Tagliatelle, la migliore ricetta per fare compagnia ai funghi porcini

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L’autunno porta delizie speciali come i funghi, tanto più se sono porcini. Ho la fortuna di “saper andare a funghi” e con i porcini, i chiodini, le gallinelle, i finferli e le mazze di tamburo, vado a colpo sicuro in tavola. A seconda della raccolta (quest’anno scarsa e già invidio Arezzo e Savona), li preparo oppure li secco.
I funghi vanno puliti con un pennellino morbido. Si trovano in commercio nelle coltellerie  coltellini con il pennellino per pulire i funghi.
Tolta la terra si puliscono delicatamente con un canovaccio appena umido cercando di non romperli o danneggiarli.
Per le tagliatelle faccio la sfoglia classica bolognese che ha solo due ingredienti: farina 0 e uovo intero. Per ogni 110 g di farina, un uovo intero grande.
Diciamo che questa proporzione è per un piatto abbondante o due piccoli.
Personalmente, quando impasto, faccio una bella quantità che metto a seccare già divisa in porzioni.
Fondamentale, non serve neanche dirlo, è  la qualità della farina e delle uova.
Classiche e semplicissime, il piatto che vedete nella foto era un vero primo destinato alle mie creature e fotografato in fretta e furia con un sottofondo di commenti e domandine del tipo: buona la luce oggi? beh!! hai usato proprio i colori della terra!! bella mamma bella!! adesso porta però, ti prego! ;))
Ultima cosa, io potrei anche non aggiungere il Parmigiano ma le creature lo mettono e sta sicuramente bene. Questione di gusti!

Ingredienti per 4-6 persone
550 g di farina 0 setacciata
5 uova grandi

Fai un vulcano di farina settacciata sul banco di lavoro, sbatti le uova e disponile in centro. Inizia a lavorare con le mani incorporando piano piano la farina con le uova fino ad ottenere un composto omogeneo. Coprilo un momento: intanto lava bene le mani e il tagliere per evitare il formarsi di crosticine di pasta.
Riprendi l’impasto e comincia a “menarlo” non schiacciandolo ma facendolo rotolare e esercitando ua leggera pressione verso l’esterno. Quando la pasta diventa morbida e liscia al tatto fermati e lasciala riposare coperta mezz’ora.
Puoi anche adoperare la planetaria, anche se questo impasto preferisco farlo con le mani: mi viene meglio.
Infarina il tavolo e inizia a stendere o con mattarello o con la macchina sfogliatrice le tagliatelle della larghezza di un dito circa (io metto in lavorazione anche gli spaghettini). Nulla vieta che le tagliatelle siano più grosse. Diventeranno pappardelle.

Per quanto riguarda i funghi li ho preparati molto semplicemente: puliscili con un canovaccio appena umido e tagliali a fettine nel senso verticale del porcino, in modo da apprezzare la sua forma.
In una padella metti poco olio e una noce di burro, rosola 2 spicchi d’aglio (per 1 kg di funghi), aggiungi i funghi e lasciali cuocere inizialmente ad alta temperatura mescolando spesso. Appena cotti, aggiungi sale, pepe e poco prezzemolo trittato.

Cuoci le tagliatelle in abbondante acqua salata bollente, scola, spadella brevemente insieme ai  porcini, prezzemolo, Parmigiano e servi.

Non pensate anche voi che questo sia il modo migliore per festeggiare una giornata di fruttuose ricerche nel bosco o i porcini li preferite con gli gnocchi o in forma di crostatine?

11 Commenti

  1. Eccomi, agli ordini di Vincenzo e per fare compagnia alle splendide tagliatelle di Patricia: in fb anticipavo dei tortini con il pane vecchio ammollato nel latte con funghi (ma anche nella versione estiva con le cipolle di Acquaviva) e li trovate qui: http://www.lacucinadiqb.com/2009/10/tortini-di-noci-e-cipolla-di-acquaviva.html

    Ma poi mi sono tornate alle memoria sia queste cocottine: http://www.lacucinadiqb.com/2011/11/le-cocottine-vegetariane-staub-e-il.html che queste miniterrine con il coniglio cotto in canevera e porcini: http://www.lacucinadiqb.com/2011/11/le-cocottine-vegetariane-staub-e-il.html.

    Io adoro i funghi. E contrariamente a quello che si crede “tutti i funghi sono commestibili, alcuni una volta sola” ;D
    Ora vado prima che la mia teresa all’ultimo stadio sia palesemente conclamata. E brava Patricia!

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