Se mi chiedete ti piacciono le sagre rispondo ni. Confusione e prodotti gastronomici spesso non difendibili. Se mi chiedete come potrebbe essere la sagra contemporanea non ho dubbi: Scorticata, La Collina dei Piaceri.

Non è una novità la manifestazione ideata, organizzata e smazzata dal patron dell’Osteria del Povero Diavolo Fausto Fratti. Che praticamente allunga la tavola del suo locale fresco rinnovato nella parte meccanica (una Molteni che romba sotto la guida dello stellato Pier Giorgi Parini, il Re delle Erbe) a tutta Torriana.

Consiglio, muovetevi a venirci (il cartellone prosegue fino a domani, venerdì 27 luglio) per comprendere come l’eccellenza a tavola possa diventare eccellenza sulla strada, street food.

Bella la formula della musica che accompagna i riti mangerecci, bellissima la scelta dei produttori che qui espongono e degli ospiti. Che a differenza delle sagre paesane non sono quelli dello stretto circondario. Una spruzzata di Sicilia, un tocco piacentino, due pennellate parmensi e il quadro è bello ricco. Colorito, come si dovrebbe in una festa d’estate, perché Scorticare vuol dire soprattutto divertirsi.

E allora fatelo, sapendo che non pagherete 2 € per improbabili piattini stentati di gusto. Qui si fa sul serio. A partire dal pane (del circondario) che ha accompagnato i salumi portati da Isa Mazzocchi del ristorante La Palta di Bilegno Borgonovo Val Tidone) e ha fatto assaggiare degli strepitosi fegatini di pollo su susina che andavano giù peggio delle caramelle.

Folla di vacanzieri, se non approfittate ora che c’è la Scorticata per salire dalle spiagge a questa collina non potrete mai capire cos’è la caprese, ossia fiordilatte (vaccino, anche se molti abbinano la mozzarella di bufala) con le fette di pomodori belli grossi “da insalata” che crescono – pochi – sulle terrazze della Costiera Sorrentina affacciate su Capri e dintorni.

Li assaggerete da La Tradizione di Vico Equense e comprenderete il senso dell’origano.

O vi perderete sul bocconcino di provola affumicata, altra caramella per bambini gastronomicamente cresciuti (avviso ai naviganti romani: da Settembrini dove c’è la filiale della Tradizione sapete cosa scegliere mentre vi crogiolate al soffio del ponentino).

E vogliamo parlare dei piatti che vi portate al tavolo come una sagra che si rispetti. Io ho avviato le danze con Matteo Broccoli e la sua crema di zucchine, gnudi di ricotta e arachidi spezziate seguita da un riso al salto, salsiccia e potacchio. Scuola dell’Osteria Povero Diavolo e si sente.

Non so quante ragioni vi ho dato finora per arrampicarvi su alla Scorticata, ma vi aggiungo gli spaghetti di David Tamburini al pomodoro infornato con cagliata di mandorla. Stupendi e tutto sommato a buon mercato: 8 €.

Esecuzione da ristorante, altro che cucina da campo.

E dalla Sicilia arriva Corrado Assenza, l’uomo dolce per antonomasia che i romani gourmet speravano di veder approdare sulle anse del Tevere. L’accordo non si è concluso, ahimè, per cui rifornimento di cassata spettacolare con sofficità da sdraiamento immediato e guarnitura che voi amanti del cale design dovreste avere come professione di fede.

Mancano le scagliate di cioccolato che non so se facciano parte di una qualche tradizione, ma che ricordo indicate come singolarità. Fatevene una ragione, la cassata di Assenza vi resterà stampata nella mente.

Come alcuni insaccati del salumificio Bocchi Lucedio (Tel. +39 0525.2484 – numero corto!) proposti dal Tabarro, il wine bar (si direbbe tra eno-gastro-ci-capiamo) ma laconicamente autodefinito Mescita e dispensa/Posto di ristoro del centro di Parma. Un percorso a culatello e champagne poi deviato su diversi contenuti e contenitori.

Diego Sorba sembra un profeta. Per alcuni rosso come il vino, per altri un po’ rosa come il maiale e derivati che maneggia nella sua dispensa. Insomma, ti dichiara subito che si farà voler bene.

Se non siete contenti delle mille cose fin qui dette, sappiate che come ogni bella festa gastronomica ai meritevoli spetta di partecipare alla spaghettata di mezzanotte. Che a Torriana in prima nottata è diventata la “Scallata delle 2 e 42”.

Isa Mazzocchi e Francesco Brutto hanno trovato un bollitore e hanno calato giusto 3 chili di formati misti lisci e rigati.

Un po’ di acciughe, pomodorini e il gioco è fatto.

La serata si è chiusa con i famosi Fratelli Lo Stappo che hanno aperto un po’ di bottiglie regionali ma anche no. Non mi chiedete quali, il bere miscelato, si sa, incrocia i ricordi.

Per fortuna che sono rotolato a piedi per la piccola china sino all’agriturismo Pomo Reale. Consigliatissimo per chi volesse fare alba alla Scorticata o assaggiare la tavola di Pier Giorgio Parini che cura la sua Ferrari personalmente (proprio fuori dagli schemi questo stellato Michelin: fa la spesa, porta piatti in tavola e cura i fuochi).

Il programma della festa lo trovate qui.