Pizza. I dieci errori dei milanesi sulla cosacca spariscono a via Orseolo

pizza cosacca

A Milano non sanno che cos’è la (pizza) cosacca.

“Ciao amore! Stasera andiamo a mangiare una pizza con la Dada, il Came, Pedro e la Tati?”
“Ci sta, dove?”
“Ho proposto Anema e Cozze di Via Orseolo perché se glielo chiedi ti fanno la cosacca”
“Ma Leti sei impazzita? È pesantissima!”

I dieci errori dei milanesi sul tema della pizza cosacca:

  1. La cosacca ha l’impasto con patate, salsa acida, rape e qualche tipo di radice verde amara tipo cicoria e poi con la carne. Non mi ricordo se l’anatra, la renna o lo gnu.
  2. Ah sì, è quella con tonno e vodka, come il panino cosacco.
  3. Buonissima, l’insalata russa ci sta bene sulla cosacca! O è forse quella dolce con lo zucchero a velo?
  4. Ha fatto bene ad inserire la cosacca perché il cavolo è di stagione. Non è quella con patate e cavolo?
  5. Da quel che ne so io la cosacca puoi farla con tanti ingredienti, l’importante è mettere la vodka nell’impasto e il cappello in testa.
  6. Non mi piace la cosacca perché ci sono i sottaceti. Ah no aspetta, è quella con le polpette?
  7. Perfetta, con il cavolo rosso no? Però dovrebbero aggiungerci qualche altro ingrediente perché solo il cavolo dopo un po’ stanca.
  8. Adoro la cosacca, l’unico problema è che mi rimane un po’ pesante con taleggio, fontina e salsiccia.
  9. Ma ti sei mai chiesta come fanno a fare la cosacca sempre con i funghi freschi e il tartufo se quest’anno funghi e tartufi non ce ne sono?!
  10. Ahahaha, ma come fai a mangiarti una pizza con fagioli piccanti, mais e peperoni?

luigi-capuano

Per fortuna che chi in via Solari a Milano, come Luigi Capuano, fa un po’ di alfabetizzazione sulla pizza napoletana, che è qualcosa di più di un impasto di acqua e farina cotto al forno con pomodoro.

È un fatto di cultura universale, un valore simbolico: alimento, simbolo, vita.

A Napoli la pizza ti prende in consegna alla nascita e ti accompagna per tutta la vita, anche se te ne sali ngopp a Milano, come Luigi e la sua famiglia.

Ad un certo punto, però, non è più sufficiente mangiare la pizza: diventa necessario ripercorrerne la storia, le vicende, le memorie quotidiane e collettive. E la famiglia Capuano è un po’ il simbolo di tutto questo a Milano, fautori di una tramissione non solo più solo pratica e gastronomica, ma anche e soprattutto orale e culturale. Della pizza, di un carattere, di una città che sarà anche tenebra, ma che è sempre luce.

Quindi questa cosacca? Milanesi state senz’ pensier’: dopo avervi già decostruito la difficoltà nel mangiare la pizza fritta di Gino Sorbillo che ha anche insegnato al sindaco di Napoli come fare la pizza a casa e ha dimostrato che la pizza napoletana a Milano è un successo, questa cosacca non è che una semplice marinara con pomodoro e origano, olio e aglio, con in più una leggera spolverata di pecorino romano.

pesce

Sempre in merito a leggerezza e digeribilità, ricordate che Luigi propone anche innumerevoli altri piatti di pesce fresco: dal riso venere alla pescatore con zafferano alle zuppe di frutti di mare, da primi e secondi piatti col pescato del giorno a innumerevoli friselle e insalatone a piacere.

I cosacchi, in fondo, erano gente semplice, un po’ come i napoletani.

Anema e Cozze. Via Pietro Orseolo, 1. Tel. +39 0236576140

[Immagini: Scatti di Gusto, Giulia Ubaldi, Io e Margherita, Facebook]



martedì, 4 luglio 2017 | ore 9:50

2 commenti su “Pizza. I dieci errori dei milanesi sulla cosacca spariscono a via Orseolo

  1. Non sono sicuro che i milanesi si facciano domande del genere – certo che ci si chiede se nella cosacca ci sia, che so, della vodka, ma per il resto… ovvero, si capisce l’intento umoristico, e se ne poteva fare un pezzo gustoso. Ma i milanesi non c’entrano – in media, ne sanno abbastanza.
    Mentre il discorso di fondo su storia tradizione cultura gastronomica avrebbe avuto ben altro peso se ci fosse stato spiegato perché questa pizza si chiama cosacca, e non bielorussa o ucraina.

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