Oro Bistrot a Roma, ristorante con vista sui Fori Imperiali

Oro Bistrot entra a pieno titolo tra le terrazze di Roma da segnalare perché ha una vista spettacolare sui Fori Imperikali dal sesto piano dell’NH Collection. L’hotel è un cinque stelle aperto nel 2019 in un antico palazzo patrizio del rione Trevi con la terrazza che si apre alla vista sull’Altare della Patria e la cupola di San Pietro.
Ed è qui che Oro Bistrot dà il meglio di sé per i 30 commensali che prenotano il tavolo per pranzo o cena. Ma se siete interessati solo all’aspetto culinario, il ristorante è anche al piano terra. Non sarà la stessa cosa, lo dico.

Il ristorante è uno dei progetti gastronomici del Gruppo Natale Giunta, di proprietà dall’omonimo chef. L’imprenditore siciliano con i suoi locali tra Palermo e Roma punta ad unire l’eccellenza della ristorazione, dell’ospitalità e dell’organizzazione di eventi. Qui lo chef resident è il piemontese Kerim Montinaro che in tavola fa arrivare un fine dining ricco di contaminazioni.
Se da un lato è evidente la predominanza dell’influsso mediterraneo, elementi del Piemonte e di altri Paesi arricchiscono le portate di gusto e complessità.
Quanto costa Oro Bistrot a Roma

Ogni sera, la cena è affidata a tre menu degustazione.
La Natura in 4 atti, vegetariano (95 euro e abbinamento vino a 75 euro), Eleganza del contrasto (95 euro abbinamento con abbinamento vino a 75 euro) e Una vita in sei portate (135 euro abbinamento vini 95 euro) che racconta un percorso tra tradizioni internazionali e influenze piemontesi.
Scegliendo i piatti alla carta, il prezzo della cena di Oro Bistrot con tre piatti – antipasto, primo e secondo – è precisamente di 90 euro.
Tutti i menu sono disponibili anche gluten free.
La proposta di mixology, disponibile anche all’aperitivo, è guidata dal bar manager Daniele Zandri. La sala è affidata alla maître e sommelier Lydia Perri (che cura anche la carta dei vini). Alla guida del team c’è Giorgia Capriotti, direttore operativo di Natale Giunta su Roma, e Matteo Gemei, F&B manager della struttura.
Come si mangia da Oro Bistrot

Ho provato il menù Una Vita in 6 portate che va a riproporre piatti del percorso lavorativo di Montinaro in giro per il mondo. Il Piemonte, che rappresenta le origini dello chef è sempre presente, a volte in maniera più persistente, altre volte mitigato da sapori che parlano un’altra lingua.
Insieme al pane fatto in casa con grani siciliani di Natale Giunta servono un panettoncino cacio e pepe, lussuria di carboidrato. In accompagnamento un olio siciliano.

Il Benvenuto dello Chef è la preparazione tradizionale piemontese delle verdure ovvero la giardiniera. Qui in versione amuse bouche generoso. Alla base mousse di pane bruciato e gocce di maionese aromatizzata alla barbabietola.

Anche l’Albese di vitello è un antipasto della tradizione di casa dello chef riproposto all’Oro Bistrot in versione moderna. La carne salata di vitello è accompagnata da gocce di gel di lime, sedano in salsa e crumble di parmigiano. A chiudere una fonduta tiepida di caciocavallo.
Una partenza che regala già le prime impressioni poi confermate nel susseguirsi delle portate. Piatti ben costruiti, originali, dove alla tecnica si aggiungono una nota creativa e la capacità di connettere mondi lontani con eleganza e gusti in perfetto equilibrio.

Nella Triglia in carpione alla base c’è un misto di di verdure in carpione con zucchina, cipolla e carota che poi ritroviamo in crema con il gel di carpione. La triglia fritta in tempura e condita con poca senape dolce è morbida e ha un gusto deciso ma delicato. La sua dolcezza è ben bilanciata con l’agro del condimento.
I primi piatti

L’Agnolotto di maiale è un piatto che unisce Asia, USA e Piemonte. La pasta fresca all’uovo non è troppo sottile e consente un morso piacevole. Il ripieno di pulled pork, tipica ricetta americana del BBQ, accende il gusto. Gli agnolotti sono accompagnati da un brodo di speck, da gocce di salsa bbq fatta in casa, cipolla rossa in diverse consistenze, sottaceto, in gel e polvere.

Ramen, broccolo e arzilla è la versione asiatica della tipica zuppa romana broccoli e arzilla da Oro Bistrot in combo con i noodles fatti in casa con acqua e farina. Il brodo del ramen è preparato con l’arzilla cui è aggiunto il broccolo romanesco, precedentemente saltato. Il piatto viene chiuso con caviale e perle di soia. Insomma, sei in Giappone e a Roma al tempo stesso e l’eleganza con cui è servita questa zuppa è proprio da fine dining con vista dalla terrazza.
La carne e gli omaggi a Roma

Le Costine di manzo arrosto sono accompagnate dal purè di patata al tartufo mentre il fondo di manzo con funghi vuole ricordare il Sunday roast londinese. Il fondo eccede un po’ di sapidità, ma la carne è saporita e si scioglie piacevolmente in bocca. Il piatto è accompagnato da un parfait ai funghi.

Con la Crostatina di ricotta e visciole, gel di amarena, mousse di ricotta Il finale è una dedica a Roma. Il pre dessert omaggia la tipica crostata in una versione più leggera e con un elegante impatto estetico. Una mousse di ricotta con gel di amarena nasconde una granita di amarena e lime. A ricordare la consistenza e la burrosità della crostata, un crumble di mandorla.

Caffè e anice è un altro omaggio a Roma. Si racconta che sul set della Dolce Vita, Mastroianni fece accidentalmente cadere un chicco di caffè nel bicchiere dell’amico per poi dire che c’era dentro una mosca. Da qui sarebbe nata la sambuca con mosca trasformata successivamente nel caffè corretto con l’anicetta, il liquore all’anice. Il dolce è una ganache al cioccolato. All’interno namelaka all’anice, sopra una meringa aromatizzata all’anice, gel al sambuco. Il caffè lo assaporate nella mousse, nella polvere, nel chicco fresco e nel cioccolatino.

Oro Bistrot. Via di S. Eufemia, 19, 00187 Roma RM. Telefono: 349 889 2632. Instagram




