Una pizza automatica realizzata da un robot. Non accade in Giappone o negli Stati Uniti ma a Napoli, all’Università Federico II dove i ricercatori sono convinti che un automa potrà cambiare il modo di lavorare imparando dagli umani che diventano una sorta di avatar per insegnare alle macchine come fare un lavoro.

E sono partiti dall’assunto che se un robot imparerà a fare la pizza che necessita di tanta destrezza, potrà svolgere qualsiasi mansione manuale.

Ed eccolo il servizio della Gabbia che è andata a curiosare nel laboratorio di robotica per vedere a che punto è il lavoro di Vincenzo Lippiello.

A insegnare i movimenti della stesura c’è Enzo Coccia armato di guanti e di fascia che trasmettono al robot pizzaiolo i movimenti. L’idea è fare apprendere con il tempo i movimenti giusti. Il robot pizzaiolo che potrebbe far scomparire dal banco e dal forno lo stesso Enzo Coccia ha tempo fino al 2018 per imparare la stesura perfetta.

L’inviata della Gabbia sente un’altra campana e va da Gino Sorbillo dove si consumano file di 2 ore per assaggiare la pizza.

Riuscirà il robot made in Napoli a sostituire Gino Sorbillo e gli altri pizzaioli partenopei sfornando fino a 2.000 pizze al giorno?

 

No, spiega il Sorbillo nazionale perché ogni pizza è diversa dalle altre e ci vuole l’anima per farla al meglio. E al robot manca proprio quella.

Sfida accettata e tutti curiosi di andare nella prima pizzeria napoletana con un avatar a stendere e infornare pizze napoletane?

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