Nerano | Lo spaghetto alle zucchine è un sogno dimenticabile

Tempo di lettura: 3 minuti

In tanti, tantissimi me ne avevano parlato. Lodandone posizione e sapori, facendomi venire l’acquolina nei racconti di orti sul mare e acque pescose. Io avevo ascoltato, innamorato di questa idea di un ristorante semplice ed efficace, affacciato su un mare dei più belli e evocativi dello stivale. Ripromesso di andarci.

Arrivato a Vico Equense, per l’arcinota festa, non ho avuto dubbi! E complici un paio di sodali, la decisione è stata immediata. Pranzo a lo Scoglio bagno nella spiaggetta davanti. La sera prima avevamo fatto tardi e quello di cui avevo davvero bisogno era un’oretta di lettino, un bagno tonificante e poi un bel pranzo defaticante!

Detto fatto! Alle 13 eravamo seduti sul pontile, ad un tavolo immerso in un paesaggio da cartolina. Desiderosi di assaggiare la cucina di questo spicchio di paradiso. Ci affidiamo ai nostri ospiti, che consigliano un giro di antipasti in stile lo Scoglio. E chi siamo noi per ribellarci? E poi oggi abbiamo voglia di subire e di qualcuno che ragioni per noi.

Il servizio è efficace e alla buona, ma in stile con la semplicità del luogo. Sui fontanili all’ingresso e nella vasca al centro del pontile, alimentati ad acqua di mare, si puliscono in continuazione ricci e conchiglie, penso che bello spettacolo, da solo vale la visita…

Iniziano ad arrivare gli antipasti: ricchi e casalinghi.

Le acciughe urlano di aceto, impossibile riconoscerne il livello.

Il polpo discreto e piacevole, la ruchetta è spaziale, soda e scrocchiarella, saporita e piccante di clorofilla, ma massacrata da un’improbabile aceto balsamico.

Ma perché l’aceto balsamico a picco sul mare di Nerano? Ancora me lo chiedo.

Si continua con dei buoni pomodori cuore di bue, accompagnati da uno strepitoso fiordilatte, peccato che per i pomodori sia ancora presto, in stagione debbono essere strepitosi.

Le verdure del famoso orto invece sono già all’altezza: sode e saporite, sanno di fatica e pazienza.

Dimenticabili i fritti, unti e con una pastella di garanzia che è praticamente una corazza.

Continuiamo con due grandi classici. Lo spaghetto alle zucchine, di casa in questo spicchio di Tirreno, è generosissimo e goloso. All’assaggio si rivela fin troppo legato e tirato, casalingo e coperto da una crema di formaggio che veste e copre tutto, come una calda coperta di Linus.

Gli spaghetti ai ricci di mare ci fanno salivare, dopo la visione di ricci su ricci lavati e aperti al fontanile, all’assaggio sono quello che debbono essere: basici ed efficaci.

Sui pesci abbiamo capitolato, invece la golosità alcolica, figlia della sera prima, ci ha fatto cedere sui dolci. L’immancabile delizia al limone, non aveva nulla della leggera golosità a cui siamo abituati, invece era un dolce casalingo e piacevole.

La molto consigliata torta alla crema bianca e nera, sapeva di salotto buono, acqua di rose e statuine di Capodimonte.

Nel complesso, se non fosse per il paesaggio, un posto dimenticabile. Quello che purtroppo non è dimenticabile è il conto, 65 € a testa, e chissà dove saremmo arrivati se avessimo ceduto alle lusinghe del pesce? Mah, se questa è l’idea di una grande trattoria… Forse ho semplicemente beccato la giornata storta!

(Clicca sull’icona per lo zoom. Sulla foto appaiono le frecce per scorrere la galleria)

Foto: Andrea Sponzilli

28 Commenti

  1. oggesù!!!
    Lo scolglio, per me era un sogno da raggiungere… Quasi settanta euro (fanno 140.000 lire) per un giro di antipasti e un primo? Ho capito bene?

