Pizzeria Santucci a Napoli, non avrai altri impasti da desiderare

Al tavolo della nuova pizzeria di Salvatore Santucci a Napoli avrete l’imbarazzo della scelta. E non per dissipare il dubbio se si trova nel quartiere Vomero o Arenella (è Arenella). Ma perché la carta si apre con un’infilata di impasti disponibili che vi lascerà senza parole. Ogni giorno troverete l’impasto Verace, Curcuma, Nero Carbone, ma ogni mese c’è a rotazione uno dei tanti della collezione.
Il Verace (tradizionale) è con farine 00 e 0 con lievitazione minimo di 24 ore con lievito fresco e lievito madre (di 25 anni). Nell’impasto Curcuma al Verace c’è l’aggiunta del 20% della spezia. Mentre al Verace
l’aggiunta di carbone vegetale o ricavato dai gusci di noci di cocco rende l’impasto appunto Nero.
E poi avete Integrale, 9 Cereali (00, farro, orzo, avena, segale, miglio, riso, mais, lino e chia), Cruscato, Canapa, Acqua di mare, Tipo 1 per citarne alcuni.
Cosa si mangia alla pizzeria Salvatore Santucci


E ci si sbizzarrisce anche con le cotture. Come con la classica montanara rossa (12 euro) in apertura che può essere richiesta anche in doppia cottura. Con in evidenza un ottimo pomodoro.

Impasto verace per la Margherita con il fiordilatte che ha lo stesso prezzo (8,50 euro) di una delle pizze più in trend del momento, la Provola e Pepe. Da Santucci indicata come la popolana.


Cambiamo impasto, invece, con una delle pizze cult di Salvatore Santucci la Marinera con impasto al carbone vegetale (12 euro). Il condimento con Pomodorini del piennolo del Vesuvio DOP, aglio fresco, origano, pecorino romano e olio Evo vi dà la possibilità di apprezzare l’impasto. Che non ha un retrogusto come potrebbe fare pensare l’addizione del carbone vegetale. Promossa.


Altro giro, altro impasto. È la volta della canapa qui abbinata al carciofo laziale (19 euro) intero con gambo e in crema su letto di provola affumicata. E a dare spinta la pancetta arrotolata di suino pelatello, olive nere, e bacche di pepe rosso. Ottima esecuzione.
La pizza fritta che non ti aspetti


Ritorniamo al nero con il Cuscino del diavolo (15 euro). Una pizza fritta – nostro mantra del Campionato della Pizza – che fa un certo effetto alla vista. Ma poi addentato con il suo cuore di provola, cipolle e soprattutto ‘nduja conquista alla grande.


Tra le pizze più gettonate della pizzeria di Salvatore Santucci c’è la Gialla in crosta (15 euro) con impasto alla curcuma. La base è una crema di pistacchio di Sicilia cui è aggiunta la granella che insieme alla pancetta in cottura dà la nota di crunch. E che ben si accorda alla provola affumicata. La nota di colore raddoppia con il giallo dei pomodorini del Monte Somma e il gusto sale con la spolverata abbondante di formaggio. La curcuma assiste ma non invade e non c’è nemmeno il temuto effetto food porn del pistacchio che qui vuole giocare su echi medio orientali.
La tradizione alla pizzeria Santucci

Dopo tanto girovagare tra idee e spunti personali, ritorno alla tradizionale con la madre di tutte le pizze, la Mastunicola a prezzo popolare (8 euro). Formula classica con strutto, pecorino romano,
abbondante basilico, pepe. Ma siamo in quartiere borghese e quindi Santucci preferisce mantenerla meno strong della storica. Nel caso, potete chiedere un rinforzo di strutto e di pepe.

Andiamo al pre dessert con la Fossa e fichi del Cilento (18 euro), omaggio ai due Cilentani al tavolo. Quindi, impasto verace con formaggio di fossa di Sogliano Dop e un “ragù” di fichi bianchi cilentani molto vicino a una confettura. Buon gioco di dolce salato con la parte croccante affidata alle noci di Sorrento.

Una rapida occhiata ai fritti con la frittatina di bucatini classica e alla carbonara che ci dicono che questo reparto e da mettere a punto.

Prima di affondare il colpo nel mondo delle graffe-bomboloni bianche e nere di Salvatore Santucci e lo sguardo divertito del gentilissimo cameriere che pensa “siete satolli ma non riuscirete a resistere”. E infatti un assaggio ci sta e poi viene difficile scegliere tra cioccolato e crema, bianca e nera.

Maledetto Santucci, non mi avrai con tutti questi impasti e variazioni. E l’ultimo chiuda la porta in attesa di un nuovo giro di impasti super personali. Da assaggiare in una pizzeria con un layout moderno, sala sdoppiata con un soppalco che può diventare privé per una pizziata in compagnia.
Salvatore Santucci ha trovato in Paolo Scognamiglio (anche titolare della pizzeria Biga a Milano) e Cesare Affaitati due proprietari che credono nella sua pizza e nei suoi impasti. E che li hanno accasati in un locale in un quartiere di Napoli che sta crescendo alla voce gastronomia e ristorazione.
Salvatore Santucci Pizzeria. Via Giotto, 14, 80128 Napoli NA. Telefono: 081 556 9980. Instagram




