Miracolo a Milano/3 La prima polpetteria non si scorda più

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“Ciccilla? E chi è? La sorella brutta di Ciccio Formaggio? La cognata di Rosa Pezza e Carlo Mazza?”

L’inizio della nostra nuova avventura non era dei più promettenti, lo ammetto. Ma volevo portare Totò alla scoperta di un nuovo modo di intendere la polpetta, piatto antico (il nome compare già nel Libro de Arte Coquinaria di Maestro Martino, nel Quattrocento) e tradizionale quant’altri mai, per molti esempio di parsimonia domestica, artistico manufatto dell’arte riciclatoria, immancabile nelle conversazioni casalinghe – “non pasticciare la carne se non la mangi, domani faremo le polpette!”.

Ricordo comune alle generazioni passate, la polpetta godeva di questa specie di franchigia derivantele dall’essere sentina di ogni possibile avanzo, e quindi emblema di una libertà combinatoria che spesso sfuggiva alla codificazione dei ricettari. Che peraltro presentano moltissime ricette e variazioni sul tema.

La nuova dimensione della polpetta a Milano si chiama Ciccilla, la Polpetteria (anzi Ciccilla la prima Polpetteria di Milano), aperta da un anno (13 gennaio 2011 – ok, un anno e quattro giorni) in Porta Volta. Un locale vivace, curato, che funziona sia da take away (ah già, scusa Totò – da asporto, a volte mi lascio andare un po’ troppo: uso anch’io l’inglese senza necessità). Colori allegri, ricette inquadrettate alle pareti, tubolampada allevamento di alghe che poi finiscono nelle polpette all’ingresso, qualche tavolino e una mensola alla parete; bicchieri posate piatti biodegradabili.

Vi si trovano (quasi) solo polpette, accompagnate da verdure, torte salate, piatti del giorno, e dolci. Le produce una cooperativa sociale, “Anni Versati” – iniziativa questa piaciuta molto a Totò, ovviamente favorevole a tutte le iniziative di aiuto e supporto alle categorie più deboli. Il nome “Anni Versati” si riferisce ai contributi che si spera di versare, e coi tempi che corrono si tratta di un auspicio di buona fortuna e lunga vita all’intrapresa – chissà mai quando gli anni versati verranno sfruttati… Invece il nome “Ciccilla” è un omaggio alla zia di uno dei fondatori, alla quale va ascritta la maternità dell’idea (ottima…!) grazie anche alla sua abilità di polpettificatrice.

Una cooperativa sociale, dunque; di “tipo B”, cioè che ha l’obbligo per statuto di impiegare almeno il 30% di soci lavoratori svantaggiati. Quindi, si tratta di fornire opportunità di lavoro a persone in difficoltà, facendole uscire dall’emarginazione. E nel locale lavorano cinque persone, assunte a tempo indeterminato (tre gli inserimenti).

Come sono le polpette di Ciccilla? Tante diverse nuove originali classiche; non troppo grandi – le polpettone di mamma erano grosse come un pugno, e naturalmente, come ci si può aspettare, buonissime… E queste?

“Fammi assaggiare quella, dai…” Sarà la tentazione irrefrenabile di pasticciare, sarà l’idea che sono tante e non te ne vuoi fare sfuggire nessuna, sarà la bontà della maggior parte delle proposte – ma non sono riuscito a frenare l’empito sbaffatorio di Totò, entusiasta all’idea della varietà e quantità – e indubbiamente impressionato dalla qualità.

Le polpette si dividono in varie tipologie – Polpette di Carne, Polpette di Pesce, Polpette Vegetariane, Polpette di Formaggio, Polpette di riso, Polpette Speciali: sono tutte spiegate per bene anche on line, comprese le modalità di cottura (al forno, in padella, in friggitrice…). Ovviamente, variano di giorno in giorno – il bello è andare lì e assaggiarle tutte, con la scusa di scegliere quelle che ti piacciono per la prossima volta – tanto la prossima volta ce ne saranno sicuramente anche altre da assaggiare, oltre a qualcuna di quelle già assaggiate da asportare…

Ad ogni buon conto, io di tanto in tanto passo di lì e ne assaggio un po’. Il problema è che non avendo io nessuna forma di memoria, sono costretto ad assaggiarle tutte, perché non mi ricordo se già mangiate o meno…

Torniamo a me e Totò. Quali ci sono piaciute? A me, non sono piaciute molto quelle di tonno – un po’ troppo asciutte e non molto saporite; e quelle di carote, per una mia non eccessiva simpatia per la carota in sé. Buone quelle di verdure; Totò ha particolarmente gradito polenta e taleggio e pollo alla Kiev; ma anche spinaci e fontina, manzo in umido (io ho preferito quelle di manzo piccanti), riso e spinaci, arancini. Io amo in particolare i mondeghili (“Anch’io!!”), tradizionali polpette milanesi: “Carne di manzo, salsiccia, mortadella, grana padano o parmigiano reggiano, latte, olio evo, pepe, sale” (nella ricetta tradizionale, si facevano con il manzo avanzato, salsiccia, salame crudo o mortadella di fegato, mollica di pane bagnata nel latte, uovo, grana padano, aglio, cipolla, noce moscata: è una ricetta protetta dalla De.Co., Denominazione Comunale).

Simpatico gustoso gradevole colorato gentile allegro appetitoso vario multiforme solidale: ci piace. Non so se sia un locale da “Buongiorno” per Totò – se ne è uscito con un cartoccio di polpette da takeasporto, biascicando qualcosa su un appuntamento con la signora Ciccilla…

Ciccilla la prima Polpetteria di Milano. Via Alessandro Volta 7, Milano. Tel. +39 02.6597816 (Aperto dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 22.00)

3 Commenti

  1. @Marione: trota mi manca… dovrò tornarci (per completezza dell’informazione)
    @Andre: perché porci dei limiti? Milano è grande, è un luogo dell’anima, si estende e si espande al di fuori di noi e dei nostri (e suoi) condini… ps: sì, ci muoveremo…

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