  2. Come uno dei sodali dell’avventura non posso che, mio malgrado, certificare quanto raccontato da Alessandro, in modo fin troppo bonario.
    Delle due l’una: o la qualità generale raggiunge il livello del conto (il fritto mi ha davvero deluso) oppure i prezzi scendono al livello della qualità; sulla non distante isola di Procida un pasto del genere, ma qualitativamente anche migliore, mediamente si paga la metà!
    Nulla da eccepire invece sulla location che è davvero unica.

  3. Visitato negli stessi giorni, mangiate le stesse identiche cose, pagato di meno. Impressione generale diametralmente opposta, per me solo i fritti dimenticabili. Pasta con le zucchine superlativa. Diverso il dolce, ho preso un ottimo babà. Per me un posto decisamente da consigliare, e infatti lo consiglio 😀

    Certo, mi perplimono i 65 euro, davvero strano

  4. ha risposto a Antonio Scuteri: Aiuto, complotto ai danni di scattidigusto! 🙂

    Diciamo che da 40 anni gli spaghetti li ho visti meglio allocati altrove, ma la giornata sfortunata (per i nostri eroi) può capitare!

  5. ha risposto a Antonio Scuteri: Antonio, sono andato pieno di aspettativa… Il posto è da urlo, bellissimo. L’idea della cucina giusta e calibrata, ma l’esecuzione… come dire: scazonte. Il conto improponibile per quel taglio di ristorante. Hai idea con quella cifra in abruzzo (che conosci bene) cosa e dove mangi? 😀

  6. ha risposto a Alessandro Bocchetti:
    in effetti la spesa mi sconvolge, io ho pagato 50. che è comunque alto. Ma come sai bene allo Scoglio metà della clientela arriva con lo yacht :-D.

    Ah, l’Abruzzo, merita almeno una visita al mese 🙂

  7. Bravo scuteri: normale che si mangi non più benissimo, pagando invece tanto, con tutte quelle barche che vi arrivano (tra l’altro, gente che preferisce l’oramai ingolfata nerano dove non spendi i soldi dell’attracco rispetto ad esempio a capri o ad amalfi). Un tempo maria grazia era il meglio a marina del cantone. Le ultime volte mezza delusione.

    E cmq grande alessandro che comincia anche con le stroncature. Vai Box!

  8. Lo Scoglio è un idea, un sogno, uno straordinario spazio mentale che si fa largo nella mia testa nelle buie giornate invernali…
    Concordo con alcune delle critiche e sul conto, anche se litigare con Maria Antonietta fa parte di un’esperienza per poter condividere qualcosa con Totò e Eduardo…che erano di casa come dallo 1958 i più importanti personaggi del mondo…
    Oggi è una meta straordinaria soprattutto se si ha la fortuna di venire dal mare…il tutto diventa un esperienza che va al di là del cibo (anche se le verdure e alcune materie prime sono davvero pazzesche).
    In realtà oggi lo Scoglio è una trattoria di lusso.
    La pasta con gli ZUCCHINI (si chiamano così) ha una storia incredibile che nessuno conosce.
    Il marchese Pupetto di Sirignano (!!!) in compagnia del Sig. Moet & Chandon approdarono da Maria Grazia sul tardi ed in cucina era finito tutto e si inventarono con quello che era rimasto questo piatto meraviglioso (Provolone e burro dei monti Lattari e ovviamente spaghetti…).

    Se vi trovate a Capri, sullo stesso genere trattoria di lusso con vista sui Farglioni vi raccomanderei la Torre Saracena (accanto alla Canzone del Mare) qui la variante è il formato (ruote) e l’alternativa una strepitosa pasta e piselli (mandorle, basilico, formaggio, spaghetti spezzati…): tutto a caro/carissimo prezzo ma questi, come lo Scoglio, sono spazi mentali non ristoranti…
    Un consiglio per il vino, chiedete la brocca con le pesche…una cosa che si può bere solo in questi angoli di paradiso.

