Un critico francese una volta disse di Rossellini: “Gli altri registi fanno i dolci, lui fa il pane.”

Gabriele Bonci fa il pane, e non lo scopriamo certo oggi. Ma oggi c’è un forno più grande e un locale più grande per lui, tutto costruito intorno al pane.

“Panenostro” è una delle tipologie che mi hanno colpito di più: farina Poggi, una bella acidità e una crosta croccante che è musica a sentirla spezzare. E una pizza bianca soffice ed eterea, “della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni” (altra citazione cinefila).

E molte altre specialità del “Panificio” abbiamo assaggiato in anteprima, insieme a un ristretto – neanche poi tanto – manipolo di fortunati che riempivano gioiosamente i bei locali luminosi di via Trionfale 36, sfiziosamente arredati con piastrelle che ricordano le fermate del metrò di Parigi.

Un salto con la mente nella capitale francese gustando i deliziosi croissant al burro e di nuovo a Roma, con le pizzette rosse di pasta sfoglia, quelle delle festicciole in casa, una sfoglia, neanche a dirlo, delicata e sublime.

E tante altre cose si potrebbero raccontare, del pane alla zucca (senza acqua), del panettone, delle crostatine (frolla con burro francese).

O della ribollita servita in una pagnotta scavata.

Ma si sa, come al cinema, il giudizio della critica non sempre coincide con quello del pubblico e quindi è d’obbligo chiedere: cosa sceglierete voi dai banchi lussureggianti del Panificio Bonci ora che è finalmente aperto?

Azzardiamo un podio a poche ore dell’inaugurazione che dice

  1. Pizza
  2. Croissant
  3. Panenostro

Nel frattempo, ecco le ricette “illustrate” per far sapere ai passanti che cosa trovano in bacheca.

[Immagini: Daniele Amato]