Ristoranti. Ferran Adrià ha detto che l’importanza delle guide è in diminuzione

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Mentre sul web si combatte la guerra dell’anonimato, del travestimento, dei blogger, dei recensori, dei guidaroli, degli avventori armati di telefonini, di quelli che imbrogliano su Tripadvisor (ma lo fanno anche gli scrittori come R. J. Ellory con il suo La voce degli angeli che ha taroccato i commenti su Amazon auto-incensandosi) e affini per cercare di catalogare e comprendere di quale scritto, foto, video (e persona?) fidarsi prima di sedersi al ristorante, ecco che ti piomba sulla scena Ferran Adrià.

Si proprio il super chef che dalla Spagna, dopo aver chiuso El Bulli un annetto fa per dedicarsi allo studio e alla creazione della Fondazione, è planato direttamente in Costiera Sorrentina e ha trovato in Gennaro Esposito uno splendido cicerone.

Lo chef della Torre del Saracino, Ferran Adrià e Juan Mari Arzak sono stati intervistati da Gimmo Cuomo per il Corriere della Sera in un pezzo a tre voci che vi consiglio di leggere tutto di un fiato. Il giornalista gastronomico napoletano ha infilato una serie di domande a tutto campo e nel bel mezzo della discussione ha piazzato il lasciapassare per una serie di considerazioni appassionanti.

L’importanza delle guide gastronomiche?
Adrià: «In diminuzione». Arzak: «C’è». Esposito: «Sono importanti, ma così come sono non hanno futuro».

Chi dice il vero dei tre chef?

[Link: Corriere del Mezzogiorno. Immagine: VCrown]