pizza fritta Gino Sorbillo Milano

Gira voce che la neonata pizzeria “Antica Pizza Fritta da zia Esterina” aperta da Gino Sorbillo a Milano sarà un flop.

A darne il triste “pre-annuncio” è il Sole24ore, che spiega la posizione in un articolo di Vittorio Blum articolato in tre punti che vi riassumo.

pizza fritta Milano

1. Perché “Pizza fritta” non appartiene e non rappresenta la milanesità in quanto è una pizza (cibo non propriamente meneghino) ed è fritta, incubo degli abitanti della città della moda.

2. Perché “a Milano non siamo abituati a circolare con un arnese in mano lungo una banana e mezza” e “se lo addenti schizza molecolarmente a raggera”

3. “Perché poco allevia quel vassoio da 24 paste su cui te la poggiano avvolta da 15 centimetri di carta alimentare” in sostanza, come già anticipato nel punto 2, se la mangi ti sporchi lo stesso.

pizza fritta con polpette

Ora vi spieghiamo perché secondo noi la pizza fritta di Gino Sorbillo sarà il solito successo.

1. Milano è una delle principali mete dei “meridionali fuori sede” che tanto aprezzano – e agognano – i sapori che ricordano casa. E il profumo della pasta di pizza che frigge nell’olio bollente e del pomodoro, la ricotta e cicoli che s’infrangono nelle fauci e sulle camicie li richiameranno come fiori per le api.

2. Della milanesità fanno parte anche le pause pranzo sempre più brevi e la possibilità di mangiare unendo gusto, rapidità e poca spesa a pochi passi dal Duomo non è da tutti. O forse la pizza fritta non è diretta alla milanesità dura e pura.

3.Se poi il problema è solo una questione di approccio ad un cibo alieno, allora non temete che ve lo spiega anche Enzo Piccirillo de la Masardona. Si taglia il pezzo superiore e lo mangi. Il vapore esce e con due mani dai una spinta al ripieno. Come affiora, dai un morso delicato. Un’operazione semplice anche se a onor del vero il nostro Emanuele Bonati ha avuto problemi a relazionarsi con la pizza fritta.

Ma siamo pronti a scommettere che i milanesi impareranno presto a mangiare la pizza fritta quasi come fosse un calippo.

E per l’estate che incombe non temete: Gino Sorbillo ha già in mente il ripieno che farà felice i milanesi come se avessero in mano un cono gelato.

Fila pizza fritta Gino Sorbillo

E poi, scusate, tutti questi milanesi in fila stanno andando a un funerale o aspettano il loro turno per schizzasi di ricotta?

6 Commenti

  1. 1
    Sinceramente no so chi sia Vittorio Blum.
    Conosco benissimo un altro Milanese che scrive di cibo a Milano:
    l’inimitabile … V.M.Visintin…
    al primo posto nella stima personale verso chi fa recensioni per lavoro:
    il più onesto…il più CREDIBILE…per me.
    2
    Per correttezza dovrei fare una breve ricerca sul web ma, soprattutto,
    leggermi il testo originale di Blum su cui viene costruito l’articolo.
    .
    Questo secondo punto è rilevante:
    da antico e…attento… lettore di food blog
    (molti lettori sono per un mordi e fuggi superficiale dei food blog)
    mi son fatto questa CONVINZIONE:
    i food blog…spesso…ALTERANO la Realtà.
    (in questo caso “potrbbe” essere l’articolo di Blum)
    Ma questa volta dico sinteticamente la mia ipotizzando che il post riporti esattamente le posizioni di Blum.
    .
    E allora dico che non mi convince molto Blum.
    (Se il dibattito si sviluppa approfondirò)
    .
    .
    Sorbillo e MILANO.
    .
    Io penso che il vero problema di Sorbillo a Milano non sia…il FITTO…
    ma la sua PIZZA NAPOLETANA.
    Che ha luci ed ombre.
    (ma anche su questo punto ne riparliamo)

