Crisi. C’è lavoro per pasticcieri, panettieri e nel take away

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In alto venditori di cibo take away, panettieri e pasticceri. In ritirata idraulici e falegnami, mestieri d’oro, ma solo fino a ieri.

Cambia la mappa delle professioni più ambite, la classifica dei lavori artigiani più richiesti. Tramontano alcuni dei lavori in cui lo scarso prestigio sociale faceva da pendant a lauti, sicuri guadagni e cresce l’appeal di professioni che forniscono servizi di modesto impegno economico per il consumatore, come l’estetista e il parrucchiere ma anche il panificatore e il pasticciere.

A disegnare il nuovo corso delle professioni più amate nell’era della crisi che perdura (e del cibo che dilaga in tv) è Unioncamere che ha sbirciato, dal 2009 al 2012, nei registri d’iscrizione delle imprese alle Camere di Commercio per stilare la sua classifica.

Ancora mestieri del cibo in pole position come già evidenziato poche settimane fa da un altro indicatore: il numero delle offerte di lavoro nel mondo del food pubblicati sul giornale di inserzioni Subito.it.

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Osservando, nel triennio considerato, il saldo fra le società aperte e quelle chiuse nei diversi settori delle professioni artigiane, è emerso che i lavori in calo sono quelli legati ai settori più colpiti dalla recessione (edilizia, calzaturiero e abbigliamento) mentre hanno mantenuto saldi positivi mestieri tradizionali o professioni legate a nuove tecnologie e nuove abitudini. Paticceria e panificazione, per esempio.

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Ma anche il take away alimentare. Perché se la famiglia fa sempre più fatica a concedersi una cena al ristorante, ricorre più volentieri che in passato al cibo da asporto come dimostra il numero elevato di piccole aziende che operano nel settore (quasi 4 mila).

[Repubblica]

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