Festa a Vico 2012. I giovanissimi imparano. Dopo l’Istituto Alberghiero, per esempioTempo di lettura: 2 min

Domenica per la prima volta nella storia della Festa a Vico, che festeggia quest’anno la nona edizione, la giornata inizierà nel pomeriggio, alle ore 18 con uno spazio riservato ai giovanissimi che vogliono entrare nel mondo della cucina d’autore.

Undici insegnati d’eccezione (Andrea Berton, Antonino Cannavacciuolo, Roberto Cerea, Davide Scabin, Enrico Cerea, Franco Aliberti, Gennaro Esposito, Moreno Cedroni, Rodolfo Guzman, Thiago Castanho, Valeria Piccini, Virgilio Martinez) illustreranno ai ragazzi (circa 150 gli accreditati) che hanno terminato di studiare un segreto, un progetto, una ricetta.

Ma chi sono questi ragazzi? Con Dino de Bellis, premio qualità-convenienza Gambero Rosso che cucinerà la sera di lunedì al Bikini replicando insieme a Massimiliano Sepe la fortunata formula degli osti a 4 mani del Salotto Culinario, siamo andati all’Istituto Professionale di Stato per i Servizi Alberghieri e della Ristorazione di Cassino per conoscerli i ragazzi che sono in procinto di diplomarsi.

Dino de Bellis ha tenuto alcune lezioni all’istituto e questa sessione conclusiva e straordinaria ha coinvolto gli studenti con un programma dedicato alla cucina povera e locale.

Abbiamo così incontrato Simona Verrecchia, sguardo sotto la sua cuffietta bianca a volte perso nel sogno della pasticceria che insegue da quando ha iniziato a studiare.

E di pasticceria vorrebbe nutrirsi anche Alessia Angelosanto, parannanza blu e silenzioso attivismo.

Filomena Diafani andrà all’Università di Campobasso, ma la sala resta la sua passione (e si fa perdonare dall’impastare con un vistoso smalto).

Non ci sono solo gli aspiranti chef, allora. Desirèe Valeri è tra gli studenti che hanno a esempio i maître degli stellati italiani. Profilo basso e tanta voglia di progredire anche da subito con un lavoro estivo in Sardegna. Già ha trovato un ristorante che le permetterà di impratichirsi a soli 18 anni.

C’è da imparare e tanto. Daniele Graniero punta diretto ad affiancare uno chef. Gli sembra naturale anche in questa lezione. Non è il prototipo dello studente modello a guardare la sua scheda di ammissione agli esami. Ma spicca un 8 bello pieno: in “Cucina”, nememno a dirlo.

La materia più gettonata da chi si avvicina alla ristorazione. Ma dalle 18 ore di qualche anno fa si passerà alle 6 per effetto di tagli e riforme, sussurra la professoressa Graziella Parisi che cura il sostegno di Loris, di Alessia e di altri allievi.

Difficile imparare anche perché si deve considerare l’acquisto delle materie prime che inizia a diventare difficoltoso. Molte verdure, tanti brodi vegetali di esercitazione.

Percorsi da modificare. E Gennaro Esposito ci prova subito con l’iniziativa della Festa a Vico dedicata ai Giovanissimi. Come dire, ricordatevi di loro quando si parla di investire in ricerca e nuove idee.

PS: Celeste, Andrea e Marco – in cucina e nella sala della Torre del Saracino – stanno a ricordare che l’apprendimento sul campo è passaggio fondamentale.

4 Commenti

  1. Grazie a Scatti che mi ha seguito in questa avventura.
    Devo dire la verità questi ragazzi e professori sono stati quasi abbandonati , le 18 ore di laboratorio al 5 anno non servono a nulla e saranno gettati nella mischia a combattere senza avere una adeguata preparazione , schivando e prendendo colpi che faranno in modo di far gettare la spugna prima del tempo.
    Questa esperienza mi ha dato molto, forse più a me che a loro, e inviterei i colleghi a farsi invitare nelle scuole a raccontare loro quello che c’è fuori
    Un saluto
    Dino

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