Un marziano a Roma/49 Vieni a vedere quanto è buono il Caffè Propaganda

Volevo prendere la metro al Colosseo e mi sono trovato a Parigi. Qwerty fa casino quando non è a bordo del suo disco volante e decide di confondersi con la folla (lui che è verde, sigh…) per diventare come uno di noi. Terrestre. Scusa non ho capito, sei andato a scuola di neutrini con i tunnel impossibili? Sono qui vicino alla fermata del Colosseo e sono entrato in un caffè per comprare il biglietto. Solo che sono a Parigi, riconosco il metrò, per mille comete! Ti mando un’istantanea.

Urca il Caffè Propaganda ha aperto sul serio con l’orario mezzogiorno 2 di notte dopo l’inaugurazione che ha bloccato mezza via Claudia. Ti raggiungo in un battibaleno. Bene, qui non ci sono i biglietti della metropolitana, ma i maritozzi sì! E anche i macarons, te lo dicevo che siamo a Parigi! E la coda alla vaccinara. Oddio, sul giornale è finito Arcangelo Dandini. Ma non è in prima pagina, per fortuna.

Il mainstream incasinato di Qwerty che scrive con il suo flusso di coscienza è inarrestabile. Ma sul giornale Dandini c’è finito. Insieme a Betmon, lo chef pasticciere. Solo che è il menu del Caffè Propaganda pensato come un giornale da portare via. Quattro facciate che raccontano la filosofia e preannunciano l’attacco alle consuetudini alimentari: mangia quando vuoi e osa la commistione degli stili con la cucina del territorio dell’oste romano e i sandwich quasi parigini del pasticciere che fa incursioni nel salato. Uno strumento di marketing che potrebbe sembrare sorpassato dal web 2.0. Ma l’iPad al tavolo non sarebbe stato meglio, forse il numero di telefono sì 😉 .

Attira la formula e la novità se è vero che in un battibaleno, oltre a Mario che è estimatore della pasticceria betmoniana, la sala si riempie di crtici, guidaroli, bloggaroli e macchine fotografiche. Ma come, non doveva essere un locale destinato allo struscio del popolo della notte? La bella coreografia che rieccheggia i caffè della ville lumière è palcoscenico che i malati di food porn sembrano apprezzare. Non fosse altro che possono distogliere l’obiettivo per qualche secondo dal piatto e ammirare immortalare lampadari e piastrelle diamantate.

Ok, vediamo se riusciamo a incrociare al meglio le proposte del menu il cui layout prevede inserzioni pubblicitarie in cui scegliere. Vino. Tutti naturali e prendiamo un verdicchio Vigne delle Oche (ma ci sarebbe anche un verdicchio de La Distesa). E iniziamo a scorrere il menu.

La vellutata di cavolfiore con crostini di pane speziato, pesto e primo sale è un’entrée che riporta alla mente certi trascorsi parigini da bistrot. Gusto semplice e solido. Profumo gradevolissimo, aggiunge Mario.

Pasta burro e alici. Gli spaghettoni di Benedetto Cavalieri sono uno dei cavalli di battaglia di Arcangelo Dandini nell’osteria oltretevere. Le recenti influenze della Costiera Amalfitana hanno dato una svolta con il supplizio alle alici (anche in carta al Propaganda) e questa pasta molto in tema bistronomia. Cottura al chiodo e solo un attimo di cremosità in più per il piatto che potrebbe salire nella top ten del locale insieme all’hamburger Propaganda (sfacciatamente esaltato da Alfonso Isinelli allocato in altro tavolo gastrofighetto).

Trippa alla romana. Un classico dell’Arcangelo riproposto pari pari con una eccessiva sugosità che non ha esaltato nemmeno il mio vicino di banco. In Francia lo vedresti come piatto unico per un pranzo veloce da lavoro. In carta è segnato come piatto del giorno del sabato.

Ma non è paura di osare. Basta guardare il piatto del giorno del mercoledì. Coda alla vaccinara. La brigata di Arcangelo alza subito lo score con un piatto tanto equilibrato e furbo che ad occhi bendati dichiareresti uscito direttamente dalla cucina di Via Belli.

I carciofi in tre tempi. Giudia, romana, crudi. L’avventore aggiunto, Massimiliano Sepe, li prende e certifica la buona riuscita del piatto di verdure.

Entriamo in zona Betmon. E lo facciamo con un ultimo passaggio nel salato. Dopo aver visto le ola per l’hamburger Propaganda, scegliamo un sandwich: il Macellaio, pan brioche alle noci, roastbeef, insalata, pomodoro, cipolla bianca cruda, salsa pomodoro e rosmarino con accompagnamento di patata fritta. Un piatto da Tour Eiffel piuttosto che da Colosseo. La preponderanza dei légumes, della verdura, è nelle corde transalpine. Il tutto freddo esalta gli ingredienti.

