Hamburger, E.coli, Lidl e i numeri dei lotti in vendita. Possibile l’allerta europea

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La paura del batterio killer che provoca la diarrea mortale arriva in Francia nel peggiore dei modi. Sette bambini finiscono in ospedale a Lille (tre sono in dialisi) per aver consumato un hamburger congelato acquistato presso la catena Lidl France. Steaks country è il nome del prodotto congelato della SEB che è venduto in scatole di 10 hamburger da 100 grammi ognuno.

La Commissione europea intanto attende di conoscere con precisione l’origine della contaminazione della carne per lanciare un’allerta estesa a tutto il territorio europeo (una cautela dovuta anche ai falsi allarmi che hanno interessato la Spagna e causato notevoli perdite economiche agli agricoltori coinvolgendo in maniera erronea il settore del biologico e tralasciando l’acqua come possibile fonte di contaminazione, come ha detto a scattidigusto Andrea Ferrante dell’Aiab). Le due infezioni sono differenti anche se questa che avrebbe origine nella carne è ugualmente forte.

L’azienda SEB ha richiamato i prodotti dalla vendita con data di produzione 10/05/11, 11/05/11 et 12/05/11, e data limite di consumo 10/05/12, 11/05/12 et 12/05/12, e con il numero di identificazione veterinaria FR 52 448 02 a fini di cautela (le confezioni incriminate sarebbero circa 10.000 e tutte localizzate nel Nord-Pas-de-Calais).

L’azienda che produce gli hamburger incriminati, come detto, è la SEB di Saint Dizier. Due i siti produttivi, uno di taglio e preparazione del macinato, l’altro di logistica e di produzione di salsicce e di prodotti fast food (cui si aggiunge il plesso di Mont-Saint-Martin) e una produzione giornaliera di 45 tonnellate di prodotti macinati. Guy Lamorlette, amministratore della SEB, ha precisato che gli hamburger sono fabbricati con carne bovina di origine tedesca, macellata e abbattuta in loco e poi trasportata in Francia per la trasformazione. Secondo l’Agenzia Regionale di Sanità non ci sarebbe nessun legame con l’infezione che ha fatto 37 vittime in Germania.

Identica reazione per la catena Lidl France che ha richiamato la merce in vendita, come ha spiegato Jérôme Gresland, uno degli amministratori dell’azienda, allargando la misura precauzionale a tutti i lotti della gamma sospettata di essere veicolo dell’infezione. Secondo lui è la prima volta, da più di 10 anni a questa parte, che il marchio Lidl ha problemi di questo genere.

Nessun problema in Italia. Gli hamburger non sono arrivati nei supermercati del nostro Paese, come afferma Lidl Italia. Nessun allarme conclamato anche se l’anno scorso il caso mozzarella blu aveva visto coinvolte diverse catene e marchi e avviato un’estate di continue segnalazioni.

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