“Ue Ciuciù, mo’ ti devi stare proprio zitta!”
Non è una donna, ma un’ufera (dicesi ufera, una bufala non certo di buon umore), quella che mi sono ritrovata poche ore fa sotto casa, così, tout ensemble.
“Mo’ devi venire con me e non dire una parola! E non dare confidenza ad Attilio, chillo è amico mio!”
Attilio? Fosse ca fosse Attilio dell’omonima pizzeria alla Pignasecca?

Sì, era proprio lui.
Sofia mi trascina lì, in uno spaccato di una Napoli che sembra proprio quella dei tempi suoi, immutata ed immutabile da allora.
Via Pignasecca, dicevo, a due passi da Piazza Carità: una strada stretta, piena di gente, luci, colori, ammuina, che noi, a Napoli, un po’ il rumore ce l’abbiamo nel DNA, altro che mandolino e spaghetti.

Ci accoglie la signora Maria Francesca, madre di Attilio, l’attuale pizzaiolo e nipote del “primo” Attilio, quello che negli anni ’30 aprì questa piccola attività, con tanto amore.
Lo stesso che Maria Francesca, insieme ad Attilio, pizzaiolo e friggitore e le figlie hanno continuato a portare per questo che è più di un negozio: una seconda casa della famiglia Bachetti.
“Sofia, pensa che io tra il pranzo e la cena, neanche ci torno a casa” – ci confessa la signora, mentre tiene in mano il pane – ottimo – che ha fatto di prima mattina, quando il forno non è ancora troppo caldo.
Iniziamo il nostro pranzo.

“Ciuciù, ti ho portato qui perché oggi è Carnevale, che ti credi! Qui fanno pure la pizza Carnevale, ‘i che simpatia!”
“E come è, Sofia?”
Ma non mi risponde, la donnaccia, pare che prima dobbiamo mangiare dell’altro.

Iniziamo con i bacetti: piccoli bocconcini di pasta di pizza arrotolata su stessa più volte, ripieni di ricotta e rucola.
Li fa Attilio, lo vedo dalla cucina.
Deliziosi, la pasta è così sottile che sembra sfoglia, il sapore delicato ma convincente.
Ne mangerei altri, ma Sofia non è dell’avviso: frittura per noi.
Ecco, la frittura… buoni i timballini di pasta e le zeppolelle di alghe.
Dite che c’era altro? Io non ricordo…
Sofia in compenso si lecca i baffi.

Vedo passare una suntuosa pizza fritta ricotta e cicoli
“Non la guardare neppure, ho già ordinato per te, io…”
E vabbè.
Ma “il rimpiazzo” non è male, anzi è proprio bene!

Cannolo ripieno di ricotta, salsiccia, bufala e funghi porcini freschi. Incredibilmente buono.

E… la pizza Carnevale, quella che Sofia insiste andiate a mangiare stasera, Chelsea-Napoli permettendo.
Questa pizza è sempre differente. L’impianto è sempre lo stesso, una pizza con delle orecchiucce di cornicione ripiene di ricotta: sono gli ingredienti del centro della pizza a cambiare.
La versione scelta per me da Sofia è classica: pomodorini del piennolo e bufala.
Slurp.

Beviamoci ‘na cosarella: birra tedesca d’abbazia rossa e al doppio malto.

La pizza di Attilio, va detto, è proprio buona. Ottimi gli ingredienti, notevole l’impasto, incredibile il modo in cui è stesa la pasta: sottile, sottile, sottile.
Eppure la pizza risulta bella morbida e non croccante: una vera pizza napoletana, ottima anche per la sua digeribilità.
Trittico di dolci homemade for us: tre assaggini eh, che io ho ancora la lasagna che mi sale e mi scende.

Un tiramisù, ma fatto da Maria Francesca con la crema catalana; una torta di mandorle e cioccolata e una cassata infornata fatte da Attilio. Menzione speciale per quest’ultima, che poi con il nocillo che ci offrono è la morte sua.
O, più probabilmente, mia.

Prima di salutare Maria Francesca e Attilio, persone tra l’altro davvero di cuore, diamo ancora un’occhiata al locale.
Carinissimo, pieno di dettagli e di foto d’epoca.

Ma, soprattutto, di strani quadretti: tovagliolini con disegni che i clienti lasciano ad Attilio, una delizia.
Anche Sofia ne lascia uno: l’impronta della sua bocca sporca di pummarola.
Considerate se Questa è un critico enogastronomico.

Pizzeria Da Attilio. Via Pignasecca, 17. 80134 Napoli. Tel. +39 081.5520479

Foto: Renato Bevilacqua

7 Commenti

  1. E non immagini quanto buono sia… Sofia e’ancora intorpidita, mi ha detto che oggi vuole tornarci. Io sto a dieta, pero’!

  2. L’unico difetto della pizza di Attilio è che dopo un pò che l’hai mangiata, l’hai già digerita: E già perchè non è come tante altre pizze, sempre belle a vedersi, ma che poi richiedono tempi lunghi per la digestione, che portano sempre sete e magari se mangiate di sera fanno compagnia per tutta la notte. BRAVO ATTILIO CON MAMMA FRANCESCA E TUTTI I COLLABORATORI … a presto

  3. Mi associo ai complimenti per Attilio & collaboratori, ringraziando ancora il mio amico Luciano che me lo ha fatto scoprire! Saluti da Siena

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