Oristano. Il menu del ristorante che non ti piace serve pesce illegale

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Un tonno rosso appena pescato, un pesce spada, arselle, dentici e un’aragosta. Ecco il “bottino” che la Guardia Costiera di Oristano ha scovato nel frigorifero di un ristorante della Costa Verde. Tutto, rigorosamente vietato visto che

  • per il tonno rosso si sono già esaurite le quote annuali di pesca riservate alla Sardegna, ripartizione di quelle nazionali fissate a gennaio con D. Lgs. n. 4/2012;
  • pesce spada e dentici riparati nel frigo sarebbero frutto di battute di pesca sportiva e la legge vieta ai pescatori “per divertimento” di vendere il loro pescato;
  • l’aragosta era di dimensioni inferiori a quelle consentite.

La visita della Guardia Costiera nella cucine del ristorante ha fatto seguito ad una segnalazione secondo la quale il ristorante serve in tavola abitualmente pesce proveniente dell’Area Marina Protetta Sinis Mal di Ventre. Per il locale è scattata la multa di  4000 euro e il sequestro del pescato.

Domanda retorica: ma come si fa a portare in tavola il pescato illegale di un mare così?

[Link: unionesarda.it Immagini: dovatu.it, minambiente.it, parks.it]


- sabato, 1 settembre 2012 | ore 12:03

2 commenti su “Oristano. Il menu del ristorante che non ti piace serve pesce illegale

  1. La gente cerca il pesce fresco locale, legge o non legge… se pubblichi l’indirizzo il ristorante raddoppia i clienti…
    Sul fermo del tonno e sulle aragoste sotto misura sono d’accordo ma sul pesce non sottoposto a fermo biologico preso a fucile o a canna da pescatori individuali mi pare ridicolo penalizzare, è una pesca per nulla invasiva perché riguarda quantità modiche, non altera i fondali e permette a qualche disoccupato di fare due soldi per campare senza andare a rubare.

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