Macaron. Potevamo mai andare nel nuovo regno della pasticceria francese a Roma e non prendere un assaggio dei pasticcini di meringa che stanno facendo impazzire legioni di foodblogger lungo tutto lo stivale? Certo che no. Quelli di Stephane sono giustamente morbidi ed equamente croccanti lì dove serve, in crosta. Vanno giù pericolosamente bene. Il cioccolato tartufo amaro e il fragole e fiori di papavero da non mancare. Unico appunto sul prezzo: “6 a vostra scelta a € 12” oppure “al pezzo € 2”. Dov’è la promozione? 😉

Creme Caramel profumato ai fiori di gelsomino. Il mio commensale apprezza la consistenza, giustamente. Io aggiungo la nota acida che conferisce una bella spinta.

Tiramisù scomposto. La crema di mascarpone, il savoiardo fatto in casa e il caffè espresso caldo viaggiano separati. Divertente ma io non punterei su questo dolce (e vedrai che finisce nei top ten).

Il soufflè di cioccolato coeur de ganaya 80%, salsa cioccolato e fava di tonka rende ben chiaro cosa voglia dire per Stephane il concetto di dolce al piatto. E’ una vera e propria portata che diventa più di un intermezzo goloso accompagnato da una bevanda. Consistenze millimetriche e gioco optical anni ’70.

Un’ottima partenza, insomma. Lascerei per un attimo da parte il dubbio che molti gastrofanatici sollevano e cioè se una macchina che ha bisogno di numeri rilevanti possa coniugare stabilmente ad essi la qualità. La macchina ancora da rodare è stata sistemata per correre e l’entusiasmo della brigata sembra un buon viatico.

Difetti di gioventù ce ne sono (i tempi tra portate e tavoli hanno bisogno di una bella registrata), ma Caffè Propaganda potrebbe diventare il riferimento gastro cool della Capitale sbaragliando anche Settembrini per via di un più attento studio degli interni (la sola tonalità delle sedute in pelle è leggermente fuori scala, ma attendiamo un po’ di vissuto). La cortesia è di casa tra queste mura ed è un bonus che anche i più distratti apprezzeranno.

Mi sbilancio anche con il voto. Anche perchè penso che al Propaganda ci ritornerò presto.

Caffè Propaganda. Via Claudia, 16. Roma

 (Big Picture: le foto possono essere ingrandite cliccando sull’immagine preferita. Si attiva anche la galleria con le freccette)



venerdì, 25 novembre 2011 | ore 12:15

19 commenti su “Un marziano a Roma/49 Vieni a vedere quanto è buono il Caffè Propaganda

  1. Arcangelo mi sembra all’attacco con la solita sapienza. Mi viene un dubbio, e concordo con lo scritto. per il prezzo del macaron da ristorante: 2 al pezzo nun se pò sentì!
    Ad majora!

  2. Confermo le impressioni. Gran bel locale, piatti già convincenti. E temo che senza prenotare non si riuscirà a mangiare

    Ottimi gli spaghetti burro e alici, così così la cacio e pepe, grande trippa, grande hamburger, dolci con qualcosa di speciale (creme caramel e zuppa inglese, il tiramisù solo buonino). Carta dei vini un po’ troppo corta per i miei gusti, con la pecca dell’assenza assoluta di Champagne, e bollicine di un’unica, solo discreta, cantina di Franciacorta. Ma con grande e meritoria attenzione ai vini naturali

    Punti negativi: Arcangelo Dandini che intralcia in cucina il lavoro dei cuochi 😀 e la grande presenza di gastrofighetti, che sbucavano da ogni pizzo 😀

  3. Io ci sono stato ieri sera con tre amici non gastrofighetti.

    Eperienza positiva, abbiamo mangiato decisamente bene e il locale è bello davvero. Che il servizio abbia dei problemi a quattro giorni dall’apertura, confermo che li ha, mi sembra più che scusabile. Due note stonate da correggere al più presto e una che si correggerà da sola con il tempo.
    – La musica è alta e non adeguata tipologicamente ad un posto in cui si mangia, ma più adatta ad un locale da aperitivo o per un dopo cena. differenziare la musica tra zona bancone e zona cena potrebbe essere una scelta apprezzabile.
    -La sala ristorante è confusionaria il locale ha dei soffitti altissimi e si sente molto il vociare. insonorizzare costa un’enormità, trucchetti come abbassare un po’ le luci funzionano e non costano niente.
    -eccesso di permissivismo nei confronti degli amici e degli amici degli amici.

    La carta dei vini è molto limitata forse un po’ troppo, la parte naturale interessante l’altra insignificante, ma ha aperto da meno di una settimana e una carta dei vini non si fa in così poco tempo.

    Ci tornerò, a breve a pranzo e presto per l’aperitivo per la cena aspetto un po’.

