Una turca, un milanese e un cinese si bollicinano. E non solo

Tempo di lettura: 7 minuti

Una volta ho letto che Ugo Foscolo chiamava Milano “Paneropoli” perché nella cucina milanese si usa tantissimo la panna e il burro. Per me invece Milano è Panettonepolis.

Come si dice, ‘Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi’ e spesso siamo nella patria di MM (Marito Milanese) durante il periodo natalizio quando, forse unica celebrità della sottovalutata cucina milanese, il Panettone è nelle vetrine.

E sì, siamo a Milano con MM e questa volta abbiamo un ospite cinese detto (OC) con noi. Cerchiamo di stare il più possibile con i nostri genitori ma non ci facciamo sfuggire le occasioni per ‘bollicinarci‘. I Milanesi sono tutti in montagna a sciare, ci sono i saldi ma gran parte dei negozi son chiusi. Però niente ci ferma, né le chiusure né gli impegni famigliari. Spendaccioni senza frontiere, siamo al lavoro e abbiamo un nuovo tempio!

Eat’s Milano

Chi ha visto ‘Colazione da Tiffany’ capirà il concetto di “reds”. Nella lingua anglossassone si sentono blue quando sono tristi. Invece la mitica Holly Golighty quando ha una sensazione di paura indescrivibile si sente reds e va da Tiffany. Da brava fan del film mi è ben presente il concetto e a Roma il mio Tiffany’s è Mel Bookstore. Adesso ho un Tiffany’s anche a Milano. E’ Eat’s!

Non vedevo l’ora di visitare questo supermercato di prodotti dell’alta qualità italiana. Si trova in Galleria San Carlo, in una specie di department store che si chiama Excelsior. Appena si entra si incontra la cioccolateria De Bondt che induce la produzione di serotonina solo a guardarla. Subito dopo c’è Tiffany’sm, quello vero. Invece il mio Tiffany’s sta dicendo “caldo, caldo, caldo, scendi giù che mi trovi”. E sì. Io, MM e OC scendiamo le scale e ci troviamo davanti le bollicine. Subito ci appropriamo di una bottiglietta di Majolini a 14 euro che ci sembra assai a buon mercato. OC su una bottiglia vede “pas dosé” e chiede che cosa voglia dire. Cominciamo da come si girano le bottiglie, come si libera dai lieviti, come si congela la bocca della bottiglia e arriviamo a pas dosé.

Eat’s è un tempio di cose buone. Chissà se troviamo i torroncini Scaldaferro, capolavoro della pasticceria veneta! E no. Però la vista di tutte le nostre paste favorite messe insieme una dopo l’altra ci consola un po’. Ho detto tutto. Prendiamo lenticchie che ci faranno ricchi consumate a Mezzanotte, dei sali con erbe varie.

Il reparto di olio di oliva è fornitissimo ma dopo gli ultimi viaggi in Valpolicella e Campania abbiamo troppi oli e salutiamo Eat’s per tornare la settimana successiva e fare scorta di carne (con qualche senso di di colpa nei confronti di Liberati).

Al bar di Eat’s ci facciamo due giri di bollicine. Ca’ del Bosco brut e Ca’ del Bosco Satin. A OC piace più il Brut. Panini, noccioline carine, camerieri simpatici, solo che un po’ caruccio: 10 euro per bicchiere ma ce ne facciamo una ragione, il posto ci piace. Poi come dicono i Turchi “sia rosso anche se costi tre lire di più”. Il locale poi è tutto rosso, quindi…

Radetzky non c’è

Radetzky Caffé è un classico di Milano. Ci piace sia per colazione che per l’aperitivo. Andiamo a fare il nostro pellegrinaggio ma è chiuso come il resto della città. Princi, all’angolo, è aperto. Fanno il pane buono. Questa volta ci facciamo Hoffstatter Muller Thurgau, ci danno un sacco di pizzette e ci prendiamo anche un pasticcio di mele. Vola un moscerino ma MM questa volta lo coglie prima che causi un scandalo. OC è impressionato dalla tradizione milanese di dar da mangiare un sacco di cose con il vino.

MM, fiero delle pizzette, racconta a OC quanto sono buoni e bravi. Commovente vedere MM così convinto e felice ma non posso fare altro che infierire. “OC, non dare a retta, quello che mangi è una cosa buona ma non è pizza. Lasciamo stare Napoli, ma a Roma se facciamo un salto da Pizzarium o da Gatta Mangiona vedi cos’è la pizza. Di sicuro questa non lo è”. MM borbotta un po’.

Pasticceria Scaringi

OC sta in una pensione in zona Piola. Grazie a lui scopriamo una pasticceria e una colazione da Dio. La scoperta della conchiglia alle nocciole è un passo piccolo per l’umanità ma per noi l’inizio di una nuova tradizione. Mai più senza! Siamo cosi incantati che torniamo per fare anche la merenda, detta aperitivo. Niente conchiglie; cose sfiziose, bollicine di oltre Po, meglio di cosi! Ma la colazione è tutta una altra cosa.

