2011, fuga dalle Dop. Perde pezzi il Registro Ue delle denominazioni

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Eravamo arrivati a quota 1005 e l’onore dell’iscrizione numero 1000 nel registro europeo delle Dop e Igp era toccato all’Italia con il Pecorino siciliano ‘Piacentinu Ennese’. Ma ora si fa retromarcia: l’elenco perde pezzi dopo la cancellazione di 3 delle 76 denominazioni tedesche: le birre Gogginger Beer (Igp) e Riesel Weizenbier (Igp) e l’acqua minerale Hollen Sprudel (Dop).

Una nota stonata nella marcia trionfale che accompagna l’ascesa dei prodotti agroalimentari di qualità verso l’empireo della tutela europea. Mesi e anni di burocrazia, di spese, di viaggi al Ministero, di carteggio con l’Europa per coronare il grande sogno di entrare nel gotha delle prelibatezze mondiali. Dove ambiscono di approdare (e approdano) ora anche i Cinesi.

Di varcare l’ambita soglia è capitato tante volte all’Italia che in quella lista è arrivata 223 volte, più di ogni altro Paese europeo e non ci risulta che abbia mai chiesto di uscirne. Qualche associazione di consumatori aveva minacciato di farne richiesta, più di un anno fa, per la mozzarella di bufala Dop dopo lo scandalo del latte annacquato. Ma sembrò più una burla che una minaccia. Un po’ d’ansia, semmai, accompagna sempre i sei mesi successivi alla pubblicazione di un prodotto sul Registro europeo delle Dop e Igp quando l’opposizione di qualche Stato o produttore può ritardare o fermare il sogno.

Ora il colpo di scena. “Non ci interessa più”, fanno sapere senza troppi fronzoli le società tedesche depositarie dei marchi che rimandano al mittente l’ambitissimo riconoscimento. “Elevati costi di controllo”, va al sodo la società Kohlensaurewerk Holle, proprietaria e unica utilizzatrice della fonte d’acqua Heilquelle Hollen Sprudel che aggiunge: “La denominazione è già sufficientemente protetta dal regolamento relativo alle acque minerali ed alle acque da tavola”.

Argomenta con precisione teutonica la sua richiesta di cancellazione anche la Ankerbrai Nordlingen, successore giuridico del richiedente iniziale con il quale si è fusa, la Rieser Weizenbier, produttrice della birra Riesen Weizenbier: “La protezione della denominazione non riveste più alcun interesse commerciale. Ai fini della vendita locale l’indicazione del nome non è più rilevante perché il nome è già molto noto in questa zona mentre al di fuori di essa la denominazione ‘Ries’ non è sufficientemente nota”.

E’ come se, per fare un esempio, il Consorzio dell’asparago di Badoere, da poco entrato nel novero delle denominazioni europee, chiedesse di uscire dal Registro delle Dop e Igp adducendo la seguente motivazione: “Il nome ormai è noto a livello locale. Se lontano da qui non ci conoscono, non sarà il marchio Dop o Igp a cambiare le cose”.

Che succede? La fuga dalle denominazioni è  l’iniziativa isolata di tre produttori in vena di contenimento dei costi? O è cominciata l’era della giostra delle Dop: fatti un giro e scendi? La fuga dei tre marchi tedeschi apre una breccia a prodotti con potenzialità commerciali solo locali e quindi meno interessati alla tutela internazionale? Dobbiamo aspettarci altre defezioni, soprattutto per prodotti meno esposti alla contraffazione? E ancora, la cancellazione delle tre denominazioni è la conferma dell’urgenza di “fare comunicazione globale, come fanno tutte le multinazionali” per “promuovere un sistema alimentare di qualità” (Mauro Rosati, Osservatorio Qualivita)? In altre parole, le denominazioni non ce la fanno a farsi conoscere fuori dai limiti angusti del loro territorio e andrebbero aiutate a muoversi in questa direzione? Se è vero che, come si legge nel rapporto Qualivita 2010, “le produzioni di qualità potrebbero vedersi aprire letterali praterie di mercato internazionale”, perché le tre aziende tedesche scelgono di fare a meno del passaporto di qualità nel mondo?

Insomma, Dop e Igp perdono appeal? E’ presto per dirlo. Intanto, a voler pensar proprio male, nessuna opposizione alla richiesta di cancellazione della birra Reisen Weitzenbier è giunta dagli altri birrifici della zona, apparentemente non interessati a fregiarsi dell’Indicazione Geografica Protetta. Vorrà dire qualcosa?

Fonte: Qualivita

Foto: getraenke-heick.de, spezialitaetenland-bayern.de

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