Un marziano a Roma/14 00100, il trapizzino e il tempo che sempre passa

Pizzerie

Sono stato fuori per le feste, a sciare sulle mie amate montagne, ora dovete sapere che gli abitanti di alfa centauri sono allergici alle altitudini, quindi Qwerty non ha potuto seguirmi e la scorsa settimana ha lasciato il suo disco volante parcheggiato in giardino. Ma appena saputo che ero rientrato nella città eterna, non ha perso tempo ed è piombato come un falco.

Ieri mattina all’ora di pranzo, è atterrato come al solito sul terrazzo, io ero ancora in pigiama tra letto e computer: sono giorni di festa e si indulge di più alla pigrizia. A Roma fa un gran freddo in queste ore, l’aria e pigra e il naso sprofondato in un bel librone (io ti troverò, di Shane Stevens consigliato). L’ultima cosa che desideravo era un marziano in visita e per di più affamato. Dove lo porto? E chi ci ha voglia di sedersi dopo le abbuffate natalizie? Questo poi si è fissato con i sapori romani… Questi i pensieri che mi frullavano in mente mentre vedevo Qwerty saltare giù dal motore. Poi un lampo mi è balenato in mente: Trapizzini! Testaccio non è lontana da casa mia e da un paio di anni è un appuntamento fisso: il cinema al Greenwich e a seguire un pasto veloce da 00100, la serata perfetta!

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Stefano Callegari è un amico, da tanto tempo… da quando si degustava insieme da Arcangelo in quella fucina di talenti e divertimento che era “l’accademia degli insensati” (ma questa è un’altra storia), allora faceva ancora lo steward sugli aerei ed era più magro di adesso… creatore di descrittori insoliti e centrati sul vino (cruscotto di Fiat Uno al sole), un ragazzo di una simpatia travolgente. Poi si è consegnato alla pizza, contagiato da Giancarlo della Gatta Mangiona, creando il fenomeno “Sforno”. A lui si deve l’idea dei Trapizzini, tasche di pizza bianca da riempire a richiesta con il meglio della cucina romana.

Da allora di acqua sotto ponte Testaccio ne è corsa molta: ho mangiato quintali di triangolini di pizza e ho visto persone impazzire al bancone di questa minuscola pizzeria e finire in overdose da trapizzino, anche il nostro marziano non è stato da meno, se ne è sparati ben sei:

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Trapizzino con il picchiapò. Un piatto perfetto in questo periodo, si fa con la risulta del bollito che non manca mai sulla tavola di capodanno. Cipolla, pomodoro e brodo. Poi la carne a pezzettini a reidratarsi li dentro. Quando è riuscito è una delizia, in questo caso era un poco troppo coriaceo e grasso. Recupero

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Trapizzino con la coda alla vaccinara. In questa edizione eccellente. Certo la coda non è un piatto da signorine, e qui in una versione ancora più carica e sedanosa, ma di pancia e grande soddisfazione. Goloso

Trapizzino con le polpette al sugo. Un classico, ricco e sontuoso. Non può che piacere a tutti, chi non ama le polpette? La speziatura non guarda tanto per il sottile e il pomodoro è dolce e succulento. Immediato

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Trapizzino con la trippa al sugo. Morbido e succulento. Certo la trippa rischia di confondersi con gli altri sughi rossi, manca la menta e il formaggio. Pop

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Trapizzino con il pollo alla cacciatora. Per me il più buono, talvolta troppo unto e saporito. Ma la versione di ieri era perfetta. Morbida e succulenta, grazie ad una speziatura millimetrica. Campione

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Trapizzino con la lingua alla salsa verde. Per Qwerty era questo il più buono, non ha tutti i torti. La lingua era magistrale: morbida e rinfrescata da una salsa verde equilibrata, molto elegante e a modino. Raffinato

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Supplì aglio olio e peperoncino. Molto goloso e intenso. un sapore quasi canagliesco, con un bellissimo piccante verticale e intenso. Peccato fosse irrimediabilmente freddo. Guascone

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Supplì classico. Roma in un morso, la panatura generosa e croccante malgrado la cottura non freschissima, il sugo giustamente rustico ed intenso. Capitolino

Da bere si pesca direttamente dal frigo una delle tante birre artigianali e anche vino, peccato che non ci siano più i bicchieri di vetro che per anni erano a disposizione, bere nella plastica non fa lo stesso effetto.

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Inutile dirvi che il nostro amico marziano è uscito entusiasta. Io ho sorriso e non ho potuto fare a meno di pensare a quanto tempo sia passato dalla scoperta e che come il successo (meritato) cambi i posti: al banco non c’è più un viso conosciuto, il servizio è veloce e svogliato, i bicchieri di carta, nessuno più con cui chiacchierare di birra, vino e cucina romana. Sempre un bellissimo posto dove tornerò molto spesso (con marziani o non) ma senza la magia di un tempo, di un posto veramente unico e differente. Tutto scorre e cambia, io solo invecchio!

Ultimo consiglio personale, scegliete il classico e non la misura mini, il rapporto pasta/companatico mi sembra più calibrato.

00100 Pizza. Via Giovanni Branca, 88. Roma. Tel. +39 06.43419624