Ormai a Roma non siamo nuovi a locali dal format particolare che aprono in sordina, vedono come vanno le cose, aggiustano il tiro e poi via alle fanfare per il gran debutto.

E’ così per Sheket, il risto-club di via delle Botteghe Oscure 33, nato negli spazi che ospitavano il Le Bain, per molti anni tra i più noti e frequentati locali del centro di Roma.

Dopo un’apertura di qualche mese a primavera, quasi altrettanti di chiusura e i correttivi del caso, giovedì 6 dicembre ha finalmente ufficializzato formula, staff e contenuti.

I proprietari sono Izhak Nemni, patron di Baccano e La Zanzara, e Riccardo Sargeni e Gianluca Sette (Cohouse Pigneto, Terrazza di San Pancrazio e Vodoo Bar) che qui si occupano della direzione artistica e pr,  tutti nomi affatto nuovi sulla scena della ristorazione e della mixologia romana, per cui quando mi è stato annunciato che più che un locale Sheket vuole essere (cito) “un’esperienza” mi sono incuriosita abbastanza.

L’impatto è voluttuoso, con tessuti morbidi, imbottiture anche alle pareti, toni caldi, luci basse e soffuse. L’interior design si ispira alle atmosfere tra l’onirico e il retro del regista Wes Anderson, con richiami anche agli speakeasy di inizio Novecento. Andate a vedere la Deejay Set Toilet al piano rialzato, un boudoir che fa da anticamera alle “ritirate” per signori e signore con tanto di console e deejay dedicato. Oppure al Selfie Restroom, dalle ceramiche nere e specchi pensato per scattarsi i selfie piu glamour.

Quello che  – volutamente – spicca è il bancone della sala grande, luminosissimo, probabilmente l’unico vero punto luce determinante dell’ambiente, ricchissimo di distillati provenienti da ogni paese del mondo, ma con un focus particolare sui whisky che arrivano da Scozia, Stati Uniti e Giappone.

Sheket è cocktail bar, ristorante e music club, una formula che si accende per un aperitivo tardivo, che parte dalle 19.30 – 20.00 in poi, prosegue per cena e continua con l’after dinner, fatto di musica, dj set e musica black dal vivo declinate in varie serate tematiche durante la settimana, e i cocktail ideati dal capobarman Matteo Dedde e affidati a una nutrita squadra di bartender.

A capo dell’offerta gastronomica, poi, c’è Marco Milani, che cura anche la cucina del Baccano e La Zanzara, entrambi molto amati sia dal pubblico romano ma dai molti turisti italiani e stranieri che gravitano attorno ai Musei Vaticani e Fontana di Trevi.

La formula che chef Milani ha adottato per lo Sheket si ispira alla cucina esotica più che asiatica, nel senso che non mancano certo uramaki, rolls, tempure ma nemmeno piatti da churrascheria, spiedini, chevice e tartare. Non mancano nemmeno le ostriche, che nei locali di Marco Milani sono una certezza.

Il menu si divide in Appetizer, Raw, Main course e Dessert, e non comprende né pane né pasta, per ragioni da un lato stilistiche ma anche un po’ logistiche, visto che la cucina ha un orario molto lungo, resta aperta fino a mezzanotte, e il picco di lavoro si prevede comunque dopo le 22:00.

La flessibilità che è richiesta a una cucina che serve circa 100 coperti al tavolo, oltre aperitivi e after dinner, si esprime innanzitutto con i roll, che in questo caso sono di salmone in tempura e filadelfia, con salsa teriyaki e kataifi croccante, li trovate tra i Raw a 16 .

Patata dolce, tartare di tonno, avocado, peperoncino Rocoto e fiocchi di alga Nori per il Causa Nikkei, tra gli Appetizers a 10 €.

Tra i Main Course, non mancano guao bao farciti con pancia di maiale o pastrami di tonno, e nemmeno i gyoza sheket style, come questi dim sum ripieni di carne di maiale, accompagnati da una salsa a base di soia, jalapeno e zenzero (10 €)

Carne e pesce sono proposti anche in versione grill e spiedo, dai churrasco di agnello (16 €) alla picana di Wagyu (18 €) o anche semplici – ma molto gustosi – spiedini di pollo Yakitori, con porro, peperoncino shishito, jalapeno e lime (10 ).

Anche la carta dei dessert si sviluppa con proposte a bocconcini, come nel caso di tart e cheese cake proposte in versioni diverse (tra i 7 e gli 8 €)

O con il cioccolato in varie consistenze della Cocoa Coimbra cake con gelatina di mango (8 €)

O direttamente in monoporzione come nel caso del tiramisu Sheket, con base classica di biscotto bagnato al caffè, crema al mascarpone e crumble al tè matcha (8 €).

E’ previsto anche un menu degustazione, con sei portate a scelta dello chef, che variano a seconda della materia prima (solo freschi), e costa 65 €, come sempre bevande escluse.

Ad accompagnare piattini e pietanze, una nutrita carta dei cocktail che si dividono in Pre dinner, Anytime e our classic, a seconda del momento e dell’opportunità o meno dell’abbinamento con il cibo, e comprendono una ventina di proposte originali, tra rivisitazioni e signature, tra cui lo Shinano, a base di sakè e lemon grass; io comunque ho apprezzato anche il classico ma ottimo Pisco Sour. I prezzi dei cocktail variano tra i 15 e i 18 €.

Aperto dal mercoledì alla domenica, Sheket  lusinga con l’aperitivo e seduce con le atmosfere soft, la convivialità che nasce dal condividere i piatti tra amici e commensali e una colonna sonora ricercata. Cosa chiedere di più a una bella serata?

Sheket. Via delle Botteghe Oscure 33. Roma. Tel. +39 349 37 09 115