  2. Facciamo un pò di chiarezza,avendo una certa età ed una certa origine vorrei chiarire un pò di cose,anche esulando dal tema al solo scopo informativo.Innanzitutto esistono diverse interpretazioni della pizza fritta andando alle origini.La pizza fritta veniva preparato da massaie che preparavano in casa(i bassi)l’ impasto la sera prima ed il giorno eiccessivo,in genere nei vicoli,caccivano fuori la “fornacella” con la friggitrice e preparavano le pizze fritte con ciccioli e ricotta(avete presente la Loren nell’oro di Napoli esattamente così.Ed ancr oggi in qualche vicolo c’è la signora che “caccia la fornacella”e le prepara.Le pizzerie storiche(a Port’alba,tribunali,pignasecca,porta capuana, lavinaio)insieme alle pizze al portafoglio da passeggio,anche quelle sporcano!,vendono tutt’ora pisse fritte,molte volte cotte in precedenza ,giocoforza un pò moscie e non troppo guarnite che hanno sfamato migliaia di studenti e non Napoletani,costano poco tutt’alpù un euro.Esistono poi le pizzette fritte che vendono le gloriose rosticcerie napoletane ne cito alcune:La PADELLA ALL’ARENELLA,IMPERATORE AI COLLI AMINEI,LUISE A TOLEDO,FIOENZANO ALLA PIGNASECCA,ETC,qui le pizze sono più piccole e decisamente più levitate,sono farcite o con ricotta,o scarole saltate olive e capperi,ed assumono la forma di bastoncino con prosciutto e mozzarella.La pizza di Sorbillo si rifà invece alla tradizione delle Friggitorie storiche che hanno solo e sempre fatto esclusivamente pizze fritte.ADD’E FIGLIOLE,LA MASARDONA,tanto per citare le migliori.Come si mangia la pizza fritta?Vi posso dire come l’ho vista mangiare in una delle più popolari(non ha nemmeno un nome)pizzerie di fronte all’ex tribunale a Porta Capuana.Facendo contorsioni,appoggiandosi sul bidone dismesso dell’olio,su un misero banchetto improvvisato,sul tettuccio di un auto ivi parcheggiata!la carta ovviamente è quella marrone in uso ancora in molte pizzerie.Ora i milanesi e chi per loro sanno a cosa vanno incontro.

  3. Premesso che il Sig. Blum farà presto Sbamm! ?cioè andrà a sbattere…il naso {sporco di ricotta…}
    non vedo dove stia il problema…sono andato da zia Esterina lunedì appena aperta e me la sono gustata { ancora calda } a casa…sarà pure cibo di strada ma…è o non è da asporto ??? Qui non si discute di cibo Episcopale o no…qui l’unico Cardinale anzi…Santo è Gino che ringrazio per aver portato finalmente a Milano la pizza fritta di zia Esterina ! Piuttosto vorrei pregare in ginocchio Gino Sorbillo di voler “supervisionare” di tanto in tanto Lievito Madre al Duomo la cui pizza recentemente presenta “luci ed ombre” come anche altri hanno scritto…rispetto ovviamente alle prime “gloriose” pizze dei giorni e dei mesi subito dopo l’apertura quando ancora c’era “al banco” l’indimenticabile Gennaro Salvo…! Grazie e scusatemi la cattiveria ma come dicono a Napoli città di mio nonno: quando ci vuole ci vuole…! Silvio

  4. E presto per dire se sarà un flop o no. Sara il tempo a dircelo. Le lunghe file come mostrano le foto sono scontate in quanto attivita nuova e poi gino sorbillo e conosciuto a Milano piu della pizza fritta. Sicuramente e um prodotto buono, poco costoso, prodotto con ingredienti di qualità e personalizzabile, mangiabile a tutte le ore e questo già ne decreta il successo in generale, a prescindere dai milanesi. Se si aprisse ad Amsterdam avrebbe lo stesso successo

  5. Aggiungo che la pizza fritta non puo aspirare a diventare il cibo preferito dai milanesi. Guarda in particolare ai studenti, lavoratori in pausa pranzo o single che cercano a poco prezzo un cibo da asporto di qualità, turisti stranieri e non, napoletani immigrati. E cmq trascura le fette sempre più ampie di intolleranti al glutine o lattosio, vegetariani, vegani in quanto propone sostanzialmente versioni con latticini e salumi. Non sarebbe male una versione gluten free o vegan, che ne dite?

  6. Certo, la pizza fritta a Milano non avrà successo al contrario del calzone di Luini o della pizza di Spontini. Poi io non ricordo che la cucina milanese, con costoletta e cassoeula, sia un inno alla leggerezza

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