Pizza. 5 ottimi motivi per andare subito da Francesco Martucci che apre una nuova pizzeria

Un vento inarrestabile si è alzato dalla provincia della pizza napoletana o almeno così era considerata Caserta fino a qualche tempo fa.

Francesco Martucci, esponente di spicco della nouvelle vague della pizza, quella a #canotto che ha i suoi profeti e i suoi ministri che officiano il rito misterioso dell’insufflamento esagerato del cornicione, chiude la pizzeria che lo ha reso famoso: I Masanielli.

Nulla di cui disperarsi: la notizia era già nell’aria complice un messaggio sulla bacheca di Facebook lanciata dall’agenzia di comunicazione del pizzaiolo che ha spostato l’interesse sulla città della Reggia teatro dello scontro tra gli insurrezionisti della pizza classica younghiana e i neo-borbonici della pizza di tradizione.

Fedele alla dichiarazione di non lasciare Caserta, si sposta di un paio di chilometri per installare la sua nuova pizzeria più vicino al monumento simbolo di Caserta, in via Appia 6, praticamente a lato della chef stellata Rosanna Marziale e dal ristorante Le Colonne. I numeri li vedete: si passa da un locale piuttosto sacrificato a uno spazio ampio con un dehors per la bella stagione.

Ben tre i forni a disposizione contro l’unico attualmente in funzione che tra l’altro non è nemmeno a vista come è d’uso nella quasi totalità delle pizzerie. Una soluzione che il pizzaiolo sta ancora valutando per dare ulteriore spinta ai 500 metri quadri di cui dispone l’edificio che ospitava un supermercato.

In attesa della nuova apertura che promette di regalare ben più ampi spazi e vetrate alla pizza tra le più celebrate ed osannate del momento, è il caso di mettersi in fila davanti alla pizzeria I Masanielli di Caserta (ma fatevene una ragione, per mangiare una buona pizza sempre la fila dovrete fare)?

Le ragioni del sì vanno oltre i motivi affettivi che avevano spinto il trentottenne Francesco Martucci ad affiggere l’insegna che si richiama alla vivacità sua e del fratello Sasà. Se scomparirà il nome, l’artigiano resterà sempre quello solido e sornione che abbiamo conosciuto qualche tempo fa in un tour del casertano alla ricerca di nuovi talenti.

La geografia della pizza, come detto, ci conferma che qui troverete un canotto. Siamo dunque in area napoletana liberal come annuncia il pizzaiolo nero su bianco in apertura della carta delle pizze: “Lo stile è quello classico della pizza napoletana al quale abbiamo affiancato lunghi tempi di lievitazione e maturazione per riuscire a raggiungere una estrema leggerezza e digeribilità”.

La ricetta è segreta. Più che le farine, in questo caso contano idratazione e procedimento. La nuvola gassosa che sarà stesa ha dentro una percentuale elevata di manualità soprattutto per sfidare le leggi della fisica quando l’acqua raggiunge valori da capogiro, tra l’80 e l’85%.

E poi ovviamente ci sono i prodotti di farcitura con un occhio di attenzione al territorio. “Per noi fare rete con il territorio di appartenenza, il casertano, è una missione che perseguiamo sostenendo le aziende artigiane che fanno alta qualità e difendono l’identità dei luoghi”.

Ne esce una nutrita lista di Amici produttori che pesca da tutto il circondario senza escludere presenze delle altre province come pomodori del salernitano, formaggi di Eboli, carni beneventane e avellinesi o nazionali come anche salumi toscani.

La dispensa del perfetto appassionato, insomma.

Se queste sono le premesse, c’è solo da aggiungere qual è il risultato, che come spesso ripeto, premia il procedimento e i trucchi del mestiere: molto elevato. Siamo in zona top, olimpo, podio, wow. Mettetela come vi pare, ma il viaggio vale la spesa anche se partite da ben più lontano di una delle province campane.

Per farvi mettere in macchina, ecco il riassunto di una serata tipo alla pizzeria I Masanielli e dei 5 ottimi motivi per girare la chiave di avviamento.

Si parte con le immancabili frittatine che, ci spiegano, sono fatte con la besciamella realizzata a partire dal latte Nobile. Belle cremose, con una punta di aggiunta della pasta a maggiore rilascio di amido. Goduria burrosa.

Scegliamo un percorso a degustazione, nel senso che condividiamo una pizza per volta.

Lo start non può che darlo una (1) Margherita con bufala. Partiamo subito alti. Abbiamo indicato le pizze che vorremmo assaggiare, ma non la sequenza.

Martucci disegna il percorso con una (2) pomodorini e burrata, fresca e quasi dolce.

La virata sulla tradizione è commovente: la (3) Genovese con le cipolle ramate di Montoro e conciato romano è in perfetto equilibrio di sapori.

Arriva una pizza con i (4) carciofi violetti di Castellammare che ben si sposano al salume e alla provola.

Chiude in maniera spettacolare la (5) Riccia di Mamma con scarola riccia dell’orto biologico di Imma Migliaccio, pomodorini del piennolo, olive caiazzane, capperi di Salina, alici di Cetara e burrata di bufala. Qui è wow!

Ecco i 5 motivi. Siete già in auto?

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I Masanielli. Viale Abramo Lincoln 27. Caserta. Tel. +39 0823.1540786



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