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15 Gennaio 2026 Aggiornato il 15 Gennaio 2026 alle ore 16:40

La Pasticceria Gattullo a Milano acquistata da Vincenzo Dascanio

La Pasticceria Gattullo, nata il 1° maggio 1961 in Porta Lodovica, uno dei luoghi-simbolo di Milano, è stata acquistata da Vincenzo Dascanio
La Pasticceria Gattullo a Milano acquistata da Vincenzo Dascanio

Ci sono insegne che più di altre si identificano con Milano: come la Pasticceria Gattullo, aperta 65 anni fa in porta Lodovica. Ma il tempo passa, e un passaggio di mano è inevitabile: e così, Gattullo è stata venduta. Ad acquistarla, Vincenzo Dascanio, flower designer, imprenditore nel luxury retail, nel design d’interni, nell’hospitality – si occupa anche di eventi, food e ristoranti. L’anno scorso abbiamo raccontato l’apertura del suo ristorante Terrazza Olmo sul Lago di Como.

Inutile dire che l’acquisizione della Pasticceria Gattullo di Milano si inserisce benissimo nel complesso delle sue attività. Anche grazie al suo gruppo, in campo ormai da 10 anni, e che conta oltre 100 professionisti. 

Una Pasticceria proiettata nel futuro

pasticceria gattullo giuseppe vincenzo dascanio

Il futuro della Pasticceria Gattullo sarà sempre centrato su Milano. Dascanio, d’accordo con Giuseppe Gattullo, erede della dinastia (la sua è la terza generazione alla guida del locale), intende valorizzare ed espandere il marchio. E Giuseppe rimarrà in Pasticceria, come ambasciatore di una storia che è ormai quasi leggenda.

Insegna storica di Milano, identitaria quant’altre mai, landmark per tutta una serie di generazioni, ma in particolare per noi boomer, la Pasticceria Gattullo entra nel novero delle pasticcerie storiche meneghine. Vessillo, la storica sfogliatina con i mirtilli, che può ben stare a fianco delle migliori brioche meneghine del centro.

«Per la Pasticceria Gattullo si apre un nuovo capitolo. 65 anni di storia, di incontri, di gesti ripetuti ogni giorno con la stessa cura: iniziamo un percorso di evoluzione che guarda al futuro senza dimenticare ciò che siamo sempre stati. L’ingresso del gruppo di Vincenzo Dascanio rappresenta per noi un passaggio naturale, nato dalla condivisione di valori profondi: amore per il lavoro ben fatto, rispetto della tradizione, attenzione alle persone e alla qualità.

La Pasticceria Gattullo continuerà a essere casa, memoria e punto di riferimento per Milano. Resteranno immutati la nostra identità, l’anima del locale, la qualità artigianale, l’atmosfera senza tempo e quel legame speciale con la città e con chi, ogni giorno, sceglie di sedersi ai nostri tavoli.

Una storia che continua, con la stessa passione di sempre e una nuova energia pronta a crescere insieme a voi.»

La Pasticceria Gattullo: la storia e il mito di una  Milano ormai scomparsa

 crostata frutta

Dire Pasticceria Gattullo è come aprire un libro di storia della Milano dei locali e dei posti dove dovevi essere per conoscere e capire la città. Innumerevoli gli aneddoti attribuiti ai suoi frequentatori abituali, che andavano dai cabarettisti che gravitavano attorno al Derby Club ai giocatori di Inter e Milan. Ma non mancavano artisti, cantanti, attori, scrittori e giornalisti. Li abbiamo raccontati qui sotto, in occasione dei 60 anni della Pasticceria.

Pasticceria Gattullo. I primi 60 anni sempre in Porta Lodovica a Milano

pasticceria gattullo milano 60anni

3 maggio 2021 – di Emanuele Bonati

La Pasticceria Gattullo, in Porta Lodovica a Milano, ha compiuto 60 anni sabato.

