Prova costume. Salti mortali con la ricetta della farinata genovese

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Godersi il caldo, godersi il sole… E direi di sbrigarsi a goderselo quando c’è, visti i repentini cambi di temperatura di questi ultimi tempi.

Per questo ieri mi sono regalata un rapido blitz per le verdure al mercato di S.Teodoro e via a casa a pastrugnare con i colori e i sapori del fresco.

Oramai il pesto di “Rossi 1947” è fisso nel mio frigo. E si sa, il pesto fa subito estate. E’ bastato un sacchettino di pomodorini dolci dolci con la buccia turgida, conditi col suddetto pesto, a mandarci in visibilio.

E via con un altro mini stufato di verdurine miste: sedano, cipolline fresche, ma di quelle rosse, zucchine romanesche (le prime fanno già capoccella con questo clima), appassito con un po’ d’acqua e condito con un filino di olietto sempre preso da un’azienda km 0, lì a S. Teodoro.

Però mi sono detta : “Senza pane come la faccio la scarpetta?” Lampo di genio: ho della pastella avanzata per la farinata in frigo!

Detto, fatto” E’ gustosa, porosa ed ha una storia fantastica. Pare sia invenzione dei tempi dei romani che usavano questo impastino da cuocere negli scudi e sfamarsi al volo.

Risale invece al 1284 il suo battesimo definitivo in seguito ad una sorta di incidente occorso durante la battaglia della Meloria dove Genova sconfisse Pisa. In quel trambusto alcune navi genovesi si rovesciarono e  l’olio e la farina di ceci che erano nelle provviste si mischiarono. L’acqua di mare era ovunque. Ma nulla fu dato per perso, anzi,  tutto venne recuperato e messo ad asciugare per cercare di sfamare i marinai. Successivamente la ricetta venne migliorata e resa gustosa con la cottura in forno a legna. L’oro di Pisa, nomignolo usato come sfottò, divenne piatto tipico.

Da quando l’ho provata in casa la prima volta ne sono diventata dipendente. Così oggi, vuoi per la scarpetta, e vuoi per aver la scusa di mettere ancora un po’ di pesto, l’ho fatta!

Farinata genovese

Ingredienti
1 parte di farina di ceci (ad esempio 500 g)
3 parti di acqua ( 1, 5 l)
Mezzo bicchiere d’olio 
Un bel pizzico di sale

Preparazione
Amalgama con una frusta l’acqua alla farina. Lascia riposare da un minimo di 2 ore a tutta la notte. Prima di usarla togli l’eventuale schiumetta in superficie e aggiungi l’olio.
Scalda il forno al massimo.
Se hai una bella tegliona bassa di ferro puoi adagiarci sopra un ditino d’olio. Altrimenti usa teglia e carta da forno.
Lo spessore deve essere al massimo di mezzo cm. Inforna a 220°. Cuoci dai 20 ai 30 minuti, deve essere dorata assai.
Puoi mangiarla così, o con un po’ di crescenza sopra appena tolta dal forno in modo che si sciolga un po’. Io ci ho spalmato il glorioso pesto. Eravamo talmente gasati del fatto che il sole ci aveva baciato per tutta la durata del pranzo sul balcone, che abbiamo pensato di digerire passeggiando nel verde…

Eh si, perché tra i commensali c’era l’instancabile Giovanna, l'”acrobata-carnefice”…

Ed è proprio con lei che chiudo oggi il mio Fornelli in forma mostrando un assaggio di ciò che vedremo nei prossimi mesi dettagliatamente. Dopo essere stata sotto le mie grinfie per aiutarmi a mostrarvi gli esercizi di pilates, oggi sarà lei stessa a mostrare qualcosa di nuovo.

Potremmo chiamarlo:

Laboratorio aereo a Aerial lab

Giovanna pratica la scuola di circo e nell’allenamento ha trovato molto proficuo il “contaminarlo” con posture di allungo e stretch dello yoga.

Lavora in sospensione, una tecnica che ha importato dal TRX (anche di questo presto vi parlerò, giuro), qualche asana, e qualche esercizio di addome del pilates.

Parlo di contaminazione perchè la gran parte del lavoro anche più aerobico, che utilizza trazioni con le braccia e saltelli, è tipica della preparazione atletica per trapezio, cerchio, e tessuti aerei circensi.

Insomma, che devo fare di più per farvi stare in forma? I salti mortali ?

[Immagini pilates: Marzia Ferrone]

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