Alain Ducasse a Roma, ristorante di alta e lussuosa cucina

Il Ristorante Alain Ducasse a Roma ha trovato casa in Via di Ripetta a pochi passi da Piazza del Popolo all’interno dell’Hotel Romeo. La struttura a 5 stelle ha aperto tra le mura di un palazzo storico del XVI secolo, inaugurando anche il tempio della gastronomia di Alain Ducasse.
L’Hotel Romeo Roma è la seconda apertura del gruppo italiano di ospitalità di lusso del gruppo di Alfredo Romeo che punta a creare una collezione di Hotel in cui si fondono arte, architettura, design, gastronomia e benessere.


Ideato e realizzato dallo studio Zaha Hadid, l’hotel Romeo lo fa rispettando la storia secolare del palazzo con un approccio architettonico d’avanguardia e sostenibile. Il progetto ha privilegiato l’uso di materiali pregiati come ebano Macassar, marmo Nero Marquina, marmo di Carrara. Le 74 camere e suite, alcune con affreschi originali, hanno linee curve e forme morbide che ricordano gli ambienti degli yacht.

Il Romeo di Roma non è solo un hotel, ma una galleria d’arte che espone opere di artisti contemporanei, come Christian Leperino e Mario Schifano, e reperti archeologici romani tra cui la testa di Drusilla.
Gli spazi del cibo al Romeo Hotel di Roma

L’offerta gastronomica si sviluppa in più spazi. Il cortile interno di circa 1.000 metri quadri è un giardino che ricorda resort tropicali con la piscina contornata da isole food and drink. Il ristorante il Cortile offre un servizio di all-day dining all’interno e all’esterno, il bar è sempre aperto e non manca la griglia.


Il rooftop ospita invece la terrazza in collaborazione con Champagne Krug e qui i clienti dell’Hotel Romeo Roma possono consumare l’aperitivo con vista sui tetti della capitale.

Invece, nel Ristorante Alain Ducasse Roma una elegante sala ripercorre lo stile dell’hotel. Il colpo d’occhio ricade sulla cucina a vista, divisa solo da un bancone, che diventa il palcoscenico di un fine dining in diretta. Cosi come non passa inosservata la mise en place con posateria Jean Elyseè Puiforcat, l’argentiere francese più importante del periodo Art Dèco.

Il Ristorante Alain Ducasse Roma è guidato dal giovane toscano Iacopo Iualè. Forte di un percorso maturato in alcune delle più prestigiose cucine stellate d’Oltralpe, tra cui Le Louis XV a Monaco e Le Meurice a Parigi, nel cuore dell’universo Ducasse.
La cena stampa al ristorante Alain Ducasse a Roma

Ostrica scottata sulla griglia servita con una delicata granita agli agrumi di Sorrento. La texture unica conferita dalla cottura in griglia è compatta al contempo morbida e burrosa. Il morso è consistente e piacevole. Il contrasto caldo-freddo ha reso più intrigante l’assaggio. Le note aspre hanno lottato dignitosamente contro la dolcezza del mollusco.

In tavola sono serviti due tipi di pane, una pagnotta con una cottura iniziata in forno e finita in brace, che ha cosi rilasciato un gradevole profumo di carbone. Una fetta di pane di campagna a lievito madre con un mix di semi a dare croccantezza.
Il burro arriva a Roma da un caseificio biologico della provincia di Parma, La Villa, ed è scelto da Ducasse perché gli ricorda il burro francese. Sapore intenso aromatico che profuma di fieno e parmigiano insieme. L’olio è il siciliano Casanova di Agrigento, varietà piriccudara. Fruttato e delicato, ai sentori di mandorla.

Delicata gelatina di pesce di scoglio, granciporro e caviale Kristal. Un piatto di impronta Ducasse. La gelatina è realizzata con pesce di scoglio di piccola taglia e di varietà mista proveniente dal Mar Mediterraneo. Il granciporro è condito con finger lime, erba cipollina, rafano, pistilli di zafferano.
Il caviale Kristal utilizzato è una selezione dedicata allo chef Alain Ducasse, scelto per la sua eleganza, la finezza della grana e la purezza aromatica.

Carciofo mammola, cipollotto fresco e brodo di foglie essiccate. Il carciofo in più preparazioni. Alla base un pesto di cipollotto, gambi di carciofi sottolio con olio preparato con le foglie esterne. Adagiate sopra lamelle del cuore di carciofo cotto alla brace. In chiusura il brodo delle foglie di carciofo essiccate. Lo chef ha giocato su una verticalità di gusto che si sprigiona ad ogni piccolo passaggio dei vari elementi.
La pasta

Tajarin al burro d’alpeggio e lievito essiccato. Il tajarin è realizzato a mano e condito con il burro d’alpeggio. A fare la differenza in questo piatto del ristorante Ducasse a Roma, il lievito essiccato e tostato. Dalla consistenza friabile, sprigiona note aromatiche e una sapidità avvolgente. Va mischiato come fosse parmigiano. Un piatto che lascia un ricordo gustativo deciso.

Ravioli di funghi seitan ed erbe fresche. L’impasto vegano dei ravioli è realizzato con gelificazione degli amidi a ricordare la consistenza della pasta fresca. Nella farcia funghi selvatici e ragù di seitan fatto in casa. A chiudere un brodo funghi ed erbe spontanee. Sembra che qui lo chef sia uscito da una comfort zone. Il piatto per quanto presentato egregiamente manca di profondità di gusto e persiste un po’ troppo il sapore degli amidi.

Cernia, zucca e ricci di mare. La cernia del Mediterraneo è cotta al barbecue preservando succosità e morbidezza. Accompagnata da una salsa a base di zucca Napoli e ricci di mare della costa, è completata dagli agrumi di Sorrento che apportano freschezza e profumo. Adagiate sulla cernia, chips di zucca scottata. Un piatto che fa pensare alla Francia per la presenza importante della sua salsa con i ricci che bilanciano in sapidità e dolcezza naturale la ricetta.

Il dolce a Roma è il cioccolato della manufacture Alain Ducasse a Parigi con grano saraceno è crema al caffè. Il piatto che lo contiene è la stessa cabossa che contiene originariamente i semi di cacao. Lavorata nell’azienda di Ducasse è trasformata in contenitore per lasciare sprigionare tutti i profumi. Qui c’è la mousse, il gelato, una rosa al grano saraceno, una salsa calda al cioccolato e una delicata crema al caffè.

Tentazione finale, le madeleine sfornate al momento.
Quanto costa il Ristorante Alain Ducasse Roma
Due i menu degustazione previsti. Quello qui descritto è Aroma, 6 portate a 270 euro. Drusilla, invece, conta 9 portate e costa 305 euro.
È possibile ordinare alla carta portate dai due degustazione. 2 piatti più dessert costano 220 euro, mentre 3 portate più dessert hanno un prezzo di 250 euro.
Il Ristorante Alain Ducasse Roma. ROMEO Hotel Roma, Via di Ripetta, 246, 00186 Roma RM. Telefono: 06 4554 5000. Instagram