“Correva l’anno 1961 e Giuseppe Gattullo, da tutti chiamato Peppino, era un uomo saggio e un gran lavoratore. La sua immensa passione e tanta esperienza hanno dato vita alla Pasticceria Gattullo che, ben presto, divenne un luogo di incontro, oltre a soddisfare i palati più fini.”

Così, con queste poche righe pubblicate sui social, Gattullo ha celebrato i suoi primi 60 anni di vita. Poche righe essenziali, che non riescono a rappresentare bene cosa è stata la Pasticceria Gattullo per Milano e i Milanesi. 

pasticceria gattullo milano esterno

Un indirizzo, quello di piazzale di Porta Ludovica, che è stato un punto d’incontro per più di mezzo secolo. Da qui sono passati tutti, famosi e meno famosi, artisti e sportivi. Ma anche gli abitanti della zona, studenti e professori della vicina Università Bocconi.

lino toffolo

Qualche nome, nelle foto che arredano il locale. Enzo Jannacci, Beppe Viola, Cochi (Ponzoni) e Renato (Pozzetto), Diego Abatantuono, Giorgio Gaber, Sergio Endrigo, Paolo Villaggio. Dario Fo, Mariangela Melato, Gerry Scotti, Augusto Martelli, Lino Toffolo (una vecchia foto lo ritrae dietro il bancone). Massimo Boldi, Teo Teocoli, Luciano Bianciardi, Raffele Pisu, Bruno Lauzi, Umberto Bindi, Karel Thole. Ezio Biagi, Nereo Rocco, Gianni Rivera, Bruno Pizzul, Tito Stagno. Giorgio Faletti, che cita il cappuccino della Pasticceria Gattullo nel suo romanzo Appunti di un venditore di donne. Ma una citazione di Gattullo la si trova anche in Quelli che… di Beppe Viola.

pasticceria gattullo milano bar

La Pasticceria Gattullo fa parte di quel ristretto gruppo di pasticcerie storiche milanesi, con Cova, Sant’Ambroeus, Biffi, Marchesi, Taveggia, che fanno parte dei Landmark cittadini assieme al Duomo e al Castello.

La storia della Pasticceria Gattullo

bancone bar clienti

“Mio padre Giuseppe, per tutti Peppino, e mio zio Michele,” ha raccontato Domenico Gattullo al Giornale, “sono arrivati a Milano da Ruvo di Puglia nel 1926. Mio papà ha lavorato nelle migliori pasticcerie della città, poi nel 1961 ha aperto il primo laboratorio. Io avevo 21 anni, incassavamo 15mila lire al giorno. All’inizio avevamo un locale molto piccolo, poi ci siamo ingranditi e c’è stato il boom.”

gattullo

Giuseppe, “l’offelè di Porta Ludovica”, come scrisse il Corriere della Sera, Ambrogino d’Oro 1980, è mancato nel 1997. Aveva aperto la sua pasticceria dopo aver lavorato nelle migliori pasticcerie milanesi – San Babila, Sant’Ambroeus, Baj, Besana.

domenico gattullo lella

Il figlio Domenico, classe 1939, ha lavorato alla gastronomia Galli in via Settembrini, a Parigi da Chez Maxim, a Venezia da Cipriani. Cavaliere del Lavoro, resta patron della pasticceria Gattullo.

pasticceria gattullo giuseppe vanessa

Dopo la scomparsa della moglie Lella ha lasciato il timone al figlio Giuseppe e alla nuora Vanessa. Ma lui rimane in negozio, un monumento alla Milano di una volta, un simbolo della città migliore. 

banco

La pasticceria Gattullo propone dolci classici, ma è sempre aggiornata al gusto e alle esigenze della contemporaneità. Famosa per i suoi panettoni, per panini e tramezzini, per l’aperitivo “Domenichino”: una variante dello spritz, realizzata con bitter, Campari, Aperol gin e Cointreau.

E anche per le brioche, rito della colazione milanese.

