Gio Gio’s, il ristorante di Raphael Duntoye di cui tutti parlano

Gio Gio’s è la novità del momento a Milano. Del momento quasi in tempo reale, visto che ha aperto l’8 aprile ed è già forte nel passaparola puntando già al caos della Design Week.
Molto grande – e ciononostante anche intimo – molto figo molto personale molto chic molto attraente e già molto fluido nel servizio, Gio Gio’s è creazione di Raphael Duntoye, chef e patron replicatore di format di successo in Francia, UK e USA, “già alla guida del celebre format La Petite Maison e in precedenza figura chiave dell’ iconico members’ club londinese The Arts Club”.
A Milano è approdato in via Caminadella, all’estremità Cucchi di Corso Genova, con una cucina che propone un Mediterraneo metropolitano. O meglio: un sorprendente Mediterraneo italiano e internazionale speziato.
Per darvi un’idea di Gio Gio’s

Ci sono 110-120 coperti, eppure non sembra, grazie a pareti che creano microambienti. I colori sono chiari e caldi. Ci sono hostess elegantissime che fluttuano per la sala come modelle e niente sfugge loro. C’è una spaziale spettacolare cucina a vista, del tutto inodore e chi ti chiede “Come stai oggi?”

C’è una clientela antropologicamente interessante e in apparenza altospendente. Alcuni sembrano usciti da Vogue, altri dalla serata degli Oscar, altri ancora da un reality show. E poi la famiglia con bambini educatissimi, le due sciure amiche, le tre ragazze che si guardano intorno. E le coppie come noi, critiche e curiose di questa nuova apertura.
C’è un menu che aiuta abbastanza a scegliere, perché chiaramente suddiviso in una selection che agevola gli indecisi e poi antipasti freddi e caldi – moltissimi di pesce – e pasta, pesce, carni, contorni e dessert. I piatti sono fatti al momento, ci avvertono. Eppure l’attesa è ben gestita.

E ci sono un head sommelier come Michele Lax, estroso, assistito dal siciliano Roberto e un bar manager come Michele Quarta per chi ama i pairing piatto-cocktail con una drink list di almeno 10 creazioni esclusive e tutti i classici che ça va sans dire.
La nostra cena stampa da Gio Gio’s Milan

Mentre nei nostri calici arriva un Metodo Classico dell’Oltrepò pavese firmato Monsupello, l’amuse-bouche è doppio: guacamole con platano fritto e cruditées miste con una salsa fredda ispirata ai sapori della bagna cauda.

Non il cestino, ma un sacchetto di pane a pagnotta fatto in casa e focaccia alta e molto soffice, cosparsa di Parmigiano.

Antipasti: ordiniamo Crema di fagioli bianchi (9 €), deliziosamente speziata e con fagioli giganti disposti a petali di un fiore, la caratterizza olio all’aglio.

Condividiamo anche la Ricciola con dressing agli agrumi (24 €). Nei calici, Etna bianco Palmento Costanzo. Bell’accostamento.
Polpo o anatra?

Con il passaggio successivo, seguiamo da Gio Gio’s i gusti personali: per me, Insalata tiepida di polpo (26 €). È tagliato finissimo, la patata molto morbida, ricca di toni speziati e agrumati, accesa dall’erba cipollina e dalla paprika. C’è un sentore affumicato che mi sorprende. Ero abituata a polpo e patate più semplici e questo upgrade mi fa gioire. Nel calice, una sorpresa e un amore: Derthona 2023 cantina Sordo. Derthona è il nome con cui dobbiamo abituarci a chiamare il vino da vitigno Timorasso.

Il commensale carnivoro prende la sontuosa Anatra confit con cavolo cappuccio (34 €) il taglio è coscia e sovracoscia – e il pairing è un Lagrein Franz Haas del 2023 che lo compiace e lo soddisfa.

Gli resta il desiderio di dessert, per cui Eton Mess dove trionfano fragole, passion fruit e lastre di meringa bianca.
Conclusione? Non ancora. Arriva un bell’esempio di mixOILogy.
Olive Fashioned

La mixOILogy, parole che fonde mixology e OIL, è l’arte del bere miscelato che contempla l’utilizzo di olio EVO tra gli ingredienti di cocktail sia alcolici che analcolici. Olive Fashioned è la proposta di Michele Quarta. Non è altro che un twist dell’Old Fashioned realizzato con la tecnica del fat washing, valorizza il Bourbon e un olio EVO blend Mediterraneo dal Salento. L’olio non si vede – forse si intuisce dalla lieve opacità del bicchiere – ma dona il suo sentore alla miscela. Piacevolmente.
Quanto costa mangiare da Gio Gio’s?

Aperto a pranzo e cena dal martedì al sabato, Gio Gio’s viaggia almeno sui 60 in su € prendendo un antipasto, un primo un secondo, vini esclusi. I cocktail, come i dessert sono intorno ai 15 €. Ma è l’atmosfera che fa stare bene.
Gio Gio’s. VVia Caminadella, 7, 20123 Milano MI. Tel. +39 02 8074 0100. Instagram
[Immagini: iPhone di Daniela; interni bancone e cucina ph. Marmo]