Amore (al quartiere) Greco

MM abita al quartiere Greco a Milano. Non è al centro ma con il suo piccolo naviglio e posticini gustosi Greco merita una deviazione dal centro. La Pasticceria Alvin’s è il primo amore di MM. Le bollicine alle 5 sono ormai una tradizione di famiglia. Hanno finito il Franciacorta! Come si fa? Prendiamo una Ribolla gialla bollicinata Collavini. Molto interessante, Ribolla Gialla ci piace tanto. Dico “Più che bollicine sembra un lambruscato”. MM mi raccomanda di non dire queste cose in giro ma è cosi. Leggermente frizzante alla Lambrusco. OC ormai si è viziato e vuole bollicine sempre più aggressive a ogni costo.

Il panettone di Martesana è una goduria

Andiamo da Martesana. Bolliciniamoci a cinque euro al bicchiere con tanti sfizi alla milanese. Anche qui non c’è il Franciacorta. Non è che che non va più di moda!? Scegliamo una bottiglia con la firma Talento. Il nostro amatissimo bollicine Arunda Vivaldi fa parte dello stesso gruppo quindi non può essere che buono. Si tratta di un Talento Gran Montù di Luciano Brega. In effetti è buonissimo. Martesana è il lusso diventato seconda natura. C’è da dire che il panettone come lo fanno loro non lo fa nessuno. Cova è sì un classico, alla mamma Milanese piace quello artigianale che vende il suo macellaio, ma la sottoscritta non cambierebbe un panettone Martesana per tutti i panettoni del mondo. Non è troppo dolce, non troppo burroso, frutta candita meravigliosa, sopra non c’è niente… Un panettone cosi sobrio, cosi elegante, cosi sublime, peccato che dopo Capodanno chiudono per qualche giorno e al ritorno a Roma niente panettone.

Dulcis in Fundo

Ex capannone diventato uno splendido locale che sembra una casa accogliente. Famosi brunch il sabato. La nuova chicca del quartiere Greco si chiama Dulcis in Fundo ed è a via Zuretti.

Drogheria Casa del Miele

La nostra tredicesima praticamente è stata spesa in miele. Una ex-drogheria, la Casa del Miele è gestita da una pazza scatenata meravigliosa ha dei mieli biologici provenienti da Val D’Aosta, Novara e non solo. La nostra ultima passione e scoperta è il miele di Rododendro, facile da scrivere ma impossibile da pronunciare. Merita un ‘buonooo’ alla napoletana che ha imparato anche il nostro OC.

Nel Tunnelelelel del Tempo

MM è molto affezionato a Moscatelli. Una volta osteria del quartiere dove abitava la nostra zietta, MM racconta il signor Moscatelli con i suoi super baffi e le risate. Il juke box di una volta non c’è più ma ci bolliciniamo con la musica dei Kiss e Vamos a la Playa. La signora al bar con una canzone italiana fa il gesto di volare parlando con uno dei clienti e mi chiede “Signora volare si faceva così e qua e là”. E io rispondo “Non so, io sono troppo giovane”. MM dice che è ultima volta che vediamo il posto dopo questa gaffe ma io ci voglio tornare. Atmosfera simpatica, musica che con le bollicine fa venire voglia di saltellare, pizzettine, patatine buone, bollicine Lugana, prezzo onesto, tanto la prossima volta mica si ricordano di me!

Il sogno di diventare pasticciera (Di viole di liquirizia)

Una delle mamme del mio libro, la Pina, ha realizzato un sogno. Da donna intellettuale di casa è diventata una pasticciera con le stelle. Il suo locale, Di viole di liquirizia in Via Madonnina, è ormai una nostra tappa imperdibile. L’hanno scoperta pure quelli del Gambero Rosso e sono due anni che sono nella guida Foodies.

Mamma li Siciliani

Due passi dopo Moscatelli troviamo un nuovo locale (Tastàri), almeno nuovo per noi. Aperto a settembre. Usano solo prodotti bio. Tutto bianco con le tavole baldacchinate sembra un luogo fiabesco. Si sente un po’ il mare di Sicilia e a questa altezza fa sempre bene un tocco di Sud. Gestito da un medico siciliano, un posto simpatico con gente simpatica e vini tutti siciliani. Fra poco, un po’ più avanti avranno anche un punto vendita di pane e vari prodotti bio. Alla prossima…

P.S. Intanto siamo anche riusciti ad andare in Val D’Aosta a bollicinarci. Ma questa è un’altra storia. Buon Anno!

[Elvan Uysal]

7 Commenti

  1. Peccato per il panettone! Ma farcelo spedire, no? Potremmo proporre un cambio merci con un bel pezzo di pizza bianca. L’unica, la vera, l’incomparabile! E poi la trovi sempre, e ne puoi mangiare ad ogni ora del giorno, mica come quelli lì che un panettone buono che producono te lo fanno sognare per 11 mesi l’anno…

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui