto equilibrio.

Nella Triglia in carpione alla base c’è un misto di di verdure in carpione con zucchina, cipolla e carota che poi ritroviamo in crema con il gel di carpione. La triglia fritta in tempura e condita con poca senape dolce è morbida e ha un gusto deciso ma delicato. La sua dolcezza è ben bilanciata con l’agro del condimento.
I primi piatti

L’Agnolotto di maiale è un piatto che unisce Asia, USA e Piemonte. La pasta fresca all’uovo non è troppo sottile e consente un morso piacevole. Il ripieno di pulled pork, tipica ricetta americana del BBQ, accende il gusto. Gli agnolotti sono accompagnati da un brodo di speck, da gocce di salsa bbq fatta in casa, cipolla rossa in diverse consistenze, sottaceto, in gel e polvere.

Ramen, broccolo e arzilla è la versione asiatica della tipica zuppa romana broccoli e arzilla da Oro Bistrot in combo con i noodles fatti in casa con acqua e farina. Il brodo del ramen è preparato con l’arzilla cui è aggiunto il broccolo romanesco, precedentemente saltato. Il piatto viene chiuso con caviale e perle di soia. Insomma, sei in Giappone e a Roma al tempo stesso e l’eleganza con cui è servita questa zuppa è proprio da fine dining con vista dalla terrazza.
La carne e gli omaggi a Roma

Le Costine di manzo arrosto sono accompagnate dal purè di patata al tartufo mentre il fondo di manzo con funghi vuole ricordare il Sunday roast londinese. Il fondo eccede un po’ di sapidità, ma la carne è saporita e si scioglie piacevolmente in bocca. Il piatto è accompagnato da un parfait ai funghi.

Con la Crostatina di ricotta e visciole, gel di amarena, mousse di ricotta Il finale è una dedica a Roma. Il pre dessert omaggia la tipica crostata in una versione più leggera e con un elegante impatto estetico. Una mousse di ricotta con gel di amarena nasconde una granita di amarena e lime. A ricordare la consistenza e la burrosità della crostata, un crumble di mandorla.

Caffè e anice è un altro omaggio a Roma. Si racconta che sul set della Dolce Vita, Mastroianni fece accidentalmente cadere un chicco di caffè nel bicchiere dell’amico per poi dire che c’era dentro una mosca. Da qui sarebbe nata la sambuca con mosca trasformata successivamente nel caffè corretto con l’anicetta, il liquore all’anice. Il dolce è una ganache al cioccolato. All’interno namelaka all’anice, sopra una meringa aromatizzata all’anice, gel al sambuco. Il caffè lo assaporate nella mousse, nella polvere, nel chicco fresco e nel cioccolatino.










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