La fama oltre il bancone

panino testo jannacci

La fama della Pasticceria Gattullo è meritata, basta entrare e assaggiare qualsiasi cosa. Lo testimoniano anche le menzioni che abbiamo già citato, di Faletti e Beppe Viola.

Anche i panini sono famosi, e hanno avuto la loro celebrazione letteraria. Nel locale è incorniciato un testo di Enzo Jannacci che li celebra, e di cui riportiamo qualche stralcio. 

“Il materiale impiegato per la confezione di un triplo special potrebbe risolvere i più gravi problemi di alcuni paesi del terzo mondo. Fidel Castro ha dichiarato che potrebbe rinunciare ai mercati sud americani e asiatici per la vendita dello zucchero se Domenico Gattullo fosse disposto a diventare suo cliente. 

Domenico Gattullo è proprietario dell’omonimo bar sito a porta Lodovica (Milano), uno dei punti d’incontro più chic del mondo. Il triplo special è il panino più sontuoso che mai sia stato ideato dall’uomo, un autentico capolavoro dell’arte italiana, l’opera più avanzata della tecnologia culinaria universale. 

Naturalmente la gamma dei panini creati dal genio di Domenico è varia e irreversibile come dice la parola stessa. Caratteristica di questi panini:
1) il grado di fantasmagoria multipolicromica;
2) potenziale scarsamente nutritivo;
3) il prezzo: ottantamila lire l’uno.»

L’interno

«[…] Ma passiamo ora alla descrizione dell’interno del famoso bar che ha fatto pronunciare a De Chirico la famosa frase “Ammetto di aver sbagliato”.

Alle pareti, Pissarro, Picasso e Cochi e Renato, appesi per i piedi perché scoperti a mangiare un panino portato da casa. Bancone in oro massiccio, posateria acquistata dallo zar bisognoso di liquido, a Mosca, mentre era in pieno svolgimento la rivoluzione d’ottobre. Bicchieri del Louvre e tappeti ceduti, perché troppo costosi, dallo scià di Persia, il ben noto Reza Pahlevi. Nel retro (se così si può definire una sala che ricorda il bed-room di Ramsete III) piscina in avorio del ‘700 con dimensioni assai vicine a quelle del famoso mar Caspio. In questa sala Mark Spitz svolge il suo normale lavoro di bagnino con sette medaglie d’oro sul petto.

Al centro di questo semplice apparato c’è, come detto, il panino in varie interpretazioni, ideato e realizzato dal signor Domenico che ha studiato per molti anni i segreti del tonno in scatola. Il segreto di questa straordinaria escalation politico-gastronomica del bar Gattullo è racchiuso nella cassaforte, [dove] è custodita la maionese.»

Un panino democratico

Al bar vige un perfetto sistema democratico: esistono infatti panini speciali per operai e muratori, per esponenti della sinistra extraparlamentare ed ex legionari, per guerriglieri sudamericani e ustascia. La dimensione politica del panino è suggerita dal prezzo dello stesso che può variare da un minimo di 150 lire a un massimo di ottantamila, il tutto regolato da una rivoluzionaria legge economica ideata e sottoscritta per il signor Domenico dal barone Rotschild da non confondere col barone de Coubertin che si occupa di stupidaggini. La formula, di poche parole, dice esattamente cosi: oggi non si fa credito, domani sì.”

Ma segnaliamo anche, a proposito di riferimenti cult, anche la colzione con la sfogliatina con i mirtilli, citata in una canzone, Colazione da Gattullo, di I miei migliori complimenti

Pasticceria Gattullo. Piazzale di Porta Lodovica, 2. Milano. Tel. +39 0258310497.

Emanuele Bonati
"Esco, vedo gente, mangio cose" Lavora nell'editoria da quasi 50 anni. Legge compulsivamente da sessant'anni. Mangia anche da oltre 60 anni – e da una quindicina degusta e racconta quello che mangia, e il perché e il percome, online e non. Tuttavia, verrà ricordato (forse) per aver fatto la foto della pizza di Cracco.
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