Esclusiva. Tutti i voti della Guida Gambero Rosso Roma 2012

Ristoranti

Per antonomasia, il Gambero è un animale che va all’indietro. Ci sono Gamberi, invece, che vanno in avanti e corrono anche troppo. Capita quindi stamattina di entrare alla Feltrinelli e di trovare una bella pila di Guide di Roma 2012 del Gambero Rosso, nonostante la presentazione della stessa si stata strombazzata per lunedì prossimo, con relative previsioni, vaticinii e ansie da prestazione…

Dato che Scatti è sul pezzo, il sottoscritto devolve 10 euri alla causa e vi anticipa un po’ di cose (per il resto e per la curiosità, devolveteli anche voi).
Stabili trionfatori rimangono il tedesco romanista più alto di Roma con 94 (alto di voti e alto di Monte Mario) e l’altro collinare Tassa (90), entrambi unici triforchettati.

Tra le due forchette, scende, secondo previsioni di Mr. Vincenzo Pagano, il Pagliaccio a 89, affiancandosi alla Trota, stabile.

Un bell’87 si prendono il Convivio Troiani (+ 3 sull’anno scorso), l’Open Colonna (stabile) e La Torre di Viterbo (+ 2).

Negli 85, grande zompo in su per la Posta Vecchia di Ladispoli (+ 4! Con estatici commenti), + 1 per la Parolina e + 2 per Pascucci al Porticciolo di Anzio Fiumicino.

Coccolato anzichenò, l’elogiato Settembrini con un + 2 arriva a 84 allineandosi all’Angolo d’Abruzzo, all’Acquolina del bravo Terrinoni (+ 3) e alla new entry Glowig il quale evidentemente non ha scontato minimamente l’entrata in corso d’anno e l’avvio travagliato.

Certo fa abbastanza effetto trovare piantati a 83 l’Acqua Pazza di Ponza (+ 1), il bel Granchio di Terracina (+ 1), il Sanlorenzo (+ 3!), il nuovo Metamorfosi e soprattutto due realtà onestamente lontane come il Ceppo (+ 1, sempiterno a questo punto anche nell’ascesa) e Glass (+ 2 ma con una fatica ascensionale che manco il povero Bonatti sul K2!).

Altre note salienti, a mio modesto avviso, sono l’82 dell’Antica Pesa (+ 2, pare che la scheda l’abbia fatta Tom Cruise), un 81 condiviso, tra gli altri, da All’Oro (+ 1), Os Club (new entry), il Focarile (stabile, altro sempiterno) e il Funghetto di Latina (stabile).

Manca qualcuno fin qui? Beh, si, quelli che sono da 80 in giù, in primis Arcangelo Dandini, inchiodato a 80 come in un quadro del suo amato Caravaggio (chissà quale pene deve espiare?), il Salotto Culinario di Adriano Baldassare (80) e la clamorosa Vecchia Pineta di Ostia, che spunta un 80 (+ 3) emergendo dal boom dell’Italia anni ’60.

Citiamo poi, a casaccio e per nome e storia, Agata e Romeo, Orestorante e Giuda Ballerino! (79), l’Antico Arco a 78, l’Incannucciata a 77 con Dino De Bellis (+ 2).

Menzione per i premi alle tre bottiglie di Roscioli, Casa Bleve e Del Gatto e, permettetemi, per una mia passione, alla minestra di broccoli e arzilla di Armando al Pantheon (però, nei piatti della cucina romana, la migliore coda alla vaccinara è all’Antica Pesa… credo che sono giudizi da testare di persona!).

Morale della favola: Scatti di Gusto – oggi più che mai sul pezzo – non ha mancato molto le sue previsioni, e alcuni giudizi appaiono francamente di difficile spiegazione per il mondo dei mangioni romani. Sicuramente un confronto con le altre guide, Michelin su tutte, fa emergere disallineamenti assai curiosi, ma si sa, qui è semplice, basta andare, mangiare, e farsi una propria idea…

Infine, la chicca dell’uscita in libreria prima della presentazione ufficiale alla stampa: forse la cosa più incomprensibile di tutte…
Buona lettura!