  4. provato e condivido i giudizi di Scuteri.. quelli positivi 😀 scherzi a parte, ottimo anche per una pausa dolce il pomeriggio: ho preso un te’ gelsomino e mandarino eccellente, accompagnato da piccola pasticceria, buona veramente

  5. ci sono andata a cena giovedi sera..il locale è carino,si..ma, come è stato già detto..la musica è troppo alta e mentre si cena è difficile conversare.le sedute…le ho trovate un pò scomode ma, per carità..siamo in un bistrot!
    ho mangiato il tris di carciofi,una buona carbonara ma….il tiramisu..il tiramisu non mi è affatto piaciuto ma non per il fatto che fosse scomposto…non aveva nulla di apprezzabile!io però..più che essere circondata da gastrofighetti ho avuto l’impressione di essere circondata da vip, attori e…aspiranti attori che, foooorse, facevano da corredo al locale!non so se ci ritornerò….

  6. Ci sono stato ieri a pranzo. Il locale mi è sembrato molto bello e finalmente non “romano”, però ho alcune perplessità, che non riguardano gli avventori o la musica (Polemiche noiose) ma il core business: perché la birra Moretti alla spina? Tanta attenzione per i vini naturali e poi una birra da supermercato? Ho assaggiato il tanto decantato hamburger, non ci siamo! Il pane ammassato e molto (troppo) dolce, la carne era carbonizzata esternamente, la cipolla era bruta e la salsa dolcissima… E le patate che lo accompagnavano erano stanche… Non ci siamo, ci tornerò sicuramente. Ma quell’ Hamburger…

  7. Sono stato ieri sera cosa dire…favoloso!!
    Inoltre il miglior cocktail martini della città..senza dubbio.
    A mio avviso questo locale è straordinario, d’altronde occorre prenotare per tempo visto che in molti se ne sono accorti.
    Giovani e meno giovani, belle ragazze e amici fanno da cornice a questa brasserie romana.
    Raccomandato se oltre a mangiare bene vi piace divertirvi.

  8. Mi viene da scusarmi, se mi inserisco nei commenti a questo articolo, perchè sono sempre stato un lettore di scattidigusto silente, appartato. E anche quando non mi trovavo perfettamente in linea con ciò che leggevo, cercavo di comprenderne le diversità sperando di capire e saperne di più .
    Su Caffè Propaganda pero’ non resisto. Sono stato a cena la settimana prima di capodanno. Il servizio è tremendo, simpatico in maniera artefatta e mai attento al cliente. La scenografica sala sembra bella, ma osservata meglio ha dettagli raccapriccianti, e sembra parigi come potrebbe essere pensata da un decoratore per un locale d Disneyland.
    Il peggio, pero’, e’ proprio il cibo. I carciofi erano freddi, mollicci, di frettolosa e distratta cottura. La pasta mal amalgamata, le polpette tristemente adagiate in un piatto senza un gran sugo, l’hamburger rinsecchito, bruciato, tra due fette di pane di cattiva qualità , con poco condimento, una cipolla acidognola, ed una triste fetta di insalata che penzolava fuori , ed intorno quattro patate. L’unica cosa apprezzabile i macaron. Per tutto questo trenta euro, ed una discreta rabbia. Non vorrei che il redatorre sia stato trattato meglio perchè riconosciuto .

  9. ( a seguito di piccola riflessione, mi vien da aggiungere : forse lo chef era malato, perchè la cena a me servita era raccapricciante e totalmente opposta a quello che leggo qui. )

  10. Ieri eravamo da quelle parti e ci siamo affacciati per vedere se fossimo

    riusciti ad avere un tavolo per quattro… era tutto pieno ma sono stati

    molto gentili e ci hanno trovato una sistemazione “giovane” sui tavoli

    alti con gli sgabelli e, siccome siamo “giovani”, ci siamo accomodati.

    Sono stati molto gentili anche quando, dopo parecchio, abbiamo chiesto

    notizie del nostro antipasto che non arrivava: prontamente si sono

    adoperati per portarcelo scusandosi del disguido. Ma passiamo alle note

    culinarie in senso stretto: abbiamo ordinato due cannelloni, un pollo ai

    peperoni, una gricia con carciofi e l’antipasto ritardatario. La gricia

    era buona, cotta come vuole Arcangelo, il pollo, però, completamente

    slegato dal sugo ai peperoni e insipido, sicuramente deve essersi

    incontrato in ritardo con i peperoni e non hanno avuto tempo per

    socializzare… ma passiamo ai dolci: ordiniamo tre creme brulée alla

    nocciola e dopo poco arriva il cameriere con Stephane Betmon in persona

    (molto apprezzabile) a scusarsi perché nel frattempo erano rimaste solo

    due creme brulée e a proporci di sostituirne una con un altro dolce…

    lo facciamo e prendiamo la torta tiepida al cioccolato con vaniglia:

    eccellenti tutti e tre i desserts. In conclusione, quindi, i dolci

    meritano la visita ma il resto non ci è parso all’altezza, il servizio

    ha parecchie lacune e visto il posto che fa molto ancien regime ci

    saremmo aspettati l’esperienza tipica di un locale consolidato. Per la

    cronaca, anche noi abbiamo concluso portandoci via la scatola da 12

    macarons senza pensare, però, che potesse esserci una promozione rispetto

    alla confezione da 6!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

This blog is kept spam free by WP-SpamFree.