  9. ha risposto a andrea: perché tu scrivi trattoria di lusso e io leggo fregatura? 😀
    Va bene la poesia, il sogno, persino le idee che di questi tempi latitano, ma poi quello che ti chiedono è molto reale…

  10. Hai perfettamente ragione…purtroppo non sono riuscito a scrivere quello che volevo esprimere, ossia che questi luoghi sono posti per veri ricconi o abituè.
    Si sa.
    Ahimè se qualcuno ci capita per caso (ma arrivare in questi posti non è quasi mai casuale) sono dolori!
    Comunque in quella zona, oltre ai ristoranti pluristellati più famosi d’Italia, ci sono anche una miriade di locali peggiori anche molto più cari… specialmente verso Positano.
    Concordo comunque il tuo pensiero.

  11. Ciao Alessandro, parto da una considerazione. Lo scoglio non è un ristorante, non è una trattoria, ma un luogo, da non ingabbiare negli stretti parametri cari alle guide (senza offesa), altrimenti si finisce con l’andare fuori strada e di rimanerne delusi. Nel loro modo di cucinare non c’è quasi mai la perfezione, nemmeno negli straordinari spaghetti con le zucchine, se vogliamo “tecnicamente” pieni di difetti, ma ci sono alcuni colpi che lasciano il segno come le verdure, i dolcissimi pomodorini, e in particolare i “cuore di bue” (giusto, straordinari e inarrivabili da luglio inoltrato) .
    Perfettamente d’accordo con te, le alici marinate, il polpo, sono davvero fuori luogo, come sempre.
    Non so chi sia Andrea, che ha scritto al commento 14, ma conosce molto bene Lo scoglio, il fascino e la magia di quel pontile, voci presenti anche negli strampalati conti della terribile Antonietta.

  12. ha risposto a Maurizio Cortese: Maurizio è sempre un grande piacere averti tra noi… Tra l’altro porti una voce dal territorio importantissima e fondante…
    Però, c’è un però grande come una casa: non è un ristorante, nemmeno una trattoria, sia mai uno dei posti che noi gudaroli segnaliamo sulle guide… Ma cos’è? Poesia, un luogo dell’anima… Mi sta bene tutto, ma questa poesia è contaminata dal fio consistente che ti chiedono alla fine… Questo fa si che sia alla fine un ristorante, un luogo che deve offrire un servizio, beh da vecchio navigatore di questi mari, ti do il mio parere (ovviamente personale come sempre) i conti non tornano… Il servizio disattento, il conto sperequato, la qualità di alcune delle cose consigliate scazonte. Ma davvero trovate giustificabili quei fritti, il balsamico sopra una ruchetta da urlo, il polpo o le acciughe? Potrei andare avanti, ma non mi piace distruggere. Restano le cose buone: un posto strepitoso, un panorama da infarto, un fior di latte spaziale, delle verdure strepitose… Ma per favore non venitemi a raccontare di poesia, la poesia è il ragù di Cristina, la crostata di Alessandra, il piacere di una cena tra amici… Senza conti alla fine, se mi porti un conto la poesia decade e resta il ristorante, come la giriamo, giriamo è così! 😉

  13. ha risposto a Maurizio Cortese: Maurizio ciao se non sbaglio abbiamo bevuto insieme eccellenti Martini all’hotel Adriano….sono contento che hai saputo interpretare i miei pensieri….mi fermo qui poiché potrei palare ore sia di spaghetti agli zucchini sia di Martini!!! Siete tutti fortissimi!

  14. Ah, Lo Scoglio.
    Quello che Bonilli c’ha fatto ‘na capa tanta con l’orto, la gestione familiare, la passione, i km 0…

    😎

  15. ha risposto a andrea: “conto che difficilmente supererà i 50 €” sigh! Debbono proprio avermi buggerato, Antonio per quella cifra parla di tutto quello che ho mangiato io, più pesci e carne alla genovese 🙁

  16. Giuro il primo che mi spiega che l’hassler è caro, che all’harry’s bar si sta male, che al julio verne poi mica è una ficata, che sulla terrazza del ciasa salares si spende troppo, o che al de pisis non si sta poi tanto bene e potrei andare avanti per ore… faccio la fine di Elephant 😉
    Quandti maestrini dalla penna rotta…
    Scusate lo sfogo ma quannno ce vo ce vo…

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