Lo sai quanto è bello mangiare da Caracalè sul mare di Procida?

La Corricella di sicuro è il borgo che maggiormente contribuisce a rendere unica e suggestiva Procida: marina di pescatori che sul molo distendono le grandi reti per aggiustarle dopo la pescata, case dai colori vivaci, sovrapposte e scavate nel costone di tufo, impossibilità di accedervi se non a piedi o via mare (o con l’asinello del contadino che qui viene a vendere le sue verdure) e da ultimo set naturale per molti film tra cui il Postino di Troisi.

Questo è anche l’insediamento più antico dell’isola, sormontato dalla rocca della Terra Murata, ultimo baluardo di difesa contro le invasioni saracene e rifugio per i pescatori che al grido di “mamma li turchi!” scappavano sulla rocca in cerca di protezione.

Che il borgo sia particolarmente ameno lo si intuisce già dal suo nome antico, Caracalè, che in greco significa “luogo bello” come bello è il ristorante che deve il suo nome all’antico nome del luogo, Caracalè appunto.

Il ristorante è di quelli che ti aspetti in una posizione come questa, “sala” quasi unicamente allestita sul moletto con gli ultimi tavoli che hanno praticamente le gambe nell’acqua e offerta centrata solo su quanto i pescatori-abitanti del borghetto pescano quotidianamente con trasformazioni semplici ed essenziali.

Con un clima perfetto per uno dei primi pranzi “in esterna”, abbiamo assaggiato:

Tartare di palamita: solo materia prima con il discreto controcanto di maldon, pepe ed un giro di olio buono ad arricchire la gamma dei sapori, sapidità ed intensità si trovano nell’uovo servito con un pachino nel cucchiaio-finger per un classico della cucina di pesce qui nella sua versione meritevolmente più basic.

Spaghetti canocchie e pachino: nel fotografarlo il profumo sprigionato, intensamente marinaro, ha reso l’operazione quasi sadica; bella la mantecatura, millimetrica la cottura della pasta, intensissima la presenza della cicarella che domina in questo piatto di una semplicità e di un equilibrio spiazzante, un boccone di mare!

Spaghetti cozze e carciofi: il primo piatto a più alto contenuto creativo che convince nell’abbinamento (ottimo il carciofo procidano) e nei profumi, un pó meno olio nel condimento lo avrebbe reso impeccabile.

Gnocchetto di patate con ragù di agnello: il bonus dovuto alla vicina Pasqua procidana fa rimpiangere che la festa ci sia una sola volta l’anno, gnocchi piccoli e gagliardi nella loro scioglievolezza, abbinati ad un delicato ragù di agnello leggermente “macchiato” che sa di buona cucina casalinga della domenica.

Fritto di calamari con julienne di verdurine: quando anche l’occhio vuole la sua parte questo piatto è quello giusto, asciutta e croccante la frittura delle verdure e del calamaro, una volta tanto, non surgelato.

Coniglio alla procidana: lussureggiante e saporito con coscia, carrè, involtino di copertina e fegato nella tipica preparazione di Procida con un bel sugo di pomodoro tirato ed arricchito da una profumata miscela di erbe aromatiche che incrementano esponenzialmente il tasso di golosità di questo ottimo piatto della tradizione.

Sarago alla brace in crosta di sale: con una materia prima di questa portata l’abilità consiste nel non alterarla, spaziale la cottura del sarago che con l’aggiunta di un filo di buon olio a crudo si è aggiudicato il titolo di portata del pranzo, questa è Procida.

Tortino di limone: versione “mediterranea” del noto dolce di santin, diverte ed ammalia con la cioccolata bianca profumata di limoncello all’interno e la crema pasticciera al limone come salsa per un dolce ruffiano e goloso.

Babà: la bagna di arancia e zenzero sarebbe un’interessante idea in un babà con un buon impasto ma purtroppo un tantino asciutto e poco umido.

Cassatina: versione modaiola di un classico napoletano di cui mantiene inalterati profumi e sapori per un dolce “tranquillizzante” nella sua sostanza.

Con gli occhi pieni di tanta bellezza ed il palato accarezzato da sapori marinari netti e genuini, salutiamo l’accoppiata Nicola-Carlo, i due chef, e decidiamo che il riposo post-prandiale avverrà lunghi distesi sulla tiepida sabbia di Ciraccio, a dare l’avvio alla prima tintarella del 2011.

Ristorante Caracalè. Via Marina Corricella, 62, Procida (Napoli). Tel: +39 081 8969192

(cliccando sull’icona si apre la galleria con le foto ingrandite. Sulla destra della prima foto appare la freccia per scorrere tutte le immagini)

7 Commenti

  1. Ciao Andrea! Come è possibile perdersi questa bellezza? Quasi mi vergogno di non esserci mai stata…
    ma rimedierò al più presto.

  2. Ma vi rendete conto che oggi è lunedì? Avete intenzione di farci sognare (leggi, star male) fino al sabato? Sono senza parole!

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